DISPARITÀ NEGLI ASILO NIDO DI LATINA, SCATTA LO STATO DI AGITAZIONE: “EDUCATRICI MORTIFICATE”

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Asili Nido Comune di Latina, verso lo “Stato di agitazione”. A insorgere i sindacati FP Cgil e Uil Fp. “La Sindaca tradisce gli impegni sottoscritti: le educatrici mortificate da disparità assurde”

È stato di agitazione per le lavoratrici degli asili nido a Latina. A intervenire sia la FP Cgil, con il segretario Vittorio Simeone, che la Uil Fp, con la segretaria generale Ida De Masi e il responsabile funzioni locali Ottavio Mariottini.

“La FP CGIL – recita una nota – rompe gli indugi ed è pronta a proclamare lo stato di agitazione per il personale educativo interno del Comune di Latina, indicendo l’Assemblea per l’otto giugno, alle 8,30, in Piazza del Popolo con una mobilitazione che comporterà la temporanea sospensione del servizio degli asili nido. Al centro della protesta c’è una palese e inaccettabile ingiustizia contrattuale, poiché le educatrici storiche del Comune, che da anni garantiscono con dedizione e professionalità un servizio essenziale per le famiglie, si trovano inquadrate in un’area inferiore rispetto alle colleghe neo-assunte, collocate invece nell’area dei Funzionari”.

“Questa vera e propria stortura configura una palese disparità e la conseguente mortificazione del personale con maggiore anzianità, il quale si trova a svolgere le medesime mansioni, con pari responsabilità o, nel caso delle coordinatrici, addirittura con responsabilità maggiori, ma senza il dovuto inquadramento economico.

Ciò che rende la situazione intollerabile è l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale: la Sindaca fa finta di non vedere e non sentire, venendo meno alla parola data, nonostante in data 3 ottobre 2025 avesse assunto e siglato l’impegno di istituire un apposito Tavolo tecnico entro il mese di dicembre 2025 per sanare questa disparità”.

“Da allora, a distanza di 6 mesi, il nulla: la richiesta urgente di un Tavolo di confronto politico inviata dalla FP CGIL l’11 marzo scorso è rimasta totalmente senza riscontro, al pari dei successivi tentativi di conciliazione attivati presso il locale Ispettorato Territoriale del Lavoro che sono stati ignorati dall’Amministrazione. Siamo chiaramente di fronte a un’amministrazione alla deriva, dove la mano destra non sa quello che fa la sinistra, e dove lo iato tra la propaganda politica e le azioni reali verso i dipendenti è diventato stridente e imbarazzante. A parole si sbandiera la valorizzazione della scuola, ma nei fatti si calpesta la dignità di chi lavora per i cittadini”.

Anche la UIL FP di Latina ha proceduto ad avviare lo stato di agitazione del personale educativo delle scuole dell’infanzia e degli asili nido di Latina. L’appuntamento è sempre in Piazza del Popolo il prossimo 8 giugno.

La Uil Fp, nel contempo, ha provveduto a sollecitare all’Ente la chiusura dei tentativi obbligatori di conciliazione avviati già dal mese di marzo scorso. “I citati tentativi obbligatori di conciliazione sono stati esperiti ai sensi dell’articolo 410 del c.p.c. per il riconoscimento dell’inquadramento nell’area Funzionari del predetto personale, a seguito delle assunzioni effettuate dall’ente per il personale educativo degli asili nido e delle scuole dell’infanzia in detta Area, in applicazione del CCNNLL 2019-2021 delle Funzioni Locali.

A seguito di tali assunzioni infatti si è generata una situazione intollerabile in quanto nelle stesse strutture educative (asili nido e scuole dell’infanzia) lavora, effettuando le stesse mansioni, personale inquadrato nella area istruttori ( ex cat. C) e le neo assunte inquadrate in area Funzionari (ex cat. D)”.

Il difforme inquadramento vìola l’articolo 36 della Costituzione e l’articolo 45 del Dlgs 165/2001, poiché è ingiustificato il diverso trattamento retributivo, che si sostanzia anche sulle indennità di turno e di straordinario percepite che, a fronte delle identiche mansioni attribuite, non può trovare giustificazione alcuna nel diverso periodo temporale di costituzione del rapporto di lavoro.

È peraltro doveroso precisare che la riqualificazione di tutto il personale educativo avrebbe costi esigui per l’Ente, che ci si riserva di produrre al di confronto richiesto. Considerato che si parla di servizi di eccellenza, non dovrebbero costituire alcun problema economico, laddove l’Amministrazione intenda accogliere le istanze di detto personale.

Premesso quanto sopra risulta incomprensibile la assoluta carenza di riscontro alle precedenti note da parte dell’Ente, che non ha provveduto a costituirsi presso l’Ispettorato del Lavoro, nonostante questo sia, invece, un passaggio obbligatorio e doveroso per chiarire la propria posizione”.

“Inoltre non è stato neanche mai avviato il tavolo di confronto che più volte la Uil Fp ha richiesto già dagli scorsi anni e sollecitato più e più volte. Questa indifferenza è inaccettabile e per tale motivo, il personale educativo, oramai demotivato ma in attesa di risposte concrete, ha conferito mandato alla UIL FP di Latina di procedere con le iniziative vertenziali.

La riqualificazione del personale educativo rappresenta un diritto fondamentale delle lavoratrici del settore e costituisce una condizione indispensabile per proseguire a garantire servizi educativi pubblici di qualità. Per questo chiediamo all’’Amministrazione comunale di riconoscere questa importante valorizzazione e riqualificazione professionale , assicurando pari opportunità e terminando così questa ingiusta disparità di trattamento a tutto il personale educativo”.

“La crescente complessità del lavoro educativo che il personale in servizio presso l’Ente espleta in maniera eccellente non può non trovare adeguato riconoscimento nella valorizzazione delle professionalità presenti nei servizi comunali.

La riqualificazione professionale deve divenire parte integrante delle politiche del personale dell’Ente, attraverso percorsi trasparenti, inclusivi e coerenti con l’evoluzione dei servizi educativi che solo così potranno rispondere sempre con qualità ai crescenti bisogni delle famiglie.

A tal fine la UIL FP di Latina ha chiesto l’immediata costituzione presso l’Ispettorato del lavoro e il contestuale avvio del tavolo di confronto. precisando che qualora ciò non avvenisse, il personale avvierà ogni ulteriore azione a tutela delle proprie rivendicazioni che oltre alla programmata assemblea pubblica, si sostanzierà nell’avvio di specifiche azioni legali“.

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