ESPLOSIVI E VIOLENZA A LATINA: LA STAGIONE DELLE BOMBE ALLA BASE DEL CONFLITTO TRA I GRUPPI D’ANTONIO E SPINELLI

Armi, esplosivi, estorsioni e droga: i dettagli della vasta operazione della Polizia di Stato a Latina. Eseguiti 16 provvedimenti restrittivi e 22 perquisizioni

La Polizia di Stato di Latina, con il supporto di personale delle Squadre Mobili di Roma, Napoli, Caserta, L’Aquila, Frosinone, Rieti, Viterbo, Isernia e Benevento, dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile e del Reparto Volo, nelle prime ore del mattino di oggi, 12 maggio, ha eseguito 16 misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, al termine di una complessa attività di indagine della Squadra Mobile di Latina, diretta dal dirigente Giuseppe Lodeserto. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Latina, Luigia Spinelli, e dal sostituto Valentina Giammaria (oggi in servizio a Roma). 

Agli indagati sono contestati, a vario titolo, reati di estorsione, traffico e spaccio di droga, detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione, evasione e incendi intimidatori. A finire in carcere un nome piuttosto noto della malavita pontina il 37enne Francesco D’Antonio, condannato in concorso per l’omicidio di Matteo Vaccaro. D’Antonio, che si è reso protagonista anche di recente intemperanze (come quando provocò un incidente coinvolgendo un commercialista di Latina).  Per l’omicidio Vaccaro furono condannati in sei: D’Antonio ha rimediato una condanna a 15 anni e 6 mesi. Una condanna che, per l’appunto, ha scontato con la messa alla prova, dopo aver scontato anni di carcere e arresti domiciliari.

Nel 2023, D’Antonio era stato individuato dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina come l’ispiratore di un’altra spedizione punitiva. Un fatto grave, violento e probabilmente nato in un contesto di pregiudicati quello che ha coinvolto un giovane di 24 anni, barbaramente pestato vicino alla sua abitazione a Latina. Il 24enne fu aggredito mentre era ancora nell’abitacolo della sua auto, legato con la cintura di sicurezza e pestato a sangue.

L’aggressione, causata da un verosimile affronto da parte del 24enne, era avvenuta nella zona delle case Ater di Via Londra, quando il giovane, però, sarebbe stato raggiunto da più persone che lo hanno preso a pugni in faccia, facendolo finire al pronto soccorso.

Leggi anche:
DROGA, ESTORSIONI E ARMI, 16 GLI ARRESTI A LATINA: TRA DI LORO D’ANTONIO E ALTRI PERSONAGGI NOTI

L’inchiesta odierna, denominata Pac Man, era partita dopo l’arresto, nel settembre 2025, di due giovani trovati con un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle “Case Arlecchino”, dove poco prima era stato incendiato il portone di un condominio: ad essere arrestati un 18enne e un 25enne con una ragazza al seguito. Si era nel pieno della stagione delle bombe dove si affrontavano la fazione degli Spinelli contro quella, molto probabilmente, facente riferimento a D’Antonio, sebbene negli arresti odierni non vi è menzione a nessuno degli episodi “bombaroli” che sono andati avanti a Latina almeno fino a dicembre scorso.

Le indagini dell’operazione “Pac Man” hanno condotto gli investigatori a concentrarsi sulla figura di un pregiudicato 37enne di Latina, Francesco D’Antonio, ritenuto tra i principali referenti del gruppo. L’auto su cui viaggiava Gabriele Sposito, uno dei due giovani fermati alle “Arlecchino”, era riconducibile a Francesco D’Antonio detto “Checco”. Proprio D’Antonio avrebbe avuto nella sua disponibilità tante auto, tra cui l’Audi Q3 su cui fu fermato Spoisto con il carico di droga, intestate a sua insaputa alla zia, una nota sindacalista di Latina.

Secondo gli investigatori, il sodalizio criminale ha gestito un intenso traffico di hashish, cocaina e crack, attività da cui traeva la principale fonte di reddito, imponendosi sul territorio anche attraverso l’uso di armi e metodi intimidatori. Dopo alcuni sequestri effettuati dalla polizia, sarebbero state messe in atto estorsioni e minacce nei confronti di amici e familiari di uno degli arrestati per recuperare il denaro perso. 

Determinante nello sviluppo delle indagini il sequestro eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2026 nell’appartamento a San Felice Circeo, dove gli agenti hanno rinvenuto un arsenale composto da 7 pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni e 4 ordigni esplosivi, uno dei quali contenente oltre 250 grammi di tritolo. Dalle intercettazioni sarebbe emersa anche la pianificazione di attentati e azioni dimostrative legate alla cosiddetta “guerra criminale” nel territorio pontino. 

Leggi anche:
EPIFANIA AL TRITOLO, TROVATI DUE PANETTI E UN ARSENALE AL CIRCEO: IL SALTO DI LIVELLO NELLA STAGIONE DELLE BOMBE

Le indagini hanno inoltre documentato una rete di spaccio attiva h24 tra Latina, zona Q5 e Borgo Piave, anche con consegne a domicilio. In un’occasione sono stati sequestrati oltre un chilo di cocaina e circa 2,7 chili di hashish nascosti in un container vicino all’abitazione di un altro referente del gruppo. 

