Di fronte alle gravissime indiscrezioni emerse negli ultimi giorni, il Comitato Civico per la difesa dell’Ospedale di Cori rompe il silenzio e denuncia il tradimento istituzionale perpetrato ai danni di oltre diecimila cittadini.
“Mentre le passerelle politiche celebrano i “successi” del PNRR, la realtà dei fatti delinea uno smantellamento sistematico del diritto alla salute, tutelato dall’art. 32 della Costituzione e dai principi di sussidiarietà e solidarietà degli artt. 2, 3 e 118″.
1. La fine del PAT e il deserto dei servizi
“Si sta confermando ciò che temevamo: a Cori il PAT (Punto di Assistenza Territoriale) rischia di essere chiuso, sia per mancanza di attenzione ai bisogni degli utenti, che spesso vengono respinti, probabilmente perchè non sanno esprimersi correttamente sul loro stato di salute, che per una non brillante organizzazione dei “lavori in corso”. Non solo: il servizio di radiologia, che doveva decollare, verrà ridotto a sole due aperture settimanali una volta riattivato il presidio di Cisterna. Si sta compiendo una centralizzazione selvaggia che, come denunciato anche dai sindacati dei medici, allontana l’offerta sanitaria dai cittadini più fragili e trasforma le strutture periferiche in “spazi vuoti”.
2. PNRR: Investimenti su “Muri Vuoti” e disastri tecnici
“Il nuovo Ospedale di Comunità, finanziato con quasi 2 milioni degli oltre 11 milioni di euro di risorse NextGenerationEU, rischia di nascere già paralizzato:
- ● Errori strutturali: sembra ci sia un clamoroso errore negli scarichi fognari che costringerà a lavori imprevisti al primo piano, proprio dove si trova il Centro Sollievo, il quale verrà sfrattato senza che sia stata indicata una nuova sede.
- ● Fondi insufficienti: I soldi del PNRR coprirebbero solo i piani superiori (2°, 3° e 4°), lasciando l’incognita su chi finanzierà i necessari interventi riparatori al piano terra.
- ● Gestione fantasma: Ad oggi non è dato sapere chi gestirà i 24 posti letto previsti, mentre i medici scarseggiano e il personale infermieristico è sotto organico o necessita di aggiornamento nella formazione. 3. Telemedicina e 118: La beffa continua La “famosa” telemedicina, finanziata anni fa e mai realmente entrata in funzione, giace inutilizzata nei corridoi della struttura: un insulto agli investimenti pubblici e alle necessità di monitoraggio delle cronicità. Per quanto riguarda l’emergenza-urgenza, il ritorno della postazione 118 è slittato a un ipotetico 2027, lasciando il territorio scoperto proprio mentre rischia la chiusura il PAT. 4. Il Consultorio: Un altro servizio scippato Denunciamo con forza la chiusura del Consultorio, giustificata da lavori mai avviati, che ha portato allo spostamento dell’ennesimo servizio fondamentale verso Cisterna.
Questa è la “prossimità delle cure” promessa dalla ASL di Latina e avallata dal silenzio del Comune? IL COMITATO CIVICO ESIGE RISPOSTE IMMEDIATE Il Sindaco di Cori e la Direzione Generale della ASL di Latina non possono più nascondersi dietro i cronoprogrammi. Il diritto alla salute non è un costo da razionalizzare, ma un dovere costituzionale. Esigiamo:
- La garanzia della riapertura H24 del servizio medico con il mantenimento del PAT nell’ambito dell’organizzazione dell’Emergenza/Urgenza.
- Trasparenza immediata sul destino del Centro Sollievo e sulla risoluzione dei problemi tecnici del cantiere.
- L’attivazione reale della diagnostica di primo livello a Cori, non subordinata ai tempi di Cisterna.
Il Comitato Civico non resterà a guardare mentre la politica territoriale trasforma l’ex ospedale in un “hangar” di muri vuoti. Siamo pronti a nuove azioni di mobilitazione e a denunciare ogni ulteriore interruzione di pubblico servizio”.
Così, in una nota, il Presidente del Comitato Civico per la difesa dell’Ospedale di Cori, Massimo Silvi.
