Il Consiglio ha esaminato la proposta di deliberazione n. 55 relativa all’accertamento della causa di incompatibilità nei confronti della consigliera Emanuela Zappone. Il provvedimento è stato respinto con 10 voti favorevoli e 26 contrari. Successivamente, l’Assemblea ha approvato la proposta di deliberazione n. 56 del 12 maggio 2026, convalidando ufficialmente l’elezione della consigliera Zappone con 26 voti favorevoli, 9 contrari e un’astensione.
Il rigetto della deliberazione significa, di fatto, che il Consiglio non ha riconosciuto — almeno in questa fase — la sussistenza dell’incompatibilità contestata a Emanuela Zappone. Il provvedimento invitava Zappone “ad optare, entro quindici giorni dall’approvazione della presente delibera, tra la carica di consigliere regionale e quella di presidente dell’Ente Parco nazionale del Circeo, procedendo alla effettiva rimozione della causa di incompatibilità”.
Zappone, prima dei non eletti della lista di Fd’I nella circoscrizione di Latina, a dicembre entra in Consiglio regionale del Lazio, al posto di Enrico Tiero, sospeso perché dal 18 ottobre scorso si trova agli arresti domiciliari, accusato di corruzione nell’ambito di un’inchiesta a Latina. L’Aula, infatti, ha deliberato la sua sostituzione temporanea con Zappone, che già ricopriva il ruolo di presidente del Parco nazionale del Circeo. Da allora ha mantenuto il doppio incarico, anche perché, secondo quanto assicurato, dalle verifiche effettuate non emergevano elementi di incompatibilità.
La questione riguarda il cumulo tra la carica di consigliere regionale e quella di vertice di un ente pubblico, ritenuto incompatibile alla luce della normativa vigente. Sul punto si è espresso anche il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, che nei pareri trasmessi al Consiglio regionale ha evidenziato la necessità di optare tra i due incarichi per evitare il conflitto. La giunta delle elezioni della Pisana, dopo le interlocuzioni istituzionali e l’esame delle memorie difensive presentate dalla stessa Zappone, ha confermato la sussistenza della causa di incompatibilità, proponendo all’Aula di invitare formalmente la consigliera a scegliere tra le due cariche. L’Aula, però, ha smentito l’orientamento della Giunta delle elezioni, scegliendo di non dichiarare l’incompatibilità della consigliera Zappone, contravvenendo anche ai pareri del ministero.
