HASHISH IN CANTINA E ASCENSORE: ZUNCHEDDU CONDANNATO A 5 ANNI E 8 MESI

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Accusato di aver detenuto nella cantina condominiale 8 etti di hashish: arriva la condanna per il pregiudicato di Cisterna, Gianluca Zuncheddu

Pluripregiudicato, destinatario in passato di sorveglianza speciale e più volte coinvolto in operazioni anti-droga, il 46enne di Cisterna, Gianluca Zuncheddu, è stato condannato oggi, 23 aprile, alla pena di 5 anni e 8 mesi di reclusione nell’ambito del rito abbreviato che si è tenuto dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli. Una pena più alta rispetto alla richiesta di 5 anni formulata dal pubblico ministero Marco Giancristofaro.

Il 46enne era accusato di ave detenuto nella cantina del condominio dove abita a Cisterna, nel quartiere San Valentino, una quantità di 800 grammi di hashish. Il ritrovamento della droga era scattato nell’ambito di un’operazione della Polizia di Stato.

Tra le contestazioni in capo a Zuncheddu, formulate nel capo d’imputazione dal pubblico ministero di Latina, Giuseppe Miliano, c’erano anche altre circostanze. Zuncheddu avrebbe lanciato dal balcone 26 grammi di hashish racchiusi una busta di una nota marca di dolciumi. Inoltre, l’uomo doveva rispondere anche di 6 grammi di cocaina, in realtà poco più di un grammo all’esito delle analisi tecniche, rinvenute nell’ascensore del medesimo condominio. Un ultimo grammo di hashish è stato trovato in casa di Zuncheddu all’interno della borsa della madre. Ad essere contestate anche svariate cessioni, tra le quali a un assuntore fermato dalla Polizia nel momento dell’operazione.

A fronte di questo quadro indiziario, è arrivato la condanna. L’avvocato difensore Oreste Palmieri ha fatto notare la discrasia delle accuse in quanto la droga ritrovata nella cantina e quella lanciata dalla busta sono di derivazione diversa.

Zuncheddu, quando fu raggiunto dalla sorveglianza speciale, fu descritto come un soggetto molto attivo sotto il profilo criminale nell’area nord della provincia di Latina e dell’hinterland romano. Sin da giovanissimo, l’uomo avrebbe manifestato una notevole capacità a delinquere, mantenendo una condotta dissoluta e dimostrando costantemente il proprio esclusivo interesse per le attività illecite. Noto alle cronache anche per l’arresto del 2020 nell’Operazione Buffalo (nel 2012 era stato arrestato per fatti analoghi, con il quartiere San Valentino di Cisterna trasformato in una piazza di spiaccio di cui lui era uno dei leader), ma soprattutto per essere padre della povera Desirée Mariottini uccisa nel tugurio di Via dei Lucani a San Lorenzo nel 2018, dopo essere stata violentata.

A novembre, sempre difeso dall’avvocato Palmieri, Zuncheddu è stato assolto dalla Cassazione sempre per fatti di droga inerenti all’operazione denominata “Bassotti”.

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