Tra gli episodi contestati figurano anche incendi di autovetture avvenuti a Latina nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste nel marzo 2026, ritenuti azioni intimidatorie per il recupero di crediti legati alla droga. 

Nel corso dell’attività investigativa sono stati arrestati in flagranza 8 indagati e sequestrati 15 pistole, 3 fucili, oltre 650 munizioni, esplosivi e più di 6 chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack e hashish.  Eseguite oggi, inoltre, 22 perquisizioni delegate dalla Procura di Latina: i poliziotti hanno rinvenuto altro stupefacente e targhe contraffatte.

In carcere finiscono Alex Iannaccone (2000), Antonio Mazzucco (classe 1977), Christian Solito (1988), Enzo Succi (2002), Lorenzo Maddaloni (2007), Luca Tonini (classe 1983), Ferdinando Ciarelli (classe 1998), Daniele De Angelis (1996), Davide Beccaro (classe 1985), Francesco Nicoletti (classe 1974), Marco Proietti (classe 1991), Alan Gaveglia (classe 1990) e Sabrina De Angelis (classe 1993). Ai domiciliari Vittoria Cinque (1989) e Lorenzo Pietrucci (classe 1996).

Alcuni di loro sono stati coinvolti in questi mesi in alcune operazioni anti-droga. Tra di loro spunta il nome di Alex Iannaccone che, in un’altra indagine, è la vittima di condotte estorsive da parte del 21enne Mattia Spinelli, diventato noto per aver piazzato alcune delle bombe che hanno scosso la città di Latina nello scorso autunno. Ad essere arrestato anche Antonio Mazzucco detto Tulò, figura di spicco della malavita a Latina.

In tralice, emergono i motivi di risentimento di D’Antonio nei confronti di Mattia Spinelli, in teoria entrambi ai vertici delle due bande che si sarebbero esplosi addosso le bombe dall’autunno dell’anno scorso.

Lo si evince quando D’Antonio, intercettato, se la prende con Sposito, arrestato per droga alle Arlecchino. Sposito, infatti, si sarebbe avvicinato a Mattia Spinelli e avrebbe creato problemi a D’Antonio in quanto avrebbe fatto perdere a quest’ultimo una pratica. Secondo gli inquirenti, si riferisce a una frode assicurativa ai danni della Generali Italia. Inoltre, Sposito si sarebbe fatto sequestrare pezzi di BMW.

“Lecca il culo a Mattia Spinelli, ‘sto figlio di puttana – dice D’Antonio – M’ha fatto sequestrare i pezzi, m’ha mandato una pratica a fanculo”. E ancora, riferendosi al suo arresto: “Deve spera’ che esce il più tardi possibile”. Successivamente, incontrando il migliore amico di Sposito, D’Antonio gli manda un bacio: “Il tipo di bacetto de coso, de Buscetta, questa qua e zompi per aria”.

Un periodo nero quello di Sposito tanto che dopo l’arresto avvenuto a settembre 2025 sarebbe stato picchiato in carcere con rottura dei timpani per essersi fatto sequestrare l’auto di D’Antonio. A picchiarlo il violento e pregiudicato Matteo Baldascini, figura sempre al centro della cronaca recente.

A rendere evidente che i rapporti tra D’Antonio e Spinelli non sono buoni ci sono anche le intercettazioni in cui D’Antonio, venendo a conoscenza della tentata estorsione messa in atto da Spinelli contro Iannaccone, dice alla vittima: “Dovevi piglia’ una motosega e tagliargli le mani”. È qui che D’Antonio, il 4 dicembre 2025, svela a Iannaccone il proposito di compiere un “nuovo atto di cronaca”, “così li rimettiamo tutti al loro posto…la gente quando sente puzza di bruciato”.

Leggi anche:
LA LEGGE DELLE “ARLECCHINO” TRA PESTAGGI, COLPI DI PISTOLA E PREPOTENZE

Inoltre, sempre in riferimento alle bombe, ci sarebbe anche un rimando da parte di uno degli arrestati all’ordigno che ha dato inizio alla stagione delle bombe. Secondo quanto riferito dal soggetto in questione, la bomba sarebbe alle Arlecchino, quella del 7 settembre 2025, sarebbe sarebbe stata piazzata dallo stesso Alex Iannaccone (che aveva contratto debiti con Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, sodale di quest’ultimo) e Lorenzo Maddaloni, il giovane arrestato con Lorenzo Vigo perché in possesso di armi e droga e per di più coinvolto nel trasporto di armi e tritolo al Circeo.

La stessa Procura, nel richiedere gli arresti di D’Antonio e Iannaccone, scrive a chiare lettere che il secondo ha a disposizione un arsenale: i due sarebbero pronti ad una “guerra criminale”, già in atto nel capoluogo pontino.

Leggi anche:
ORDIGNO ALLE CASE POPOLARI: TROVATE ANCHE DROGA E ARMI

Articolo precedente

BILANCIO ABC E PREVISIONALE, L’OPPOSIZIONE BOCCIA L’AMMINISTRAZIONE: “PASTICCIO E FRATTURE NELLA MAGGIORANZA”

Articolo successivo

ASSEDIO, INIZIA IL CONTRO-ESAME: AL CENTRO LA FIGURA DI ANTOLINI

Ultime da Focus