Armi, esplosivi e droga: iniziati gli interrogatori di garanzia per sette dei sedici arrestati nella operazione eseguita dalla Squadra Mobile di Latina
Tutti zitti davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, che oggi, 13 maggio, ha iniziato gli interrogatori di garanzia nei confronti di coloro che sono stati coinvolti nell’operazione denominata “Pac-Man”, eseguita dalla Squadra Mobile di Latina e coordinata dal procuratore aggiunto Luigia Spinelli e dal sostituto Valentina Giammaria.
Secondo gli investigatori, il sodalizio criminale gestiva un intenso traffico di hashish, cocaina e crack, attività da cui traeva la principale fonte di reddito, imponendosi sul territorio anche attraverso l’uso di armi e metodi intimidatori. Dopo alcuni sequestri effettuati dalla polizia, sarebbero state messe in atto estorsioni e minacce nei confronti di amici e familiari di uno degli arrestati per recuperare il denaro perso.
Agli indagati sono contestati, a vario titolo, reati di estorsione, traffico e spaccio di droga, detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione, evasione e incendi intimidatori. A finire in carcere un nome piuttosto noto della malavita pontina il 37enne Francesco D’Antonio, condannato in concorso per l’omicidio di Matteo Vaccaro. L’inchiesta “Pac Man” era partita dopo l’arresto, nel settembre 2025, di due giovani trovati con un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle “Case Arlecchino”, dove poco prima era stato incendiato il portone di un condominio: ad essere arrestati un 18enne e un 25enne con una ragazza al seguito. Si era nel pieno della stagione delle bombe dove si affrontavano la fazione degli Spinelli contro quella, molto probabilmente, facente riferimento a D’Antonio, sebbene negli arresti di ieri, 12 maggio, non vi è menzione a nessuno degli episodi “bombaroli” che sono andati avanti a Latina almeno fino a dicembre scorso.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati arrestati in flagranza 8 indagati e sequestrati 15 pistole, 3 fucili, oltre 650 munizioni, esplosivi e più di 6 chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack e hashish. Eseguite oggi, inoltre, 22 perquisizioni delegate dalla Procura di Latina: i poliziotti hanno rinvenuto altro stupefacente in casa di Mazzucco, due pistole e un rilevatore di frequenze per intercettare le microspie.
In carcere sono finiti Alex Iannaccone (2000), Antonio Mazzucco (classe 1977), Christian Solito (1988), Enzo Succi (2002), Lorenzo Maddaloni (2007), Luca Tonini (classe 1983), Ferdinando Ciarelli (classe 1998), Daniele De Angelis (1996), Davide Beccaro (classe 1985), Francesco Nicoletti (classe 1974), Marco Proietti (classe 1991), Alan Gaveglia (classe 1990) e Sabrina De Angelis (classe 1993). Ai domiciliari Vittoria Cinque (1989) e Lorenzo Pietrucci (classe 1996).
Interrogati in collegamento dal carcere, i sette indagati hanno deciso di rimanere in silenzio. Si tratta di Alex Iannaccone, considerato come il braccio destro di D’Antonio, Christian Solito, Lorenzo Maddaloni, Davide Beccaro, Francesco Nicoletti, Ferdinando Ciarelli e Antonio Mazzucco detto Tulò. Tra gli avvocati difensori Marta Censi, Marco Nardecchia, Italo Montini, Giancarlo Vitelli e Amleto Coronella. Gli interrogatori proseguiranno il prossimo venerdì con D’Antonio e gli altri arrestati in carcere.
Ieri, 12 maggio, la Polizia di Stato di Latina ha eseguito l’ordinanza con il supporto di personale delle Squadre Mobili di Roma, Napoli, Caserta, L’Aquila, Frosinone, Rieti, Viterbo, Isernia e Benevento, dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile e del Reparto Volo, sin dalle prime ore del mattino.
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Determinante nello sviluppo delle indagini il sequestro eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2026 in un appartamento a San Felice Circeo, dove gli agenti hanno rinvenuto un arsenale composto da 7 pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni e 4 ordigni esplosivi, uno dei quali contenente oltre 250 grammi di tritolo. Dalle intercettazioni sarebbe emersa anche la pianificazione di attentati e azioni dimostrative legate alla cosiddetta “guerra criminale” nel territorio pontino.
Le indagini hanno inoltre documentato una rete di spaccio attiva h24 tra Latina, zona Q5 e Borgo Piave, anche con consegne a domicilio. In un’occasione sono stati sequestrati oltre un chilo di cocaina e circa 2,7 chili di hashish nascosti in un container vicino all’abitazione di un altro referente del gruppo.
Tra gli episodi contestati figurano anche incendi di autovetture avvenuti a Latina nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste nel marzo 2026, ritenuti azioni intimidatorie per il recupero di crediti legati alla droga.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati arrestati in flagranza 8 indagati e sequestrati 15 pistole, 3 fucili, oltre 650 munizioni, esplosivi e più di 6 chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack e hashish. Eseguite inoltre 22 perquisizioni delegate dalla Procura di Latina in cui sono stati trovati nella disponibilità di Mazzucco droga e un rivelatore di frequenze.
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