PALPEGGIA LA BAMBINA DURANTE IL BAGNO AL MARE: CONDANNATO A 7 ANNI DI RECLUSIONE

Violenza sessuale su minore: i fatti si sono consumati a Latina, vittima di un sessantenne è una bambina di 10 anni

Si è concluso oggi, 9 luglio, il processo a carico di L.M., il sessantenne accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima per cui il pubblico ministero Francesco Caporotundo, al termine della sua requisitoria, ha chiesto una condanna a 10 anni di reclusione.

Al termine della camera di consiglio, il terzo collegio penale del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, hanno condannato l’uomo a 7 anni di reclusione con la concessione delle attenuanti generiche. Il Tribunale ha anche disposto l’interdizione dai pubblici uffici e da ogni ordine e servizio frequentato dai minori.

A marzo 2025, si era svolto l’incidente probatorio chiesto dal sostituto procuratore di Latina, Marina Marra, che aveva chiamato a testimoniare la ragazzina, oggi quattordicenne, la quale sarebbe stata vittima di abusi sessuali da parte dell’ex compagno della zia.

I fatti, secondo le indagini svolte dalla Procura, si sono verificati a Latina tra il 2020 e il 2023. Più di un episodio nel tempo che ha segnato a tal punto la ragazzina la quale, prima, si è sfogata con un’amica e, successivamente, si è aperta con i genitori. Nelle more di queste confidenze, anche la confessione a una psicologa alla quale la ragazzina si era rivolta perché non riusciva a dormire la notte. Durante le sedute, è uscita fuori anche la storia degli abusi sessuali subiti dall’uomo di 63 anni, oggi imputato.

La ragazzina, che aveva svolto con lucidità la sua testimonianza, dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, aveva raccontato di aver subito il primo approccio quando era venuta in vacanza a Latina. Il contesto è stato quello del mare pontino, durante uno dei tanti bagni che, invece, di costituire un bel ricordo d’infanzia, sono stati per la ragazzina, all’epoca di 10 anni, un incubo. Il sessantenne, che rappresentava una persona di famiglia perché legato alla zia, durante il bagno notturno l’avrebbe palpeggiata nelle parti intime.

Solo il primo delle episodi che, poi, si erano ripetuti anche nella casa al mare a Latina. La ragazzina, infatti, che viveva in Emilia Romagna con la madre, era solita venire in vacanza a Latina dal padre. È proprio in quei soggiorni, che avrebbero dovuto essere di svago, che avvenivano i palpeggiamenti all’oscuro degli altri adulti praticati da quel sessantenne di famiglia. In un caso, la ragazzina sarebbe stata palpeggiata sul divano mentre era seduta anche la zia, inconsapevole di tutto.

L’uomo (che lavora nel campo della ristorazione come cuoco), difeso dall’avvocato Maurizio Mansutti, non è più legato alla zia. Costituiti come parti civili i genitori della vittima, assistiti dall’avvocato Paolo Vanzani, a cui il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento da stabilirsi in separata sede civile. Nessuna provvisionale e motivazione della sentenza tra 90 giorni.

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