FALSO DI STRISCIA: CORSERA CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE

Renata Polverini e Vincenzo Zacchero in un frame del video mandato in onda su "Striscia la Notizia" nel 2010

Tribunale di Roma: il Corriere della Sera condannato per diffamazione nei confronti dell’ex sindaco Vincenzo Zaccheo

Il Tribunale di Roma, con sentenza pubblicata il 13 maggio 2026, ha condannato RCS Mediagroup S.p.A., editore del Corriere della Sera, al risarcimento del danno in favore dell’ex deputato ed ex sindaco Vincenzo Zaccheo, accertando il carattere diffamatorio di una pubblicazione apparsa sull’edizione del quotidiano del 2 novembre 2012.

La vicenda riguardava un presunto episodio di raccomandazione che avrebbe coinvolto Zaccheo e le sue figlie, episodio rivelatosi totalmente falso e già da anni oggetto di precisi accertamenti tecnici e giudiziari.

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L’articolo del Corriere della Sera richiamava infatti la nota puntata di Striscia la Notizia del 14 aprile 2010, nella quale venne mandato in onda un sottotitolo falso che attribuiva a Vincenzo Zaccheo una presunta raccomandazione rivolta all’allora Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, in favore delle proprie figlie.

La falsità di quel sottotitolo era stata però accertata sin da subito attraverso verifiche tecniche promosse dalla famiglia Zaccheo e successivamente confermata anche dal Tribunale di Roma nell’ambito di un accertamento tecnico preventivo disposto in sede cautelare. Tali verifiche si conclusero già nel 2011 con il definitivo accertamento della totale non veridicità del contenuto trasmesso.

Gli stessi fatti avevano già portato, negli anni successivi, alla condanna definitiva di RTI – Mediaset al risarcimento del danno da diffamazione in favore di Zaccheo.

Nonostante tali evidenze — già allora pubbliche e ampiamente conosciute — e nonostante ulteriori conferme emerse anche in ambito giornalistico circa la falsità dell’episodio, il Corriere della Sera pubblicò ugualmente nel 2012 la notizia senza effettuare le necessarie verifiche sulla sua attendibilità.

Secondo quanto accertato dal Tribunale di Roma, tale condotta ha provocato una ulteriore e grave lesione della reputazione di Vincenzo Zaccheo, determinando così la condanna di RCS Mediagroup S.p.A. al risarcimento del danno. La sentenza dispone inoltre la cancellazione dell’articolo diffamatorio anche dall’archivio online del quotidiano.

La decisione del Tribunale rappresenta un ulteriore e definitivo riconoscimento della totale infondatezza di accuse che, per anni, hanno arrecato un gravissimo danno umano, personale e politico all’On. Vincenzo Zaccheo e alla sua famiglia.

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