CRAC LATINA CALCIO: L’EX SCIARRETTA GUADAGNA LA PRESCRIZIONE

Crac Latina Calcio: condannato a due anni per bancarotta distrattiva, l’ex Presidente Antonio Sciarretta ottiene la prescrizione

La Corte d’Appello di Roma ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti dell’ex Presidente del Latina Calcio, Antonio Sciarretta, per intervenuta prescrizione. A rimanere in piedi per Sciarretta era ancora il reato di bancarotta distrattiva che, però, è estinto per la prescrizione.

Nel processo di primo grado presso il Tribunale di Latina, davanti al pubblico ministero Giuseppe Miliano e al collegio presieduto dal giudice Francesco Valentini, il contabile del club nerazzurro aveva spiegato che i libri contabili si trovavano in un armadietto all’interno della sede societaria in piazzale Prampolini come risultava da alcune ispezioni della Covisoc la quale non aveva riscontrato particolari irregolarità nell’estate del 2005.

I reati ipotizzati dalla Procura di Latina erano bancarotta semplice e fraudolenta, e di distrazione dei beni poiché non risultavano più macchine per ufficio, un Ducato Fiat, un trattorino e una porta da calcio per un valore complessivo di 24mila euro.

La vicenda è quella del Latina Calcio ante-Maietta. Per gli inquirenti, attorno al fallimento dell’AS Latina spa (così si chiamava la società di Sciarretta), si erano consumati anche una serie di illeciti. Ecco perché il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Matilde Campoli, aveva disposto il processo per Sciarretta e per i tre componenti dell’allora collegio sindacale, i commercialisti Marco Raponi, Alessandro Ciocia e Fausta Tazzioli, anche loro di Cori e accusati di bancarotta semplice e fraudolenta. 

L’AS Latina venne dichiarata fallita dal Tribunale del capoluogo pontino il 12 febbraio 2009. Era nata nel 2006 dalle ceneri di un altro fallimento del Latina, che poi nell’era Maietta sarebbe a sua volta fallita. Insomma, una scia di fallimenti: tre in fila che non hanno dato una grande immagine del calcio nel capoluogo.

Tornando a Sciarretta, secondo l’accusa, l’imprenditore corese – finito persino in carcere per vicende, alcune delle quali connesse a questo procedimento, nell’estate 2020 – avrebbe nascosto o comunque distratto beni della società, per un valore di circa 24.800 euro, e distrutto libri e documenti contabili, impedendo la ricostruzione degli affari della spa. L’imprenditore era accusato anche di aver evaso le imposte sul reddito e sull’Iva, e di non aver presentato le dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e Iva per il 2007, evadendo per 95.512 euro l’imposta sulle società. I sindaci erano invece accusati di aver sottratto e distrutto i documenti del collegio sindacale e di aver aggravato il dissesto della società, non chiedendo, tra il 2005 e il 2006, visto lo stato di insolvenza in cui versava l’AS Latina, al Tribunale di dichiararla fallita.

A gennaio 2021, i quattro imputati furono prosciolti per tutti i capi d’imputazione, con una condanna per Sciarretta. L’imprenditore fu prosciolto per prescrizione rispetto alla bancarotta semplice; assolto per il capo d’imputazione inerente alla bancarotta documentale, insieme ai sindaci; condannato a due anni per la distrazione dei bene della società. Ora, anche quest’ultima condanna è stata cancellata dall’intervenuta prescrizione.

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