“RIFATTA” E “LABBRA A CANOTTO”: RINVIATI A GIUDIZIO GLI “HATERS” DELLA SINDACA CELENTANO

La Sindaca Matilde Celentano
La Sindaca Matilde Celentano

Diffamazione aggravata ai danni del Sindaco Celentano: arriva la citazione a giudizio per due “haters”

A febbraio 2025, è arrivato a conclusione con un accordo stragiudiziale tra i legali delle parti per la vicenda delle offese da “body shaming” che hanno coinvolto la sindaca di Latina, Matilde Celentano. Come noto, la Procura di Latina aveva chiuso le indagini a carico di due latinensi, rispettivamente di 61 e 28 anni, inviando loro l’avviso di conclusione.

I due soggetti, accusati di aver diffamato via social la sindaca di Latina, Matilde Celentano, rischiavano entrambi (sono un uomo e una donna) di essere rinviati a giudizio e affrontare un processo per diffamazione anche in relazione alla circostanza di aver offeso un corpo politico.

Dopo aver inviato un lettera di scuse alla Sindaca, i due, tramite un interlocuzione tra i legali, avevano accettato la proposta di svolgere lavori socialmente utili. Alla fine del loro percorso, era prevista da parte della Sindaca il ritiro della querela.

“Nella lettera – aveva spiegato oggi la sindaca direttamente dallo studio legale del suo avvocato difensore Renato Archidiacono – le due persone si sono pentite del gesto. Ho denunciato per uno scopo preciso, per lanciare un messaggio “forte”, ovvero che nessuno si deve permettere di fare commenti sull’aspetto fisico di una persona. Ci siamo riusciti. Ho deciso quindi di non proseguire il procedimento, ma di farli inserire in un percorso riabilitativo socialmente utile presso strutture che si occupano di povertà e fragilità fisica, psichica, sociale”.

L’avvocato Archidiacono aveva confermato che erano in corso ulteriori accertamenti da parte della Polizia Postale per individuare altri autori: “Non è facile, spesso chi scrive si nasconde dietro profili difficili da identificare. A noi interessava mettere un punto con queste finalità educative, lo abbiamo fatto per tutte le persone che non hanno voce”.

A novembre scorso, la Polizia di Stato – Postale e Digos – aveva identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria gli autori della diffamazione aggravata ai danni della Sindaca. In particolare, lo scorso 14 ottobre, la redazione del quotidiano di informazione locale “Latina Oggi” aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook un’intervista rilasciata dall’attuale Sindaco di Latina, Matilde Celentano, a seguito della sua partecipazione ad un evento pubblico.

Immediatamente dopo la pubblicazione del video diversi utenti – spiegava una nota della Questura di Latina – travalicando il diritto di critica politica e di libera espressione costituzionale garantito ad ogni individuo, avevano diffuso sul Web commenti offensivi e diffamatori nei confronti del Sindaco di Latina, la quale, vittima del cosiddetto “Body Shaming”, nel pomeriggio del 17 ottobre, aveva deciso di denunciare i fatti alla locale DIGOS tramite il proprio legale di fiducia, Renato Archidiacono.

Le indagini, condotte da personale DIGOS con il supporto della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione, unitamente alla locale Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica e coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, avevano consentito di cristallizzare i fatti e raccogliere ogni possibile elemento necessario per la ricostruzione degli episodi che avevano portato all’identificazione degli autori dei commenti diffamatori.

Tra questi, due – coloro che avevano ricevuto l’avviso di garanzia – erano stati destinatari di attività di perquisizione locale ed informatica, delegata dalla Procura della Repubblica di Latina, che aveva permesso di riscontrare l’effettivo utilizzo da parte degli indagati dei profili facebook attraverso i quali erano stati pubblicati i commenti che avevano offeso l’onore e la reputazione del primo cittadino di Latina.

Ora, a carico di un altro uomo e un’altra donna di Latina, rispettivamente classe 1955 e classe 1976, F.M.G. e L.D.G. (le loro iniziali), il sostituto procuratore di Latina, Valentina Giammaria, ha disposto un decreto di citazione diretta a giudizio. La donna deve rispondere di aver scritto, sotto il post del video di “Latina Oggi”, in cui Celentano presenziava all’inaugurazione dei giardini pubblici del Pantanaccio, la frase seguente: “Tutta rifatta in viso, ecco i soldi che fine fanno, tutto un magna magna”. L’uomo, invece, aveva scritto l’altra frase offensiva: “Le labbra a canotto”. Entrambi i commenti Facebook erano apparsi in data 14 ottobre 2024.

Il processo per diffamazione inizierà il 20 maggio 2027 dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Roberta Brenda.

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