CASO “MISS TEEN AL CAMBELLOTTI”: ANCORA UN RINVIO IN COMMISSIONE TRASPARENZA

Commissione Trasparenza: sicurezza nelle sale comunali, rinviato il punto sul Teatro Cambellotti. Necessario rafforzare vigilanza e personale

L’assenza reiterata della Sindaca e la mancata delega di un rappresentante dell’esecutivo testimoniano una preoccupante mancanza di rappresentanza della cultura all’interno dell’Amministrazione

“Nella seduta odierna della Commissione Trasparenza sono stati nuovamente presentati i punti all’ordine del giorno non trattati nella precedente seduta, il concorso di Miss Teen presso il Teatro Cambellotti, l’utilizzo delle sale comunali ad uso temporaneo con verifica della conformità al regolamento vigente e la verifica dei protocolli di sicurezza per le sale comunali, con particolare riferimento al teatro Teatro D’Annunzio a seguito del furto avvenuto durante lo spettacolo del giornalista Marco Travaglio andato in scena lo scorso 5 febbraio, nel corso del quale è stato sottratto il suo computer personale.

Ancora una volta siamo stati costretti a rinviare il punto relativo al Teatro Cambellotti, già oggetto di precedenti rinvii per assenza dei consiglieri di maggioranza che hanno reso deserte le due precedenti convocazioni. Nella seduta odierna il rinvio è stato determinato da concomitanti impegni istituzionali della dirigente e della direttrice del museo, che avrebbero dovuto relazionare in merito alle verifiche richieste.

Il tema verrà comunque sottoposto a verifica in una prossima seduta della Commissione Trasparenza o attraverso altri strumenti di controllo istituzionale, perché non intendiamo lasciare cadere nel vuoto una questione che, a nostro avviso, presenta criticità rilevanti. La documentazione disponibile evidenzia infatti la necessità di ulteriori approfondimenti, anche alla luce di alcune incongruenze non chiarite nel precedente question time.

Per quanto riguarda la verifica dei protocolli di sicurezza, la Commissione Trasparenza ha avviato un’analisi puntuale delle procedure esistenti, con l’obiettivo di comprendere se il furto sia stato un evento del tutto occasionale e fortuito oppure se siano emerse carenze nei sistemi di sicurezza e vigilanza.

Nel corso della seduta, dalla relazione della direttrice del Teatro, Avvocato Elena Lusena, presente insieme al funzionario Sergio Sciaudone, è stato chiarito che il Comune, nella redazione del contratto di concessione ad uso temporaneo delle strutture, prevede una precisa ripartizione delle responsabilità. In particolare, nella relazione della direttrice fornita ai commissari — consegnata direttamente a inizio seduta, senza consentire un’adeguata valutazione preventiva — si evidenzia che il Comune garantisce l’idoneità della struttura, conserva le certificazioni ed esercita attività di vigilanza, anche se non è stato precisato a quale tipologia di vigilanza tale funzione si riferisca, mentre è stato ribadito che il concessionario è responsabile della sicurezza dell’evento, della custodia e della vigilanza degli spazi affidati attraverso la sottoscrizione di un atto di responsabilità, gestisce personale, artisti e allestimenti e risponde di eventuali danni o violazioni connesse all’evento.

La Commissione ha ritenuto opportuno richiamare gli standard minimi di sicurezza che una struttura pubblica deve assicurare durante lo svolgimento di eventi, quali la possibilità di chiusura a chiave dei camerini e dei locali di servizio, l’esistenza di procedure chiare per la custodia e la

gestione delle chiavi e degli spazi affidati, sistemi di controllo degli accessi alle aree riservate, adeguata videosorveglianza nelle aree interne ed esterne e la presenza di personale addetto alla vigilanza durante gli spettacoli.

Riguardo a tali aspetti la direttrice ha chiarito che, nel caso specifico, è stato sottoscritto l’atto di responsabilità ed è stato firmato il verbale di consegna delle chiavi del camerino alla società organizzatrice dell’evento. Resta tuttavia da chiarire se tali chiavi siano state effettivamente consegnate allo staff del giornalista e quindi utilizzate.

Per quanto concerne il controllo degli accessi e della sicurezza della struttura, la direttrice del Teatro ha riferito che dalla ricostruzione dei fatti è emerso, all’indomani del furto, il rinvenimento di un vetro rotto nella parte retrostante dell’edificio, circostanza che lascia presumere un accesso dall’esterno nel corridoio che conduce ai camerini. Tale elemento evidenzia una possibile criticità nelle procedure di sicurezza, in particolare per quanto riguarda la vigilanza e la prevenzione degli accessi non autorizzati.

