FALDA INQUINATA A MONTELLO, LA SENTENZA CHE NON SALVA GLI EREDI. IL CONSULENTE: “IN UN ATTIMO PUÒ SUCCEDERE IL PATATRAC”

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Sede di Ecoambiente srl a Borgo Montello

Prosegue Il processo per l’inquinamento delle falde presso la Discarica di Borgo Montello. Di imputati ne rimane solo uno, gli altri due, nel frattempo, sono deceduti

“Siamo come nella geologia. Per mille anni può non succedere nulla, poi in un attimo succede il patatrac. Non esiste il tempo”. È questo uno dei passaggi più significativi resi nel contro-esame da Rodolfo Napoli, il professore (in pensione) di Ingegneria Chimico-Sanitaria dell’Università Parthenope di Napoli e consulente del pubblico ministero Giuseppe Miliano, titolare dell’indagine da cui p nato questo processo infinito. Quest’oggi, 26 maggio, si è infatti concluso il controesame sulla base delle domande che gli rivolgevano gli avvocati della difesa, Luigi Marino, Gaetano Marino e Martellotti

Il processo vedeva alla sbarra Bruno Landi e Vincenzo Rondoni, all’epoca dei fatti dirigenti di Ecoambiente (gestore di parte degli invasi della discarica di Montello), e l’imprenditore Nicola Colucci. Ammessi come parti civili diversi cittadini che abitano di fronte alla discarica, tra cui la famiglia Piovesan (oggi in aula era presente Carla Piovesan), oltreché a Regione Lazio, Comune di Latina, Associazione Acqua Pulita, Legambiente e un comitato civico. Come noto, però, Vincenzo Rondoni e, più recentemente, Bruno Landi.

L’udienza del processo sull’inquinamento della falda acquifera di Borg Montello che si è celebrata oggi, 26 maggio, veniva da un paio di rinvii che hanno ritardato ulteriormente un procedimento penale che va avanti da circa 20 anni.

Al di là del contro-esame del professor Napoli, si è definita una questione di non poco conto. Il secondo collegio del Tribunale, composto dai giudici Zani-Trapuzzano Molinaro-Naso, ha dichiarato estinto il reato per morte dei due rei, Rondoni e Landi: non doversi procedere perché il reato è estinto per la morte dei rei. Un punto piuttosto dibattuto in aula, tanto che la difesa dei due ex imputati chiedeva che le posizioni non fossero stralciate per la dichiarazione di estinzione del processo, bensì hanno invocato la possibilità di proseguire il processo così da ottenere un’assoluzione nel merito. Una circostanza di non poco conto in quanto, in caso di condanna dell’unico imputato rimasto, Nicola Colucci, il cui processo è stato rinviato al prossimo 12 gennaio, le parti civili potrebbero rivalersi sugli eredi dei due imputati deceduti, in quanto la formula pronunciata dal Tribunale non equivale ad una assoluzione e comunque a una definizione nel merito della vicenda.

Per quanto riguarda l’udienza odierna, il professore Napoli ha ribadito diversi concetti già espressi nel corso del suo esame e nell’inizio del controesame. Collaudi e bonifiche mancati nella gestione della discarica che inchioderebbero la società Ecoambiente srl.

Il pensiero del professore è che la discarica, in servizio sin dal 1970, ha avuto “un abbancamento alla rinfusa dei rifiuti, anche perché non c’era nessuna legge che regolamentava i rifiuti”. Da allora il sito è stato soggetto a un processo di inquinamento e tutti i gestori hanno continuato a abbancare rifiuti e a peggiorare lo stato della discarica: “Il sito di Borgo Montello è stato investito da inquinamento dovuto a percolato. Il problema se ci fosse o non ci fosse l’inquinamento, non esime dalle responsabilità gli altri gestori, ossia quelli che sono venuti dopo”.

Il professor Napoli ha spiegato anche di valutare negativa la soluzione di Ecoambiente di inscatolare tutti i vecchi rifiuti: “Non è buona perché anche se i rifiuti venivano isolati continuavano a produrre percolato”.

Il pubblico ministero Giuseppe Miliano, a margine dell’udienza, ha prodotto il contratto di locazione tra Capitolina srl e Ecoambiente srl, mentre l’avvocato del Comune, Francesco Cavalcanti, ha depositato la sentenza con cui il Consiglio di Stato, nel 2025, ha respinto definitivamente i ricorsi della società Ecoambiente, stabilendo che gli oneri e la responsabilità della bonifica della discarica di Borgo Montello (Latina) competono interamente alla società Ecoambiente sr.

È finita oggi, così, la testimonianza dirimente del professor Napoli, che è stato anche consulente ambientale della provincia di Caserta, ossia nella cosiddetta Terra dei Fuochi, spiega che il problema della discarica di Borgo Montello nasce da lontano, almeno dal 1970. Ha esaminato tutti i bacini della discarica, in particolar modo quelli di Ecoambiente, un tempo partecipata dal Comune di Latina, e oggi nelle mani del gruppo riconducibile a Manlio Cerroni. La società gestisce gli invasi S0, S1, S2 e S3 della discarica Borgo Montello.

L’accusa, nel processo, contesta il reato permanente di “adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari”, vale a dire, in sostanza, l’inquinamento della falda che scorre sotto le aree gestite da Ecoambiente srl. Le indagini sulla falda millenaria di Borgo Montello sono iniziate nella prima decade degli anni Duemila, con un incidente probatorio risalente al 2007, per poi proseguire, tramite altri passaggi, al rinvio a giudizio dei coimputati nel 2014 con la prima udienza del processo fissata e svolta il 16 giugno del 2015.

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