LEGAMBIENTE TERRACINA CELEBRA IL “WORLD HERITAGE DAY UNESCO” CON LA TAPPA DEL PROGETTO “ALLA RICERCA DELL’APPIA PERDUTA”

Sabato 18 aprile in occasione della giornata mondiale WORLD HERITAGE DAY UNESCO, si è tenuto il primo evento 2026 proposto e condotto dal Circolo Legambiente di Terracina, patrocinato e finanziato dalla Provincia di Latina e inserito nelle azioni di valorizzazione del Tavolo Permanente degli Stakeholder del sito UNESCO “Via Appia Regina Viarum – Provincia di Latina – Appia Latina”, che si è riunito il 21 aprile scorso per riprendere tutte le attività dopo l’elezione del nuovo Presidente Federico Carnevale. L’evento e’ stato il primo dei quattro eventi della rassegna denominata “Alla ricerca dell’Appia Perduta”, proposta dal gruppo locale Salvalarte Appia Unesco del Circolo Legambiente Terracina, in collaborazione con Slow Food Travel Monti Lepini.

L’archeotour, molto apprezzato dai numerosi partecipanti venuti anche da fuori città e che hanno voluto testimoniare anche con messaggi privati dopo l’evento il loro gradimento, denominato “Sui passi di Aemilio” è parte del progetto “Alla ricerca dell’Appia Perduta…e aggiungeremmo anche ritrovata!”, guidato da Roberto Perticaroli, storica guida turistico-ambientale della Provincia di Latina, membro del Direttivo di Legambiente Terracina e Presidente Slow Food Travel Monti Lepini e Maria Luisa Ghianda, architetto, scrittore e storico dell’arte, responsabile del gruppo Salvalarte Appia UNESCO del Circolo. Abbiamo passeggiato, senza mai abbandonare uno dei più antichi e originali tratti della Via Appia, sul lastricato calcareo originale donatoci dal Console Aulo Emilio, con l’incisione in bronzo “A(ulus) . Aemilius . A(uli) F(ilius) . STRAVI(t…)”  [Aulo Emilio, figlio di Aulo, pavimentò], con lettere grandi circa 30 centimetri e corrispondenti a un piede romano, riconosciuto i resti dei due imponenti archi quadrifronti, posti proprio all’ingresso e all’uscita del Foro, raggiunto a piedi il teatro romano costruito durante il dominio di Lucio Cornelio Silla (I secolo a.C.), capace di ospitare oltre 4 mila persone, poi dedicato ai patroni civili di Terracina Gaio e Lucio, figli adottivi dell’Imperatore Augusto, fermandosi davanti ai resti ancora visibili, grazie alla spoliazione dell’antica cattedrale, del Tempio maggiore, costruito su un podio alto circa 6 metri, una vera e propria terrazza di sostruzione artificiale, e delle favisse scavate sotto il Tempio, come ambienti di servizio e depositi dai sacerdoti, per poi volgere lo sguardo al c.d. Capitolium dedicato alla triade Giove, Giunone, Minerva sempre risalente al I secolo a.c. con le sue favisse, costruendo un racconto storico-architettonico che collega il Foro monumentale e panoramico sul mare, i Templi, la Basilica, gli Archi e le Sostruzioni imponenti. Poi una veloce tappa presso la Chiesa di San Giovanni, una delle più antiche di Terracina insieme alla Cattedrale e una delle più importanti della Città in quanto Chiesa parrocchiale, ristrutturata e riconsacrata nel XVII secolo, dedicata a San Giovanni Battista ed Evangelista, oggi finalmente oggetto di restauro, grazie al Ministero della Cultura e ai fondi PNNR, che sarà presto riaperta al culto, uno dei culti tradizionali di Terracina, e una tappa golosa all’antico Forno di Agnesina (ormai chiuso e trasferito in Via del Fiume nella citta’ bassa) con un racconto vivido della tradizione del tortolo terracinese, che abbiamo assaggiato, insieme ad altri capolavori come le ciambelline al vino, mentre si ascoltavano storie e leggende sui misteri del tortolo, dolce magico pasquale, e sulla strana parentela con il panettone milanese! L’anziana fornaia Agnesina, un vero e proprio monumento citttadino, ha voluto offrirci la sua compagnia, accompagnandoci verso Porta Maggio fino alla Torre di Guardia di età sillana, manufatto di enorme importanza storica purtroppo non ancora contrassegnata da alcuna segnaletica, importante per comprenderne l’importanza storica (attestante la fedeltà di Terracina a Silla) e ammirarne la singolarità costruttiva, quale unica superstite delle numerose torri che munivano la Via Appia, delle quali parlano numerose fonti letterarie, e il Mausoleo circolare della “piccola Cecilia Metella” terracinese, altra emergenza sepolcrale di insolita fattezza poi rimaneggiata forse in epoca medievale per adattarla a torre di guardia circolare.

