RIPRISTINO MANTO STRADALE, L’ASSOCIAZIONE FAMIGLIARI E VITTIME DELLA STRADA CHIEDE UNA COMMISSIONE DI VIGILANZA

Manutenzione-strade

L’associazione Famigliari e Vittime della Strada, con il delegato provinciale Giovanni Delle Cave, scrive alle Istituzioni e fa un appello per i ripristini del manto stradale

L’oggetto della segnalazione sono le criticità nei ripristini del manto stradale a seguito di scavi per sottoservizi. Delle Cave fa una richiesta di istituzione di una commissione comunale di vigilanza

“Numerosi cittadini si sono rivolti alla nostra Associazione per denunciare lo stato di degrado e pericolosità in cui versano numerosi tratti della viabilità comunale interessati, nel corso del tempo, da interventi di scavo per la posa e la manutenzione di reti di sottoservizi.

Tali lavori, eseguiti su autorizzazione comunale da parte di società concessionarie di pubblici servizi — operative nei settori della distribuzione di energia elettrica, del gas naturale, dell’acquedotto e della fognatura, delle telecomunicazioni e della fibra ottica, del teleriscaldamento e di altre infrastrutture a rete — consistono nell’apertura di trincee e nel successivo ripristino del manto stradale.

È dato di comune esperienza che, nella quasi totalità dei casi, le operazioni di ripristino vengono eseguite dalle ditte incaricate in modo approssimativo e non a regola d’arte, con le seguenti conseguenze: avvallamenti e depressioni del manto stradale, dovuti a un costipamento insufficiente del materiale di rinterro e a un’errata compattazione; rigonfiamenti e gibbosità, causati da un eccesso di materiale bituminoso steso senza adeguato raccordo con la pavimentazione preesistente; discontinuità plano-altimetriche tra il nuovo asfalto e quello preesistente, con formazione di gradini e dislivelli; rapido degrado della toppa di asfalto, con formazione di buche e sgranamento della superficie bituminosa nel volgere di pochi mesi dall’intervento; mancato ripristino della segnaletica orizzontale preesistente.

Tali dissesti costituiscono un grave fattore di pericolo per la circolazione stradale, in particolare per gli utenti più vulnerabili — ciclisti, motociclisti, conducenti di monopattini elettrici e ciclomotori — che possono facilmente perdere il controllo del mezzo nell’affrontare avvallamenti, gradini e superfici sconnesse, con rischio di caduta e di lesioni personali anche gravi.

L’art. 14 del Codice della Strada (d.lgs. n. 285/1992) pone a carico dell’ente proprietario della strada il compito di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedendo alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, nonché al controllo tecnico dell’efficienza delle stesse e delle relative pertinenze. L’art. 25 del Codice della Strada subordina a preventiva concessione dell’ente proprietario l’attraversamento e l’uso della sede stradale con condutture idriche, linee elettriche e di telecomunicazione, gasdotti e altri impianti. L’art. 28 del Codice della Strada impone ai concessionari di linee elettriche e telefoniche, oleodotti, metanodotti, distribuzione di acqua potabile e gas, nonché di servizi di fognatura e di ogni altro servizio che interessi le strade, l’obbligo di osservare le condizioni e le prescrizioni imposte dall’ente proprietario per la conservazione della strada e per la sicurezza della circolazione.

L’art. 27 del medesimo Codice stabilisce che i provvedimenti di concessione e autorizzazione sono accordati con l’obbligo del titolare di riparare eventuali danni derivanti dalle opere, dalle occupazioni e dai depositi autorizzati, e possono essere in ogni momento revocati o modificati per sopravvenuti motivi di pubblico interesse o di tutela della sicurezza stradale, senza che l’amministrazione sia tenuta a corrispondere alcun indennizzo.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha affermato con chiarezza che l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito ha l’obbligo di vigilare affinché non sorgano situazioni di pericolo per gli utenti e, ove esse si verifichino, di attivarsi per rimuoverle o farle rimuovere, rispondendo in solido con l’esecutore dei lavori quando l’area resti aperta alla circolazione (cfr. Cass. Civ., Sez. VI, ord. n. 7096 del 2019).

Il Consiglio di Stato ha inoltre riconosciuto la legittimità del potere degli enti comunali di dettare prescrizioni tecniche per l’esecuzione degli scavi e il ripristino del manto stradale, a condizione che tali prescrizioni siano conformi alla normativa tecnica di settore e rispettose del principio di proporzionalità (cfr. Cons. Stato, sent. n. 1816 del 2025; TAR Lazio Latina, sent. n. 122 del 2024).

Alla luce di quanto esposto, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada chiede l’istituzione di una Commissione di vigilanza sul corretto ripristino del manto stradale a seguito di scavi per sottoservizi, con il compito di: effettuare sopralluoghi periodici sui cantieri aperti e sui ripristini eseguiti; verificare la conformità dei ripristini alle prescrizioni tecniche impartite in sede di autorizzazione e alle normative tecniche di settore; accertare, decorso un congruo termine dall’esecuzione dei lavori, la tenuta e la durabilità del ripristino effettuato; segnalare agli uffici competenti le difformità riscontrate e proporre l’adozione dei conseguenti provvedimenti sanzionatori e ripristinatori. Che la Commissione sia composta da rappresentanti dell’Amministrazione comunale e provinciale (Ufficio Tecnico, Polizia Locale), con la possibilità di includere, in qualità di uditori, rappresentanti delle associazioni di tutela della sicurezza stradale e dei cittadini.

L’adozione, ove non già esistente, di un Regolamento comunale per l’esecuzione e il ripristino degli scavi stradali che disciplini in modo puntuale: le modalità tecniche di esecuzione degli scavi e dei ripristini, in conformità al Decreto Interministeriale 1° ottobre 2013 e alle migliori pratiche tecniche; gli obblighi delle ditte esecutrici con riferimento alla qualità dei materiali, alle tecniche di compattazione e di stesa del manto bituminoso, al raccordo plano-altimetrico con la pavimentazione preesistente.

L’associazione chiede inoltre  i termini perentori per l’esecuzione dei ripristini definitivi; un sistema di garanzie fideiussorie a copertura della corretta esecuzione dei lavori e della tenuta pluriennale del ripristino; le penali e le sanzioni in caso di inadempimento o di esecuzione non a regola d’arte.

L’intensificazione dei controlli in corso d’opera e successivi da parte degli uffici tecnici comunali, con particolare attenzione alle arterie a maggiore percorrenza e a quelle interessate da ripetuti interventi di scavo. L’Associazione si dichiara sin d’ora disponibile a collaborare con codesta Amministrazione, mettendo a disposizione le segnalazioni documentate pervenute dai cittadini e partecipando attivamente alle iniziative di sensibilizzazione sul tema della sicurezza stradale”.

Articolo precedente

SPORT E PERIFERIE, TILIGNA: “APRILIA NON PERDA QUESTA OCCASIONE”

Articolo successivo

CARTA D’IDENTITÀ CARTACEA IN SCADENZA, I “DEM” DI LATINA PROPONGONO LA “NOTTE BIANCA DELLA CIE”

Ultime da Politica