OPERAZIONE “PAC MAN”, MAZZUCCO IN SILENZIO SU DROGA, MANNAIE E SPADE

Antonio Mazzucco
Antonio Mazzucco detto Tulò

Operazione Pac Man: si è svolto oggi, 22 maggio, l’interrogatorio di convalida per Antonio Mazzucco detto “Tulò”

La mattina del 12 maggio, quando è scattata l’operazione Pac Man, la Squadra Mobile di Latina, che ha eseguito 16 arresti, è andata anche in Via Nascosa a casa di Antonio Mazzucco detto Tulò, accusato di smerciare droga e di aver messo in pratica estorsioni.

Nel corso della perquisizione, i poliziotti hanno trovato di tutto: 190 grammi di cocaina, 602 grammi di hashish, bilancini d precisione, una mannaia, diversi coltelli, una sciabola e una spada, oltreché a 37 munizioni e due pistole Beretta. Accuse che sono valse a Mazzucco un altro arresto, oltreché a quello disposto dalla Procura di Latina per i fatti contestati nell’ordinanza Pac Man firmata dal gip Laura Morselli.

Per il ritrovamento di armi e droga in casa sua, una settimana fa, aveva già svolto l’interrogatorio di convalida dell’arresto, Nicoleta Roxana Belciu, compagna di Mazzucco e assistita dall’avvocato Valentina Macor. La donna doveva rispondere di queste detenzioni insieme ad Antonio Mazzucco e anche di resistenza a pubblico ufficiale. Belciu era rimasta in silenzio, mentre “Tulò” non aveva potuto svolgere l’interrogatorio di convalida per problemi di natura medica. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, deputato a svolgere l’interrogatorio di convalida, aveva convalidato l’arresto sia per la donna che per l’uomo, lasciandoli in carcere.

Oggi, 22 maggio, difeso dall’avvocato Marta Censi, Mazzucco è comparso nell’ambito dell’interrogatorio di convalida e ha scelto di rimanere in silenzio. Nessuna parola su armi e droga in una indagine che negli ultimi giorni ha “regalato” altri circostanze, quale quella, ad esempio, del diniego da parte del Gip Morselli di colloqui in carcere degli arrestati con i parenti per il pericolo di “ambasciate” e inquinamento probatorio.

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