La riunione della Rete degli Stakeholders in Provincia di Latina si è svolta poi il 21 aprile scorso, organizzata dal neo Presidente Federico Carnevale dal suo attivissimo Staff, alla presenza delle rappresentanze di Comuni, Enti Parco, Associazioni, Imprese e Scuole,  alla quale il nostro Circolo ha partecipato in rappresentanza di Legambiente, durante la quale il neo eletto Presidente ha confermato il ruolo fondamentale della Provincia nella costituzione del Coordinamento territoriale per la gestione del Bene Unesco, forte del grande lavoro e dell’investimento fatto negli ultimi due anni. Ricordiamo che nel luglio 2024, durante la 46a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, tenutasi a Nuova Delhi, il sito seriale “Via Appia. Regina Viarum” è stato iscritto nel Patrimonio Mondiale UNESCO e nel dossier di candidatura sono state individuate lungo il duplice tracciato dell’Appia Claudia e dell’Appia Traiana, con le varianti e le diramazioni, 22 componenti comprese nei territori di 74 Comuni e le aree di 15 Parchi Nazionali e Regionali, ritenute maggiormente rappresentative dell’eccezionale valore universale del bene e rispondenti ai requisiti per l’iscrizione definiti dall’UNESCO. Il Protocollo d’intesa fu poi siglato a Roma il 10 gennaio 2023 (prot. MiC SG/11/08/2023/PROTOCOLLO INTESA 3) dai soggetti coinvolti nella candidatura del sito “Via Appia. Regina Viarum”. I soggetti impegnati a costruire la governance del sito Unesco “Via Appia. Regina Viarum”, coordinati dalla infaticabile Dott.ssa Angela Maria Ferroni, figura di riferimento del Ministero per la candidatura UNESCO e per il piano di gestione, hanno concordato in incontri ufficialmente convocati la costituzione di 7 coordinamenti territoriali di cui 2 nel Lazio, 2 in Campania, 1 in Basilicata e 2 in Puglia. E’ pertanto necessario, come confermato anche dalla recente lettera inviata da Legambiente e altre Associazioni di livello nazionale a tutti i Comuni, Province, Regioni, Enti Parco e Ministero, che si proceda celermente, superando l’impasse, alla costituzione del Coordinamento Territoriale Lazio 2, quello riguardante anche i Comuni della Provincia di Latina, in linea con altri Coordinamenti istituiti o in fase di costituzione nelle Regioni Lazio, Campania, Basilicata, Puglia (il prossimo 30 aprile infatti si riunirà la assemblea costitutiva del Coordinamento Territoriale Appia Puglia 2 a Brindisi!) e si dia finalmente piena agibilità, insieme alle rappresentanze dei Comuni, Province e Regioni, degli Enti Parco e delle Associazioni di Categoria, anche alle rappresentanze delle Associazioni del territorio, le quali dovranno essere rappresentate negli organi del Coordinamento (come già in altri Coordinamenti istituiti o in fase di costituzione), e che venga ufficializzato anche il tavolo permanente di concertazione per la co-programmazione, la co-progettazione e il controllo dell’andamento delle azioni di valorizzazione, anche in applicazione delle norme del Codice del Terzo Settore.

Ci auguriamo poi che il recente annuncio da parte della Regione Lazio di un nuovo Festival itinerante dell’Appia Antica dal 21 al 25 maggio prossimo, per la valorizzazione dell’antico tracciato laziale da Roma a Minturno, si svolga tenendo conto di quanto già fatto in questi due anni da Comuni, Enti Parco, Associazioni, Imprese e Scuole, come quelli riuniti nella Rete degli Stakeholder della Provincia di Latina e ci auguriamo che la Regione Lazio, che attualmente sconta purtroppo anch’essa ritardi nella costituzione dei Coordinamenti Territoriali Lazio 1 e Lazio 2 possa mettere finalmente a terra tutte le esperienze e competenze accumulate negli anni. 

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