INDENNITÀ COVID NON DOVUTE, IL CONSIGLIO DI STATO DÀ RAGIONE ALLA ROBYTOUR

Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato
Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato

La sesta sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla Robytour tramite l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, difensore del tour operator rormiano e attivo sul territorio nazionale, ed ha annullato la richiesta di restituzione di circa mezzo milione di euro da parte del Ministero del Turismo in seguito agli accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza di Formia.

Il supremo organo amministrativo ha quindi dato ragione alla Robytour: nessuna frode, nessuna gestione anomala dei fondi Covid ma un semplice errore del legislatore nella gestione dei fondi Covid nel periodo dell’emergenza per i tour operator, inizialmente esclusi per mero errore tecnico dal sostengo nel periodo emergenziale.

“Nessun dubbio” per l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, il quale esprime soddisfazione per l’accertamento della regolarità con cui da sempre “la Robytour opera sul mercato nazionale e internazionale a livello turistico”.

“Quello che invece amareggia é la perenne incapacità che viene dimostrata dai cinque stelle formiani, anche in questa vicenda lanciatisi in una poderosa invettiva contro una delle realtà più serie del nostro territorio e contro lo scrivente”.

“Se invece che delirare continuamente – conclude Cardillo Cupo – i 5 Stelle dedicassero del tempo a studiare, sicuramente eviterebbero quotidiane figure barbine”.

In primo grado, il Tar, recependo le conclusioni investigative del gruppo di Formia della Guardia di Finanza, aveva confermato la confisca di oltre 429mila euro ai danni della Robytour per avere percepito illecitamente nel 2020 indennità economiche destinate a quelle imprese turistiche colpite da perdite provocare dal Covid. Ora, la decisione del Consiglio di Stato che ribalta tutto.

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