Il Ministero della Cultura ha comunicato che procederà allo stralcio dei siti archeologici di Grotta Guattari e delle Terme Romane di Torre Paola dall’accordo con Terracina
È un importante risultato per San Felice Circeo e Sabaudia quello raggiunto nella complessa vicenda della gestione dei siti archeologici territoriali. Il Ministero della Cultura ha accolto integralmente le istanze dei due Comuni, impegnandosi a stralciare dall’accordo con Terracina i gioielli archeologici di Grotta Guattari, le Terme Romane di Torre Paola e l’Area della Casarina. Una decisione che segna un punto di svolta nella tutela delle prerogative comunali e riconosce il valore della gestione locale del patrimonio culturale.
La svolta è arrivata con la nota del 25 maggio della Direzione Generale Musei del Ministero, che ha comunicato formalmente che “si procederà alla revisione del suindicato accordo, limitandone l’ambito applicativo ai beni culturali ricadenti nel territorio del Comune di Terracina, mediante lo stralcio delle parti relative ai beni culturali sopra richiamati situati nei territori dei Comuni di Sabaudia e San Felice Circeo”. Un impegno chiaro e definitivo che pone fine a una vicenda che aveva creato forte preoccupazione nei due Comuni.
L’accordo tra il Ministero e il Comune di Terracina, infatti, avrebbe affidato alla Fondazione Città di Terracina la gestione di alcuni siti archeologici dell’area pontina, includendo nella sua formulazione originaria anche beni situati al di fuori del territorio terracinese.
“È un risultato straordinario che premia la determinazione con cui abbiamo difeso le prerogative dei nostri Comuni e l’efficacia degli strumenti di collaborazione già operativi con la Soprintendenza“, dichiarano con soddisfazione il Sindaco di San Felice Circeo, Monia Di Cosimo, e il Sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca.
“Grotta Guattari, le Terme Romane e la Casarina non sono solo siti archeologici: sono parte integrante dell’identità culturale dei nostri territori, e come tali devono essere gestiti da chi questo territorio lo vive e lo amministra quotidianamente”
“Questo risultato ha un sapore ancora più speciale», aggiunge la Sindaca Di Cosimo, «perché è stato ottenuto grazie all’unità compatta del nostro territorio, dopo la ferma presa di posizione da parte di questa Amministrazione. Voglio ringraziare tutto il Consiglio comunale di San Felice Circeo che ha votato all’unanimità la mozione con cui abbiamo chiesto lo stralcio dei siti. È stata una battaglia trasversale, al di sopra degli schieramenti politici, perché quando si tratta di difendere l’identità e il patrimonio della nostra comunità non esistono divisioni. Un ringraziamento particolare va anche ai comitati e alle associazioni cittadine che si sono mobilitate su questa questione, dimostrando ancora una volta quanto i cittadini di San Felice Circeo tengano al proprio territorio e alla propria storia. Questa compattezza istituzionale e sociale è stata determinante“.
La decisione ministeriale è arrivata anche grazie all’atteggiamento collaborativo dimostrato dal Comune di Terracina che, con nota dell’8 maggio scorso, ha manifestato il proprio assenso alle richieste di San Felice Circeo e Sabaudia, nell’ottica di favorire un percorso pienamente condiviso tra tutti gli Enti coinvolti e di assicurare la necessaria collaborazione istituzionale, come riportato nella comunicazione del Ministero.
“Questo dimostra che, quando prevale il buon senso e l’interesse pubblico, è possibile trovare soluzioni condivise che rispettino le prerogative di ciascun ente», commentano Di Cosimo e Mosca. «Ringraziamo il Sindaco Giannetti e il Ministero della Cultura per la sensibilità istituzionale dimostrata. La sua disponibilità al dialogo ha permesso di superare una situazione potenzialmente conflittuale con uno spirito costruttivo“.
“I nostri siti archeologici continueranno ad essere gestiti con la cura e l’attenzione che meritano, nell’interesse delle nostre comunità e di tutti coloro che vengono a visitare le meraviglie del nostro territorio“.
