ABUSIVISMO FINANZIARIO E AUTORICICLAGGIO: ARRESTATO OSANNA

Francesco Osanna
Francesco Osanna

Nei giorni scorsi, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Latina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno dato esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, nei confronti di un soggetto operante nel settore finanziario, Francesco Osanna, con un passato in Casapounde movimenti di estrema destra, già noto alle cronache.

Altre due persone sono state attinte dalla misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali e di rivestire uffici direttivi di persone giuridiche e delle imprese.

Il provvedimento cautelare scaturisce da un’attività d’indagine per fatti fino al 2023, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina e condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, guidati dal tenente colonnello Nicola Davide Lorenzo, che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a presunte ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. L’indagine è stata coordinata in un primo momento dal pubblico ministero Andrea D’Angeli.

In particolare, il quadro riscostruito dalla capillare attività di indagine condotta dalle Fiamme Gialle ha consentito di raccogliere circostanziati elementi in ordine a un sodalizio criminale, con base a Latina, dedito all’attività di raccolta abusiva del risparmio tra il pubblico, sia in Italia che all’estero.

Le somme percepite, anziché essere utilizzate in investimenti, come prospettato e garantito ai numerosi investitori in buona fede, venivano reimpiegate dagli indagati in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali e speculative, configurando in tal modo l’ipotesi di autoriciclaggio.

Tale attività è stata realizzata in violazione della normativa in materia di intermediazione finanziaria, in assenza delle prescritte autorizzazioni all’esercizio professionale dell’attività di consulenza nel settore degli investimenti.

Dagli accertamenti eseguiti sono emerse, infine, numerose operazioni di trasferimento di beni e di somme di denaro – anche attraverso la costituzione di trust – nonché di strumentali avvicendamenti nelle cariche delle società utilizzate nell’attività delittuosa, con il solo fine di mascherarne e dissimulare la reale proprietà ed evitare eventuali aggressioni patrimoniali.

Contestualmente alle misure cautelari personali, veniva disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati ipotizzati a carico degli indagati, fino alla concorrenza di circa 800.000 euro.

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