Concluso il processo derivante dall’operazione anti-droga denominata “Jackson Five”: due le condanne
Sono due le condanne nel processo derivante dall’operazione anti-droga denominata “Jackson Five”. Il primo collegio penale del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naso, ha condannato Orazione Busanello a 7 anni di reclusione e Maria Giuseppina Di Silvio a 6 anni. Gli altri imputati sono stati prosciolti per intervenuta prescrizione, oltreché a qualche assoluzione in merito ad alcuni capi contestati.
Erano state quattro le condanne chieste dal pubblico ministero Marco Giancristofaro nei confronti di altrettanti imputati. Il pubblico ministero, lo scorso marzo, aveva invocato le condanne di Gianluca Lorello (51 anni) alla pena di 5 anni di reclusione e 30mila euro di multa; Gianluca Fieni, 45 anni, Orazio Busanello, 47 anni, e Maria Giuseppina Di Silvio, 46 anni, alla pena di 7 anni e 50mila euro di multa ciascuno. Chiesto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, in quanto era stata riconosciuta dal pm l’ipotesi lieve dello spaccio di droga, per gli altri tre imputati: Gianluca Castellucci, 47 anni, Gabriele De Lenardis, 53 anni, e Antonio Visini, 48 anni.
Gli avvocati difensori Flaviana Coladarci, Agrippina Porcelli, Gianmarco Conca e Gianluca La Penna avevano chiesto l’assoluzione per i propri assistiti e, in subordine, la prescrizione. Il processo è stato rinviato a oggi 24 giugno quando, dopo circa un’ora di camera di consiglio, c’è stato la sentenza finale.
Furono 21 le persone arrestate all’alba del 16 aprile 2013 nel corso dell’operazione di Polizia con la quale la Procura di Latina aveva disarticolato una rete dello spaccio di droga tra i comuni di Latina e quello di Cisterna.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Latina e dal Commissariato di Polizia di Cisterna, erano iniziate in seguito all’arresto, nel gennaio 2013, di Maurizio Ferrari, carrozziere, fermato con un chilo e mezzo di cocaina. Durante la detenzione, Ferrari avrebbe tentato di recuperare, tramite vari colloqui in carcere, i crediti maturati dalla vendita della droga, impartendo ordini ad una rete di soggetti e dando il via ad una serie di ricerche che hanno portato le forze di polizia ad incastrare gli spacciatori.
L’operazione aveva portato a nove arresti. A distanza di tredici anni, in ragione di alcune posizioni già giudicate, rimanevano come imputati in sette.
Leggi anche:
LA BOMBA DI CORSO MATTEOTTI: LATINA INTIMIDITA
Jackson Five era il codice, scoperto grazie alle intercettazioni della polizia, usato dagli spacciatori durante i loro scambi, una sorta di parola d’ordine usata per indicare la vendita di una dose di cocaina, corrispondente a 5 grammi.
Le indagini avevano portato al sequestro complessivo di 4 chili di stupefacenti, tra cocaina ed hashish ed avevano consentito di fermare una rete che agiva prevalentemente su strada, consentendo ai venditori illeciti di vivere quasi esclusivamente di spaccio, grazie ai grossi introiti che riuscivano a ricavare.
