PROCESSO “OLIMPIA”, IN AULA LA VICENDA DEL PALAZZO DI VIA QUARTO

Cantiere di Via Quarto (Foto Lunanotizie.it)

Olimpia, si è svolta un’altra udienza per gli unici due imputati superstiti del processo sul “sistema Latina” defunto a settembre 2025

Si è svolta l’udienza di quello che è rimasto del processo Olimpio, derivante dall’indagine che, nel 2016, fece emergere un contestato sistema opaco all’interno del Comune di Latina nella gestione Maietta-Di Giorgi. Oggi, 19 maggio, era prevista l’escussione degli ultimi testimoni del pubblico ministero Giuseppe Miliano che aveva citato l’ex commissario straordinario del Comune di Latina, Giacomo Barbato (subentrato nel 2015 quando cadde l’amministrazione Di Giorgi), l’ex assessore all’urbanistica, Salvatore La Rosa, l’ex dirigente Giovanni Della Penna, Ilario Marino, Gabriele Del Pinto, Manuela Manetti e il consulente urbanistico Dario Tarozzi.

Si sono presentati solo Tarozzi e Marino e il processo dovrebbe vedere nella prossima udienza del 10 novembre l’escussione di chi oggi non è venuto. A rimanere ancora imputati, davanti al secondo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Francesca Zani, sono l’ex deputato di Fratelli d’Italia, Pasquale Maietta, difeso dagli avvocati Leonardo Palombi e Filippo Dinacci, per il reato di estorsione ai danni del funzionario Nicola Deodato, e il costruttore Massimo Riccardo, assistito dagli avvocati Daniele Giordano e Lucio Amedeo Melegari, che ha rinunciato – unico – alla prescrizione ed è accusato di associazione per delinquere insieme ad altre persone che, però, non verrano mai processate.

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Nell’udienza di fine marzo 2025, Deodato (anche lui imputato “potato” dal processo insieme agli altri imputati tra prescrizioni e abolizione del reato di abuso d’ufficio) era stato chiamato a testimoniare sulle pressioni che l’allora onorevole di Fratelli d’Italia, Pasquale Maietta, avrebbe esercitato su di lui per far sì che comperasse, a spese del Comune di Latina, un gruppo elettrogeno che serviva alle partite del Latina Calcio.

Siamo nell’agosto 2014 e Maietta è Presidente del Latina Calcio, oltreché ad essere deputato della Repubblica e ex assessore al bilancio dell’amministrazione di centrodestra, all’epoca, a guida del Comune di Latina. Il Sindaco è Giovanni Di Giorgi che, come decine di imputati eccellenti o meno, è uscito fuori dal processo a settembre scorso grazie al salvacondotto della prescrizione e, soprattutto, dell’abolizione dell’abuso d’ufficio, reato soppresso dall’attuale Governo di centrodestra guidata da Giorgia Meloni.

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Ad ogni modo, nell’udienza odierna, in particolare Tarozzi ha ricostruito dal punto di vista urbanistico la vicenda del palazzo realizzato in Via Quarto che diede il là alla costituzione di un’associazione denominata “Il Gigante Buono”. Erano anni di reattività sociale quelli: 2014. L’associazione diede battaglia contro la palazzina di Via Quarto realizzata nel quartiere Q3 da Massimo Riccardo. Al centro della complessa vicenda urbanistica il Piano Particolareggiato Esecutivo, le volumetrie raschiate dall’imprenditore privato, i presunti abusi sulle aree adibite a strade e verde pubblico e soprattutto il caso della particella ceduta dalla Costruzioni Generali al Comune, la quale in realtà era già dell’ente di Piazza del Popolo.

Un immobile che scatenò polemiche, articoli di giornali e persino, per l’appunto, il movimento civico. Vi fu anche una interrogazione regionale, a firma di Enrico Forte, originata dalle lotte, dapprima in solitaria, di una cittadina di Latina, in seguito accompagnata, come detto, da un vero e proprio movimento “Il Gigante Buono” che protestava a causa dell’abbattimento di un albero caro a tutto il quartiere che sorgeva proprio lì, al posto del palazzo della Società Costruzione Generali srl.

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