I CLIENTI “NOTI” DEL SODALIZIO AMATO-FALCO

Tra gli episodi contestati al sodalizio della droga facente capo a Gennaro Amato e Francesco Falco ci sono anche gli acquisiti di due personaggi noti alle cronache

La droga dal gruppo Amato-Falco l’acquistava anche il 31enne di Aprilia, Giuseppe Marcellino, diventato noto alle cronache per aver gambizzato un uomo nella città del nord pontino e per essere stato rinviato a giudizio perché avrebbe partecipato in concorso con altri alla rivolta nel carcere di Latina.

Marcellino ha sempre dichiarato di aver gambizzato il 36enne originario di Anzio, Marco Colardo, per alcune carte Pokemon di valore. Una versione che, però, non ha mai convinto gli inquirenti.

Nell’inchiesta che smantellato il gruppo Amato-Falco, emerge che Marcellino (solo indagato) ha acquistato droga per venderla a terzi dal sodalizio. In un caso, a novembre 2021, 350 euro di hashsh; nell’altro episodio 2mila di marijuana.

A risaltare, però, di più è sicuramente la presenza, tra gli acquirenti, di Giulio Ciccarelli, l’uomo che, lo scorso marzo 2025, è venuto a mancare in circostanze misteriose presso l’ospedale Goretti di Latina. Il 61enne si presentò al nosocomio con ferite che hanno fatto pensare anche a un pestaggio subito poco prima del ricovero in ospedale. Si trattava di una persona che aveva già avuto i suoi guai giudiziari, oltreché a provenire dal complicato quartiere Toscanini di Aprilia. Nel 2023, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, lo aveva rinviato a giudizio.

Altri I fatti si erano verificati ad ottobre 2020, quando Ciccarelli (classe 1964) si era recato al pronto soccorso della clinica “Città di Aprilia” in preda ad alcuni dolori. L’uomo, senza aspettare la visita del medico, aveva insistito veementemente con una infermiera al fine di ottenere fiale di un antinfiammatorio, il Toradol. Alla risposta dell’infermiera che gli diceva di attendere la visita del medico, Ciccarelli ribatteva insultando l’infermiera e dicendole che “sei solo un’operaia”. E già minacce e promesse di ritorsione per non avere subito il medicinale.

Nel 2017, invece, il coinvolgimento nell’operazione anti-droga “Miriade, eseguita dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, che aveva consentito di sequestrare 150 chili di sostanza stupefacente destinata non solo al mercato locale ma anche a quello veronese. L’uomo è morto a marzo 2025 per le complicanze di una polmonite, ma era arrivato in condizioni pessime nell’ospedale, con ferite da trauma causate molto probabilmente da un’aggressione. Un caso che aveva attirato le attenzioni degli inquirenti.

Ora, emerge, dall’ordinanza di arresti del gruppo Amato-Falco, che Ciccarelli, insieme al figlio Christian, sarebbero stati organici alla filiera dello spaccio legata al sodalizio capeggiato da Gennaro Amato. E anche in una circostanza, a dicembre 2021, Ciccarelli, a corto di denaro, si sarebbe trovato in difficoltà con i pagamenti della droga. A gennaio 2022, furono Marco Tuccio e Antonio Cimmino, due affilaiti al gruppo Amato-Falco, a recarsi a casa di Giulio Ciccarelli per sollecitarlo al pagamento del debito di droga per conto di Gennaro Amato.

Lo stesso Ciccarelli, impaurito dalla ambasciata inviata da Amato, promette: “”Na’ milletta ja porto”. Sarebbe stato Cimmino a passare ogni settimana per incassare la rimanenza del debito. Anche il figlio di Ciccarelli, Christian, sarebbe stato avvicinato per il debito di droga. Una pervicacia sintomo della violenza con cui il gruppo Amato-Falco insisteva per farsi pagare.

Dall’analisi del Libro Mastro, è emerso che Ciccarelli senior aveva acquistato cinque palle di hashish, mentre il figlio due.

Articolo precedente

AMATO-FALCO: I FLUSSI DI DROGA DAL BELGIO, I RUOLI E IL CORRIERE DEI GAMBACURTA

Ultime da Focus