Armi, esplosivi e droga: arrivano altre pronunce del Riesame di Roma in merito alla posizione di alcuni degli arrestati
A parte la revoca della misura degli arresti domiciliari per uno dei coinvolti, al Riesame di Roma hanno retto le esigenze cautelari per il resto di coloro che vi si sono rivolti. Rimangono in carcere, quindi, anche Davide Beccaro, Marco Proietti e Enzo Succi.
Negli scorsi giorni anche per Alan Gaveglia (per cui è rimasto in piedi solo la detenzione di un’arma), Alex Iannaccone, Lorenzo Maddaloni e Luca Tonini, l’esito era stato lo stesso con la conferma delle esigenze cautelari. Questi ultimi, nell’ambito dell’operazione Pac-Man, devono rispondere di detenzione abusiva di armi in concorso. Nella loro disponibilità una vera e propria santabarbara: quattro pistole semiautomatiche, una pistola da tiro, due a tamburo, 10 colpi di fucile, due sacchetti con colpi inesplosi, 35 colpi di pistola calibro 22 in una scatola, un silenziatore, tre ordigni esplosivi oltreché a un ordigno ad altissima potenzialità distruttiva, vale a dire il famigerato tritolo trovato tra il 5 gennaio scorso all’interno dell’appartamento di San Felice Circeo riconducibile a Francesco D’Antonio.
Confermato il carcere anche Ferdinando Ciarelli, accusato dell’estorsione in concorso con D’Antonio e di di altre due estorsioni per circa 600 euro, in quanto avrebbe costretto due uomini a pagare debiti di droga. Non tutti i coinvolti hanno ricorso al Riesame: ad esempio, Francesco D’Antonio e Antonio Mazzucco, considerati i personaggi più in vista, hanno optato di non procedere presso il Tribunale della Libertà. Una scelta difensiva legittima.
Secondo la Procura di Latina, che ha coordinato le attività degli investigatori della Squadra Mobile , il sodalizio criminale gestiva un intenso traffico di hashish, cocaina e crack, attività da cui traeva la principale fonte di reddito, imponendosi sul territorio anche attraverso l’uso di armi e metodi intimidatori. Dopo alcuni sequestri effettuati dalla polizia, sarebbero state messe in atto estorsioni e minacce nei confronti di amici e familiari di uno degli arrestati per recuperare il denaro perso.
A nessuno degli arrestati in carcere è consentito di avere colloqui con i famigliari. Un provvedimento preso la scorsa settimana dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, firmataria dell’ordinanza custodiale. Le discussioni di altri arrestati proseguiranno al Riesame la prossima settimana.
Agli indagati sono contestati, a vario titolo, reati di estorsione, traffico e spaccio di droga, detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione, evasione e incendi intimidatori. A finire in carcere un nome piuttosto noto della malavita pontina il 37enne Francesco D’Antonio, condannato in concorso per l’omicidio di Matteo Vaccaro. L’inchiesta “Pac Man” era partita dopo l’arresto, nel settembre 2025, di due giovani trovati con un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle “Case Arlecchino”, dove poco prima era stato incendiato il portone di un condominio: ad essere arrestati un 18enne e un 25enne con una ragazza al seguito. Si era nel pieno della stagione delle bombe dove si affrontavano la fazione degli Spinelli contro quella, molto probabilmente, facente riferimento a D’Antonio, sebbene negli arresti di ieri, 12 maggio, non vi è menzione a nessuno degli episodi “bombaroli” che sono andati avanti a Latina almeno fino a dicembre scorso.
In carcere sono finiti Alex Iannaccone (2000), Antonio Mazzucco (classe 1977), Christian Solito (1988), Enzo Succi (2002), Lorenzo Maddaloni (2007), Luca Tonini (classe 1983), Ferdinando Ciarelli (classe 1998), Daniele De Angelis (1996), Davide Beccaro (classe 1985), Francesco Nicoletti (classe 1974), Marco Proietti (classe 1991), Alan Gaveglia (classe 1990) e Sabrina De Angelis (classe 1993).
L’operazione è stata eseguito il 12 maggio dalla Polizia di Stato di Latina, con il supporto di personale delle Squadre Mobili di Roma, Napoli, Caserta, L’Aquila, Frosinone, Rieti, Viterbo, Isernia e Benevento, dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile e del Reparto Volo.
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Determinante nello sviluppo delle indagini il sequestro eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2026 in un appartamento a San Felice Circeo, dove gli agenti hanno rinvenuto un arsenale composto da 7 pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni e 4 ordigni esplosivi, uno dei quali contenente oltre 250 grammi di tritolo. Dalle intercettazioni sarebbe emersa anche la pianificazione di attentati e azioni dimostrative legate alla cosiddetta “guerra criminale” nel territorio pontino.
Le indagini hanno inoltre documentato una rete di spaccio attiva h24 tra Latina, zona Q5 e Borgo Piave, anche con consegne a domicilio. In un’occasione sono stati sequestrati oltre un chilo di cocaina e circa 2,7 chili di hashish nascosti in un container vicino all’abitazione di un altro referente del gruppo.
Tra gli episodi contestati figurano anche incendi di autovetture avvenuti a Latina nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste nel marzo 2026, ritenuti azioni intimidatorie per il recupero di crediti legati alla droga.
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