Omicidio a Latina: svolto l’interrogatorio per il terzo destinatario del provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Latina
Si è avvalso di non rispondere così come gli altri due co-indagati, il 21enne Gaetano Mattiuzzo, assistito dagli avvocati Massimo Frisetti e Gaetano Marino e accusato di di aver partecipato all’omicidio di Ibrahim Dibba. L’interrogatorio si è svolto in carcere dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano. Mattiuzzo, come noto, è accusato del delitto insieme ai cugini Ferdinando “Pescio” Di Silvio e al sedicenne autore materiale degli spari.
Ieri, 1 ottobre, è stata svolta l’autopsia sul corpo del 27enne gambiano da parte della consulente medico-legale, Maria Cristina Setacci, nominata dalle Procure di Roma e Latina. Dibba è deceduto il 16 settembre scorso dopo i colpi di pistola ricevuti contro l’addome. Intanto, emerge che alla compagna di Dibba è stata assegnata una vigilanza da parte delle forze dell’ordine, dopo le dichiarazioni rese in fase d’indagine. Una misura più blanda rispetto a quella presa per l’algerino, testimone oculare degli spari, il quale si trova in località protetta praticamente appena dopo aver dichiarato le sue sommarie informazioni alla Squadra Mobile.
Lo scorso 30 settembre, è finita la latitanza di Gaetano Mattiuzzo, classe 2005, anche lui appartenente alla famiglia Di Silvio, ricercato dalla Polizia per l’omicidio in concorso del 27enne gambiano Ibrahim Dibba. Alle prime luci dell’alba di ieri, intorno alle ore 5.30, Mattiuzzo si è presentato spontaneamente presso la Questura di Latina, accompagnato dagli avvocati difensori.
Il 21enne è destinatario del provvedimento di fermo emesso dal Procuratore della Repubblica Gregorio Capasso e dal Procuratore Aggiunto di Latina Luigia Spinelli, nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Ibrahim Dibba, il cittadino gambiano ucciso lo scorso 16 settembre a Latina, in viale XXIV Maggio.
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Il 21enne è il figlio di Gianluca Mattiuzzo e Maria Giuseppina Di Silvio, quest’ultima sorella di Costantino “Patatone” Di Silvio, padre di “Pescio” e in carcere per l’omicidio Buonamano, e figlia di Ferdinando Di Silvio detto “Il Bello”, ucciso nell’estate del 2003 con un’autobomba sul lungomare di Latina. Mattiuzzo, inoltre è stato fermato e controllato in diverse circostanze con persone appartenenti alla famiglia Di Silvio e De Rosa. La madre, detta Giusi, è stata recentemente condannata a sei anni di reclusione nel processo derivante dall’operazione anti-droga “Jackson Five”. Condannato anche il nuovo compagno a sette anni di reclusione.
Gianluca Mattiuzzo, 44 anni, il padre del 21enne, è stato condannato a 12 anni nel noto processo “Caronte” che ha messo al centro la cosiddetta guerra criminale tra i Ciarelli/Di Silvio (ossi i clan rom di Latina uniti per l’occasione) e la malavita non rom latinense. Mattiuzzo senior, avendo sposato la figlia de Il Bello, fu un vero e proprio soldato per i Di Silvio e fu incaricato di uccidere colui che era stato individuato dagli “zingari” come l’autore del tentato omicidio di Carmine Ciarelli, avvenuto il 25 gennaio 2010. Come noto, dopo quel fallito attentato, derivarono i due omicidi eccellenti di Massimiliano Moro e Fabio “Bistecca” Buonamano.
L’allora 28enne Mattiuzzom nel settembre 2010 (al servizio dei Ciarelli-Di Silvio), anche lui coinvolto nel processo Caronte, accettò di uccidere Gianfranco Fiori (individuato come l’autore del tentato omicidio di Carmine Ciarelli), nel frattempo trasferitosi fuori Latina, a Cervinia. Un tentativo che non andò a buon fine.
