Le cozze del privato nel Lago di tutti, l’intervento delle associazioni: “Un’ingiustizia tra vincoli traditi e Demanio Civico”
“Esistono paradossi italiani che sfidano la logica e la dignità del diritto moderno, specchiandosi nelle acque immobili del Lago di Paola. Com’è possibile che, nel 2026, uno dei bacini costieri più preziosi d’Europa resti ancora incatenato a una proprietà privata?
La Legge 168 del 2017 è stata salutata come una rivoluzione necessaria, capace di riconoscere finalmente i corpi idrici come demanio civico e patrimonio inalienabile della gente. Eppure, non serviva nemmeno una legge per definire un concetto così naturale: l’acqua è vita e appartiene alla collettività. Nonostante ciò, davanti a queste sponde, il diritto dei cittadini sembra ancora infrangersi contro il muro di titoli d’acquisto che risalgono all’Ottocento, spesso usati dalla politica come scudo per non intervenire.
Dobbiamo avere il coraggio di una distinzione netta che la politica, per troppo tempo, ha evitato di fare per convenienza. È sacrosanto liberare i cittadini dai vincoli burocratici laddove il territorio è stato ormai urbanizzato a causa di errori o mancanze delle amministrazioni passate. In quei casi, insistere con restrizioni impossibili è solo un’ingiustizia verso chi abita il cemento. Ma questa necessaria semplificazione non deve diventare il grimaldello per smantellare la protezione dei nostri tesori. La politica deve smettere di togliere i vincoli paesaggistici e la protezione della Legge Galasso ad personam solo per permettere di costruire dove non si potrebbe, favorendo chi vuole “fare i quattrini” a vantaggio di interessi personali, politici o, peggio, della malavita.
È un’ipocrisia inaccettabile: si elevano vincoli o si espropriano terre con estrema facilità quando bisogna assecondare speculazioni e interessi variegati, mentre quando si tratta di preservare l’ambiente e restituirlo al popolo, la macchina dello Stato si blocca. Ci rivolgiamo a Fratelli d’Italia, al Partito Democratico e a Forza Italia: di che cosa stiamo parlando se non di un territorio già gravato da vincoli archeologici, idrogeologici e ambientali che ne testimoniano il valore inestimabile? Non è più tollerabile che la politica si interessi al diritto del privato solo quando c’è da perseguire un tornaconto, ignorando che l’interesse pubblico deve prevalere su quello privato.
L’appello va ai cittadini affinché non si abituino all’assurdo. Il rispetto per le aree che ancora svolgono il loro compito naturale, quello di abbeverare la terra, proteggere la storia e garantire un futuro alle prossime generazioni è il rispetto per la sopravvivenza stessa della nostra comunità. È ora di prenderne atto: il Lago di Paola deve tornare a essere un dominio collettivo. Un bene così profondamente legato alla natura e alla storia non può e non deve restare sotto il lucchetto di una gestione privata. Chissà cosa ne pensa l’ Europa? Il tempo dei compromessi sulla pelle del territorio è scaduto”.
Così, in una nota, i comitati “Tesori del Circeo” e “Argine”.
