Ridotta notevolmente la pena a carico di un uomo d Fondi condannato in primo grado per il reato di stalking
Era stato condannato a 1 anno e 6 mesi dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Nadile, il 35enne di Fondi, S.D.M. (le sue iniziali), difeso dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Pietro Iannitti.
Ieri, 24 febbraio, la seconda sezione penale della Corte d’Appello ha riformato la sentenza, disponendo per l’imputato la pena di 1 mese e 15 giorni di reclusine e rideterminando il risarcimento alla parte civile in 3mila euro. Il reato è stato riqualificato da stalking in minaccia e molestia.
Erano gravi le accuse nei confronti dell’uomo, a cui era imputato il reato di stalking. Secondo l’accusa, invaghito di una donna, il 35enne l’avrebbe tempestata di messaggi e chiamate, aspettandola fuori dalla sua casa tanto da costringere la donna ad entrare insieme alla madre da un ingresso secondario.
L’uomo sarebbe stato ossessionato così che avrebbe contattato il fratello della donna per chiedergli chi frequentava. Dopodiché, il primo gennaio 2020, dopo essere introdotto nel giardino di casa della donna, le avrebbe lasciato un profumo e un biglietto: “Mi devi ridare tutti i regali dal primo all’ultimo perché non ti meriti un cazzo, falsa bugiarda e pezza di merda”. Tornando nel pomeriggio a casa della donna, l’uomo avrebbe detto che se fossero state chiamate le forze dell’ordine, sarebbe stato “peggio per tutti”. Infine, la minaccia al compagno della donna: “Gli apro la testa”.
La Corte d’Appello ha, come detto, riformato la sentenza, accogliendo quasi in toto le tesi difensive, a differenza del giudice di primo grado che non aveva concesso le attenuanti generiche “non avendo manifestato alcun segno di resipiscenza”.