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il sistema di videosorveglianza esterno, composto da due punti di ripresa risultati non funzionanti al momento dell’evento. È evidente che, se tali dispositivi fossero stati operativi, avrebbero potuto contribuire a rilevare eventuali anomalie o presenze non autorizzate, rafforzando la sicurezza complessiva della struttura.

Alla luce di quanto emerso, la Commissione Trasparenza ritiene necessario che l’Amministrazione comunale valuti interventi concreti per rafforzare il sistema di sicurezza delle strutture comunali, attraverso il ripristino e l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, sia esterni sia interni, l’introduzione di adeguati servizi di vigilanza durante gli eventi, anche attraverso il ricorso a personale esterno, la verifica periodica del rispetto degli obblighi da parte dei concessionari che sottoscrivono atti di responsabilità e il potenziamento del personale dedicato alla gestione delle strutture.

È stato infatti evidenziato come l’attuale organizzazione del servizio si fondi su un numero estremamente ridotto di risorse umane, con una dirigente e due funzionari chiamati a garantire la gestione ordinaria del teatro. Una condizione che rende complesso assicurare un servizio pienamente efficiente e continuo e che merita un’attenzione specifica da parte dell’Amministrazione.

La sicurezza delle strutture pubbliche rappresenta un tema centrale per la città e per l’immagine stessa dell’ente. Un episodio come quello verificatosi durante uno spettacolo pubblico non deve essere sottovalutato, ma deve diventare l’occasione per rimettere in discussione le procedure nei punti in cui si sono dimostrate fallaci. È ciò che avverrebbe in qualsiasi organizzazione efficiente e dovrebbe avvenire anche in un Comune che tutela l’interesse pubblico e difende la propria immagine di integrità, attivandosi immediatamente soprattutto in casi di mancata sicurezza che lo hanno interessato direttamente.

Invece, questa amministrazione — e in primis la Sindaca — è scivolata proprio su quello che è sempre stato presentato come il proprio cavallo di battaglia: la sicurezza. La Sindaca non è intervenuta tempestivamente pubblicamente sul tema, ma solo in risposta alle sollecitazioni del Movimento 5 Stelle e, anche nella seduta odierna, è risultata la grande assente. Pur essendo l’unica delegata alla cultura, non si è presentata né si è preoccupata, per la terza volta, di delegare un membro della Giunta, nonostante la regolare convocazione.

Lo stesso Capo di Gabinetto, sollecitato nella mattinata odierna per conoscere chi avrebbe rappresentato l’area cultura dell’esecutivo, non ha fornito alcuna risposta. Il segnale politico che ne deriva è chiaro: a Latina la cultura non è adeguatamente rappresentata all’interno dell’attuale esecutivo.

Nel corso della seduta è stato inoltre svolto un excursus sulle procedure per la locazione temporanea del teatro e del foyer, tema sul quale torneremo a breve trattando più estesamente la questione dell’utilizzo delle sale comunali, un utilizzo mal regolamentato, che non consente un ampio accesso alla cittadinanza nè alla politica, una battaglia che il M5S ha intrapreso da tempo anche in nome del mondo delle associazioni che soffrono particolarmente questa grave mancanza che rappresenta una vera ferita per la città. Non è accettabile che un capoluogo di provincia con 130 mila abitanti non disponga oggi di spazi adeguati per ospitare dibattiti pubblici e momenti di partecipazione civica.

Due strutture importanti, l’ex Banca d’Italia e il Ruspi, avrebbero potuto svolgere questa funzione. Tuttavia, dopo la concessione trentennale all’università — che prevedeva contrattualmente anche l’utilizzo pubblico degli spazi — tale utilizzo risulta di fatto oggi negato. Nel caso del Ruspi per l’assenza del regolamento, fermo da oltre un anno, e nel caso dell’ex Banca d’Italia per il mancato avvio dei lavori di ristrutturazione, tema sul quale sono attesi chiarimenti istituzionali proprio domani in Consiglio Comunale alla presenza della Magnifica Rettrice.

Una situazione che rappresenta una vera criticità per la vita pubblica della città e che merita risposte rapide e concrete.

La Commissione Trasparenza continuerà a svolgere il proprio ruolo di controllo e verifica affinché ogni soggetto coinvolto — ente pubblico e concessionari — adempia pienamente ai propri compiti e affinché le strutture comunali siano luoghi sicuri, accessibili e adeguati per lavoratori, artisti e cittadini”.

Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, Capogruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Latina.

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