FEMMINICIDIO A CISTERNA, SODANO SPARÒ GLI ULTIMI DUE COLPI “PER NON FAR SOFFRIRE RENÈE”

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Christian Sodano
Christian Sodano

Duplice femminicidio a Cisterna di Latina, la confessione di Christian Sodan e la spiegazione di quei due ultimi terribili spari

Era già ricostruito nella prima sintesi della Procura e della Polizia di Stato l’attimo in cui Desyrée Amato, in fuga dalla furia omicida del fidanzato Christian Sodano, ha sentito altri due spari d’arma da fuoco, dopo avere avuto la consapevolezza che sia madre che sorella erano già state colpite in precedenza per venire in suo soccorso.

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Ora, però, quegli ulteriori due spari emergono da alcuni passaggi dell’interrogatorio che Sodano ha reso al sostituto procuratore di Latina, Valerio De Luca, e alla Squadra Mobile di Latina, guidata dal vice questore Mattia Falso.

Renée Amato e Alessia Capasso (uccisa a 13 anni, insieme alla sorella di 9 anni, dal padre Luigi Capasso), entrambe uccise dalla furia di un uomo. La foto è stata postata dall’ex insegnante di danza di entrambe le ragazze uccise, Maria Grazia Angeletti. La donna ha scritto: “Renée, il trofeo tra le mani insieme ad Alessia. Ora alzatelo dal cielo”

Il 26enne, maresciallo della Guardia di Finanza, che ha ucciso Nicoletta Zomparelli, 46 anni, e Renée Amato, spiega il perché degli altri due spari. Dal momento che la sua fidanzata era riuscita a scappare “sono tornato in sala da pranzo e ho sparati altri due colpi. La sorella Renée non era ancora morta e non volevo farla soffrire”. Il suo racconto agli investigatori è analitico, senza emozioni: Sodano non ha fatto trasparire niente, parlava del fatto come di una circostanza normale, senza chiedere mai scusa e nessun gesto di pentimento per ciò che ha fatto.

Non solo perché il 26enne maresciallo della Finanza, nel ripercorrere quel pomeriggio di ieri, 13 febbraio, ha raccontato qualche particolare del suo rapporto con Desyrée, divenuto problematico per la volontà di lei di non andare a convivere insieme, così come proposto dal 26enne quando erano tornata da un viaggio a Cuba fatto insieme, anche con la madre della ragazza.

La loro relazione, però, era finita per Desyrée, pur avendolo ospitato la sera prima della tragedia a casa, e la stabilità di Sodano non ha retto. Da qui, i colpi, il sangue, la tragedia, la fuga e l’arresto, con l’accusa grave di duplice omicidio volontario e tentato omicidio.

È la giovane Desyrée a raccontare le ultime 24 ore culminate con l’uccisione di madre e sorella, mentre il padre era fuori per lavoro, essendo un commerciante di prodotto ortofrutticoli. La 22enne era decisa da qualche tempo a lasciare Sodano e già dal giorno gli aveva detto che era meglio farla finita, al che il giovane finanziere aveva risposto: “Faccio male a te e ai tuoi parenti. Poi mi uccido”. Si conoscevano da nove mesi, quando Sodano aveva interrotto una sua precedente relazione. È un ragazzo che sta bene, anche economicamente per via dell’eredità lasciatagli dai genitori, gli piace la bella vita e divertirsi. Sodano e Desyrée stavano insieme da cinque mesi, si erano conosciuti ad Anzio, ma negli ultimi due mesi il rapporto era praticamente finito. La consapevolezza della ragazza arriva dopo il viaggio a Cuba, dove probabilmente prende coscienza della personalità di Sodano e della convinzione che la loro storia fosse finita.

E ancora, sempre agli investigatori della Squadra Mobile e agli agenti del Commissariato di Cisterna, Desyrée racconta: “Gli ho detto che gli ridavo la maglietta e un anello che mi aveva regalato, per questo quando stavamo sulla porta sono rientrata per andare a prendere la maglietta”. È in questo momento che il 26enne realizza che la storia è agli sgoccioli, ai titoli di coda.

