ISOLA PEDONALE A LATINA, PANNONE: “CENTRODESTRA GLI METTE IL CAPPIO: DALLE STELLE AGLI STALLI”

Giuseppe Pannone
Giuseppe Pannone

Domani pomeriggio (giovedì 28/3) alle 17,00 presso lo spazio LatinaDamare in viale XVIII dicembre 124 (ex tipografia “Il Gabbiano”) si svolgerà un incontro/dibattito organizzato da partiti e movimenti dell’area progressista per approfondire il tema dell’ipotesi di riapertura di uno spicchio di isola pedonale e di revoca di parte del percorso ciclabile in centro. Sarà l’occasione per un confronto aperto che vede la partecipazione di tecnici ed esperti di associazioni e professionisti e non con l’intento di fare chiarezza sul tema, considerato sotto l’aspetto più generale dell’organizzazione della mobilità nel capoluogo pontino.

“La maggioranza comunale – spiega l’esponente del Partito Democratico, Giuseppe Pannone – ha detto che “tirerà dritto” per l’abolizione di parte dell’area pedonale in piazza del Popolo, quella sotto i porticati dell’ex intendenza di Finanza, con riapertura al traffico veicolare e interruzione di parte del percorso ciclabile esistente. In breve, senza mai entrare nel merito, Celentano & Co. hanno bollato come strumentali e ideologiche le riserve e le contestazioni sostenute dalle forze di opposizione e da molti Cittadini ed associazioni.

Riservando altre precisazioni che svolgerò nel mio intervento di domani pomeriggio, incentrato sulla compatibilità tra gli intenti dichiarati dai rappresentanti del centrodestra latinense e le linee guida del PUMS da loro stessi approvate con delibera di Giunta dell’estate scorsa, ritengo di rilevare alcune criticità e formulare una proposta.

L’area interessata dal contestato intervento è l’unica al centro storico, per dimensioni e caratteristiche,  in grado di dare uno spazio idoneo al libero scorazzamento di bambini e bambine, ad una passeggio senza ostacoli e alle attività ricreative dei latinensi. Tanto per dare qualche elemento, bisogna ricordare ai consiglieri ed alla giunta che in quel luogo si sono sempre svolti e si svolgeranno eventi rilevanti sia per la città che per il territorio: concerti (compresi quello del 1° maggio), manifestazioni enogastronomiche, eventi per la presentazione di libri, attività sportive di varia natura, manifestazioni come la settimana della mobilità o fiere ed esposizioni varie. Tutto ciò sarà molto più complesso se non impossibile se il tratto verrà riaperto al traffico veicolare e comunque gli Uffici saranno costretti di volta in volta ad organizzare diversamente la circolazione anche per i giorni precedenti alla manifestazione di turno, con evidenti disagi e complicazioni anche per l’ingresso di mezzi pesanti, la posa in opera di palchi e strutture e dei relativi allestimenti. 

Mi chiedo, inoltre, se i sostenitori di questa “rivoluzione” abbiano già effettuato serie valutazioni e considerato le conseguenze sul traffico, la sua fluidità e sulla stessa sicurezza della circolazione.

Mi si dice “ma creiamo 39 stalli per i residenti, e comunque posti auto in più!”. A parte il fatto che la normativa europea e nazionale, come lo stesso PUMS che dovrà essere discusso e varato, prevedono esplicitamente la necessità di decongestionare il traffico e scoraggiare l’uso della vettura privata, viene naturale domandarsi se ci siano altre modalità per reperire aree parcheggio nel centro. La risposta è “sì”. Basta pensare che nell’area delle ex autolinee già ci sono più di 60 stalli non utilizzati, oppure è sufficiente rimuovere i punti di raccolta rifiuti, mai utilizzati e pericolosi sia per la sicurezza che per l’igiene, in via Battisti, via Umberto I e via Pio VI; ancora ci sono diverse aree in centro attualmente e da tempo transennate per pericoli mai rimossi (zona pub e sotto il Key).

Insomma la maggioranza pur di attaccare l’isola (manifestando, stavolta sì, un atteggiamento ideologico e strumentale, volto solo ad eliminare ciò che di buono è stato fatto prima, magari per accontentare qualche proprio sostenitore), naviga a vista senza mai approfondire, in modo del tutto incoerente e contraddittorio, fa finta di sostenere le aree pedonali ma di fatto le calpesta!

Il tutto per creare stalli, precisamente 39! D’altronde nella smorfia napoletana quel numero è collegato al cappio (‘a funa n’ganna), cioè il numero associato a chi è arrivato al limite, di chi non sa immaginare altre soluzioni”.

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