SCARICO DI PET-COKE AL PORTO DI GAETA, VILLA TORNA A DENUNCIARE: “IL VIDEO CHE SMENTISCE INTERGROUP”

Screenshot

Scarico di pet-coke al porto commerciale di Gaeta: la consigliera comunale di Formia, Paola Villa (Un’Altra Città) torna a denunciare

“È circolato nei giorni scorsi, un comunicato stampa dell’azienda Intergroup che con argomentazioni assai deboli, talora addirittura risibili, e strumentalizzazione di alcuni dati statistici intenderebbe contestare alcuni interventi della sottoscritta in merito allo scarico di pet-coke al porto commerciale di Gaeta.

Tale fantomatico comunicato, pare in verità costruito ad arte esclusivamente per essere “interlocutorio” con gli enti istituzionali, con i politici che rappresentano questo territorio e con le controparti commerciali, al solo fine di fornire “rassicurazioni” e ”chiarimenti”, con argomentazioni trite e ritrite, ma soprattutto con dati inesatti o spudoratamente strumentalizzati. Ovviamente la nota si conclude con la solita “velata minaccia”:

“Qualora dovessero proseguire dichiarazioni o ricostruzioni non rispondenti ai fatti e potenzialmente lesive della reputazione dell’azienda, Intergroup si riserva di tutelare i propri diritti e la propria immagine nelle sedi opportune”.

Perché prima da cittadini e poi da attivisti e impegnati per questo territorio non dobbiamo avere il diritto di argomentare, di confutare dati e soprattutto di fornirne altri per avere contezza dell’intera questione. No, non abbiamo neanche questo diritto!

Chi lavora in porto, è sempre più preoccupato per la propria salute a causa delle polveri di pet-coke disperse nell’ambiente. Già da qualche anno infatti parte del pet-coke sbarcato a Gaeta viene poi ricaricato su altre navi più piccole per altri porti e le operazioni di carico su nave avvengono addirittura ribaltando il pet-coke dai cassoni dei camion direttamente lungo banchina, rendendo l’aria irrespirabile.

So che tutti sono intimoriti e intimiditi nel dire esattamente le cose come stanno, e so che io non sono nessuno rispetto a chi vanta “amicizie” e “agganci politici” a livello nazionale, ma so anche che sono stanca di vedere questo territorio stuprato e non rispettato, sono stanca di vedere politicanti che si inebriano di inutili bandiere blu, forse per mettere in pace le loro coscienze, sono stanca di continuare a leggere i numeri di malati oncologici del sud pontino, e soprattutto sono stanca di vedere amici, familiari e conoscenti che intraprendono i “viaggi della speranza” per combattere il cancro, male legato alla precarietà dello stato di salute e del territorio che dovrebbe portarci tutti a dire ORA BASTA!

Oggi è già tardi, ma tutte le istituzioni hanno il dovere di porsi delle domande ed anche cercare delle risposte sull’impatto delle attività che avvengono al porto commerciale di Gaeta, in merito alle sostanze che si movimentano e alle strutture logistiche che l’azienda Intergroup si prepara ad edificare nei prossimi mesi: 6 SILOS METALLICI alti 16 METRI e di 10.50 METRI di diametro; un CAPANNONE, definito “TETTOIA”, che avrà un’area di 10.783 METRI QUADRATI con ulteriori 3467 metri coperti da pensiline annesse alla “TETTOIA”. Ma procediamo per gradi…

Ribadendo che il pet-coke è la feccia del petrolio, studi scientifici hanno evidenziato i pericoli per la salute associati alla sua esposizione. Ricerche condotte dal Dipartimento di Salute Pubblica di Chicago (https://www.eastcarb.com/…/il-coke-di-petrolio-e…/) hanno evidenziato un aumento dei livelli di PM10 e PM2,5 nei pressi dei siti di stoccaggio del pet-coke, che collega l’esposizione a un aumento degli attacchi d’asma, bronchite cronica e altre patologie polmonari croniche. È stato inoltre scoperto che i metalli pesanti presenti nel pet-coke causano effetti mutageni e cancerogeni sulla salute a seguito dell’esposizione.

Pertanto ogni volta che arriva una nave di pet-coke (e ad oggi dall’inizio dell’anno ne sono arrivate già 5!) vengono movimentate a CIELO APERTO migliaia di tonnelate di questo materiale. Ribadisco che il mio calcolo dei camion impiegati per lo sbarco del pet-coke è molto semplice da fare per chiunque: ogni camion ha una portata di circa 30 tonnellate e fa un viaggio per portare il carico al deposito di Sessa Aurunca ed un altro per ritornare a caricare in porto. Basta dividere il quantitativo trasportato dalla nave per le 30 ton. trasportate da ciascun camion e poi moltiplicare per 2 calcolando anche i ritorni al porto. Ascolta esempio nell’ultimo scarico sono state portate dalla nave 30.000 tonnellate di pet-coke quindi circa 1000 camion che per due viaggi diventano 2000 camion su strada.

Beffardamente Intergroup poi ci viene a dire che il quantitativo di pet-coke movimentato a Gaeta è “irrisorio” poichè storicamente ammonta a ”sole 100.000 tonnellate/anno”, corrispondente dunque a “soli 6666,66” viaggi di camion. In realtà sempre dai dati dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale rileviamo come nel 2024 siano state movimentate in porto 146.139 tonnellate di pet-coke e lo scorso anno, 2025, ben 190.734 tonnellate. Esattamente il 90% in più rispetto a quanto Intergroup scrive e dichiara!

Riguardo all’elenco fatto da Intergroup dei porti italiani dove ancora si movimenta pet-coke si tratta in larga parte di porti industriali situati in zone lontane dai centri abitati. Alcuni di questi, vedi Marghera, sono tristemente noti alle cronache per l’elevato tasso d’inquinamento ed il dissesto ambientale da loro provocato nei decenni. Gli unici porti piccoli situati in un contesto urbano dove si movimenta questo veleno nero sono Gaeta ed Ortona.

Intergroup inoltre se ne vede bene nel dire che a Civitavecchia la centrale ENEL, anche se molto lontana dalla città, movimentava (ora è inattiva), il pet-coke esclusivamente con sistema a circuito chiuso. Ed è bene che si sappia come il pet-coke assieme alle altre merci polverose sia stato bandito da decenni dai porti di Napoli e Salerno.

E ora arriviamo “ai rigidi protocolli” previsti per la movimentazione ed ai controlli dei numerosi Enti preposti, che farebbero di Intergroup, come essa stessa scrive, “un’ eccellenza a livello nazionale in termini di tutela ambientale”…

Quello che vedete qui sotto è ciò che è avvenuto durante lo scarico di pet-coke lo scorso febbraio, quello che vedete è il pontile della nave Ocean Jubilee, nel corso delle operazioni di scarico durante un acquazzone.

Il video ha destato serie preoccupazioni tra i dipendenti del porto sia pubblici che privati, ma ci si chiede perché nessuno intervenga e soprattutto perché l’Autorità Portuale prima di rinnovare le concessioni e addirittura ampliarle non pretenda che certo materiale venga movimentato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a circuito chiuso. Questa sarebbe “l’eccellenza a livello nazionale in termini di tutela ambientale”…a voi le conclusioni”.

Così, in una nota, la consigliera comunale di Formia, Paola Villa (Un’Altra Città).

Articolo precedente

“TENDA DEL BUON GIOCO”, A FORMIA PER DIRE NO ALL’AZZARDO

Articolo successivo

MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA A FONDI: ARRESTATO 40ENNE

Ultime da Politica