ADOLESCENTE PALPEGGIATA NEL CAMPING A FONDI DAL GUARDIANO: CONDANNATO A 4 ANNI

Palpeggiata dall’addetto alla sicurezza di un camping a Fondi: concluso il rito abbreviato a cui è stato sottoposto l’imputato

Si è concluso il rito abbreviato per il 59enne, M.A. (le sue iniziali), originario del Pakistan, difeso dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Pietro Iannitti e accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima.

Quattro anni di reclusione è stata la pena decisa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, a fronte della richiesta a 6 anni di pena formulata dal pubblico ministero Martina Taglione al termine della sua requisitoria. L’avvocato Iannitti, nella sua arringa, aveva chiesto l’assoluzione per l’uomo, sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla vittima, e, in subordine, il riconoscimento dell’attenuante prevista per i casi di minore gravità.

Un’attenuante che il Gup Romano ha riconosciuto, giudicandola equivalente alla contestata aggravante della minore gravità. Un riconoscimento che potrebbe avere un peso nell’eventuale ricorso in Corte d’Appello. Ad ogni modo, il giudice ha disposto anche il risarcimento per le parti civili: la ragazzina e la madre, oltreché all’associazione “Insieme a Marianna”.

A marzo 2025, il sostituto procuratore di Latina, Giorgia Orlando, aveva disposto l’avviso di conclusione indagini nei confronti del 59enne. L’uomo è accusato di aver palpeggiato una ragazzina di 14 anni in un camping a Fondi nell’estate 2024.

A gennaio 2025, presso la Corte d’Assise del Tribunale di Latina, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, si era svolto l’incidente probatorio. A testimoniare la ragazzina di 14 anni che, per gli inquirenti, è la vittima dei comportamenti dell’uomo. La giovane, video-collegata da Roma, aveva confermato quanto da lei denunciato nell’estate di due anni fa, sostenendo di essere stata palpeggiata dall’uomo nel camping a Fondi dove si trovava con la famiglia di un’amica in vacanza.

Dopo l’arresto, l’uomo, interrogato, aveva risposto alle domande del gip Giuseppe Cario che aveva disposto una misura cautelare ai domiciliari. Su istanza della difesa presentata nelle more dell’incidente probatorio, l’uomo era stato liberato da ogni misura cautelare custodiale, rimanendo fino a oggi quella del divieto di avvinamento.

Ascoltato nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, il 57enne aveva negato di aver palpeggiato l’adolescente, spiegando di non averlo mai potuto fare, in quanto, da musulmano, la giovane sarebbe come una figlia per lui: “Non l’ho toccata, ci ho solo parlato”.

L’uomo era accusato di aver afferrato la ragazzina di 14 anni, che si trovava in vacanza, per poi toccarle il seno, provando persino a baciarla in bocca. La ragazzina, originaria di Roma, sarebbe riuscita a divincolarsi e sotto choc avrebbe raccontato ai genitori i quali avevano sporto denuncia.

Successivamente, i poliziotti del Commissariato di Fondi e della Polizia Ferroviaria di Roma avevano tratto in arresto il classe ’67, dando esecuzione all’ordinanza emessa il 14 agosto 2024 dal G.I.P. del Tribunale di Latina, Giuseppe Molfese.

La vicenda ha origine a luglio 2024, quando la 14enne raggiunge, come di consueto, l’amica coetanea e la sua famiglia presso un campeggio di Fondi, per trascorrere qualche giorno di vacanza al mare, in completa spensieratezza. Il 7 luglio, mentre entrambe sono sedute sulle sdraio del campeggio, sopraggiunge l’uomo, che era stato regolarmente assunto con la mansione di guardiano notturno della struttura ricettiva.

Questi avrebbe dapprima importunato le ragazze con frasi inerenti la loro sfera sessuale, dopodiché avrebbe chiesto loro se fossero fidanzate e intrattenessero rapporti sessuali con i rispettivi partner. Afferrato un braccio della giovane ospite, le avrebbe palpeggiato il seno ed il sedere, cingendola ed impedendole di sottrarsi alla stretta, tentando di baciarla sulla bocca, il tutto sotto gli occhi atterriti dell’amica.

Riuscita a divincolarsi, terrorizzata, l’adolescente fa subito rientro con l’amica presso il proprio alloggio, raccontando l’accaduto a due addetti alla reception ed ai rispettivi genitori. Appreso quanto riferito, l’amministrazione del campeggio provvede immediatamente a sospendere dal lavoro l’uomo indicato dalle giovani come l’autore della violenza. Sporta denuncia dell’accaduto presso l’Ufficio della Polfer di Roma, viene informata l’Autorità Giudiziaria competente ed avviate le indagini del caso.

Oggi, a distanza di poco più di un anno e mezzo dai fatti, è arrivata la sentenza di primo grado.

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