Eppure, così come ricostruito dagli inquirenti, Sodano aveva dormito la sera prima del femminicidio a casa Amato. “Ha perso i genitori – spiega Desyrée – e gli zii erano fuori, avevamo paura che facesse qualche stupidaggine, per questo era rimasto a dormire”. Una serata come tante, dove si era mangiato a cena tutti insieme, fino al giorno successiva quando, intorno alle ore 17, Sodano in preda alla rabbia scende già nell’auto Audi Q3 per agguantare la pistola d’ordinanza. “Prima non l’aveva con sé in casa – spiega Desyrée – me ne sarei accorta”.

Vista la pistola, Desyrée urla, poi la furia di Sodano che spara contro la madre Nicoletta e la sorella Renée, in tutto quattro o cinque colpi. Le due donne cadono a terra in un lago di sangue e Desyrée scappa in bagno, subito dopo inseguita da Christian Sodano che le urla contro dicendo che l’avrebbe uccisa e che si sarebbe ucciso. Prova a sfondare la porta del bagno, poi si placa, la ragazza sopravvissuta apre l’uscio della porta e lo vede singhiozzare, al che prende coraggio e se ne va via dal bagno passando di fronte al killer e chiudendosi in camera della sorella Renée, non prima di aver vista quest’ultima e la madre Nicoletta stese nel loro stesso sangue.

Arriva il momento più intenso e crudele. Sodano riesce a entrare nella camera di Renée dove c’è Desyrée e le dice, appoggiando la pistola sul letto: “Sparami”. Ma Desyrée scappa di nuovo attraverso la finestra, corre in giardino e si nasconde dietro la legnaia. L’ex compagno la cerca anche lì, le dice di uscire che non le farà male. Desyrée, ancora una vola, non demorde: sgattaiola via sotto la rete di casa e corre per poi arrivare al distributore di benzina dove chiede aiuto. Ma prima dell’ultima fuga, sente altri due terribili spari all’interno della casa – quelli contro la sorella Renée – e l’Audi di Sodano che parte via a grande velocità.

Il 26enne, assistito dagli avvocati Lucio Teson e Leonardo Palombi, sarà ascoltato nell’interrogatorio di convalida dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario. Per quanto da lui raccontato, tramite i legali, il suo intento era quello di suicidarsi: “Non so perché ho ucciso Nicoletta e Renée”, ha detto.

Intanto il Comune di Cisterna annuncia: “La nostra comunità è scioccata e sconcertata per l’uccisione di Nicoletta e Renée e si stringe alle famiglie Amato e Zomparelli in questo dolore. Venerdì 16 febbraio si terrà una fiaccolata con partenza alle ore 18:30 da Piazza 19 Marzo e arrivo alla chiesa di San Valentino”

Ora, però, quegli ulteriori due spari emergono da alcuni passaggi dell’interrogatorio che Sodano ha reso al sostituto procuratore di Latina, Valerio De Luca, e alla Squadra Mobile di Latina, guidata dal vice questore Mattia Falso.

Il 26enne, maresciallo della Guardia di Finanza, che ha ucciso Nicoletta Zomparelli, 46 anni, e Renée Amato, spiega il perché degli altri due spari. Dal momento che la sua fidanzata era riuscita a scappare “sono tornato in sala da pranzo e ho sparati altri due colpi. La sorella Renée non era ancora morta e non volevo farla soffrire”. 

Non solo perché Sodano, nel ripercorrere quel pomeriggio di ieri, 13 febbraio, ha raccontato qualche particolare del suo rapporto con Desyrée, divenuto problematico per la volontà di lei di non andare a convivere insieme, così come proposto dal 26enne di ritorno da un viaggio fatto insieme a Cuba.

La loro relazione, però, era finita per Desyrée, pur avendolo ospitato la sera prima della tragedia a casa, e la stabilità di Sodano non ha retto. Da qui, i colpi, il sangue, la tragedia, la fuga e l’arresto, con l’accusa grave di duplice omicidio volontario e tentato omicidio.

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