Armi, esplosivi e droga: conclusi gli interrogatori di garanzia per i quattordici arrestati in carcere nell’ambito dell’operazione eseguita dalla Squadra Mobile di Latina
Il prossimo martedì 19 maggio si concluderanno gli interrogatori di garanzia con gli ultimi due raggiunti dalla misura cautelare: Vittoria Cinque (1989) e Lorenzo Pietrucci (classe 1996), gli unici due finiti ai domiciliari.
Sono finiti oggi, 15 maggio, invece, gli interrogatori di garanzia per tutti coloro che hanno subito la misura più dura del carcere. Così come i primi sette arrestati interrogati lo scorso 13 maggio, anche gli altri detenuti hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Si tratta di Luca Tonini, Enzo Succi, Daniele De Angelis, Marco Proietti, Alan Gaveglia e colui che è considerato il leader del sodalizio, Francesco D’Antonio. Ha risposto per rogatoria al giudice per le indagini preliminare capitolino Sabrina De Angelis, detenuta nel carcere di Rebibbia.
Tutti zitti davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, che ha firmato l’ordinanza derivante dall’operazione denominata “Pac-Man”, eseguita dalla Squadra Mobile di Latina e coordinata dal procuratore aggiunto Luigia Spinelli e dal sostituto Valentina Giammaria.
Secondo gli investigatori, il sodalizio criminale gestiva un intenso traffico di hashish, cocaina e crack, attività da cui traeva la principale fonte di reddito, imponendosi sul territorio anche attraverso l’uso di armi e metodi intimidatori. Dopo alcuni sequestri effettuati dalla polizia, sarebbero state messe in atto estorsioni e minacce nei confronti di amici e familiari di uno degli arrestati per recuperare il denaro perso.
Agli indagati sono contestati, a vario titolo, reati di estorsione, traffico e spaccio di droga, detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione, evasione e incendi intimidatori. A finire in carcere un nome piuttosto noto della malavita pontina il 37enne Francesco D’Antonio, condannato in concorso per l’omicidio di Matteo Vaccaro. L’inchiesta “Pac Man” era partita dopo l’arresto, nel settembre 2025, di due giovani trovati con un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle “Case Arlecchino”, dove poco prima era stato incendiato il portone di un condominio: ad essere arrestati un 18enne e un 25enne con una ragazza al seguito. Si era nel pieno della stagione delle bombe dove si affrontavano la fazione degli Spinelli contro quella, molto probabilmente, facente riferimento a D’Antonio, sebbene negli arresti del 12 maggio, non vi è menzione a nessuno degli episodi “bombaroli” che sono andati avanti a Latina almeno fino a dicembre scorso.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati arrestati in flagranza 8 indagati e sequestrati 15 pistole, 3 fucili, oltre 650 munizioni, esplosivi e più di 6 chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack e hashish. Eseguite oggi, inoltre, 22 perquisizioni delegate dalla Procura di Latina: i poliziotti hanno rinvenuto altro stupefacente in casa di Mazzucco, due pistole e un rilevatore di frequenze per intercettare le microspie.
In carcere sono finiti Alex Iannaccone (2000), Antonio Mazzucco (classe 1977), Christian Solito (1988), Enzo Succi (2002), Lorenzo Maddaloni (2007), Luca Tonini (classe 1983), Ferdinando Ciarelli (classe 1998), Daniele De Angelis (1996), Davide Beccaro (classe 1985), Francesco Nicoletti (classe 1974), Marco Proietti (classe 1991), Alan Gaveglia (classe 1990) e Sabrina De Angelis (classe 1993). Ai domiciliari Vittoria Cinque (1989) e Lorenzo Pietrucci (classe 1996).
Interrogati in collegamento dal carcere, gli indagati hanno deciso di rimanere in silenzio. Tuttavia oggi, si è svolto anche l’interrogatorio di garanzia per un’altra donna arrestata. Si tratta della compagna di Antonio Mazzucco detto Tulò, arrestata nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza lo scorso 12 maggio. Tra le 22 perquisizioni svolte dalla Procura di Latina sono stati trovati a casa di Mazzucco, in Via Nascosa, un quantitativo di cocaina, due pistole e un rivelatore di frequenze. Nicoleta Roxana Belciu , assistita dall’avvocato Valentina Macor, doveva rispondere di queste detenzioni insieme ad Antonio Mazzucco. La donna è rimasta in silenzio, mentre “Tulò” non ha potuto svolgere l’interrogatorio di convalida per problemi di natura medica. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, deputato a svolgere l’interrogatorio, ha convalidato l’arresto e lasciato in carcere la donna.
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Determinante nello sviluppo delle indagini il sequestro eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2026 in un appartamento a San Felice Circeo, dove gli agenti hanno rinvenuto un arsenale composto da 7 pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni e 4 ordigni esplosivi, uno dei quali contenente oltre 250 grammi di tritolo. Dalle intercettazioni sarebbe emersa anche la pianificazione di attentati e azioni dimostrative legate alla cosiddetta “guerra criminale” nel territorio pontino.
Le indagini hanno inoltre documentato una rete di spaccio attiva h24 tra Latina, zona Q5 e Borgo Piave, anche con consegne a domicilio. In un’occasione sono stati sequestrati oltre un chilo di cocaina e circa 2,7 chili di hashish nascosti in un container vicino all’abitazione di un altro referente del gruppo.
Tra gli episodi contestati figurano anche incendi di autovetture avvenuti a Latina nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste nel marzo 2026, ritenuti azioni intimidatorie per il recupero di crediti legati alla droga.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati arrestati in flagranza 8 indagati e sequestrati 15 pistole, 3 fucili, oltre 650 munizioni, esplosivi e più di 6 chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack e hashish.
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