Un periodo da incubo per una giovane di Latina causato dall’ex fidanzato molesto: oggi è arrivata la condanna per atti persecutori
È stato condannato a 1 anno e 4 mesi per stalking dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Eugenia Sinigallia, E.R. (le sue iniziali), classe 1994, difeso dagli avvocati Paolo Zeppieri e Stefano Mancini. Il giudice ha disposto anche il risarcimento a favore della ex fidanzata (da liquidarsi in separata sede civile), costituitasi parte civile e assistita dall’avvocato Maddalena Di Girolamo. L’uomo è stato condannato anche a 1800 euro di spese di giudizio.
La vicenda è l’ennesima di stalking che vede da una parte un giovane violento e dedito all’abuso di alcol e droghe, dall’altra la donna, in questo caso una trentenne, rimasta vittima dei comportamenti molesti dell’imputato.
Diversi i messaggi inviati alla giovane da parte dell’ex una volta che questo era stato lasciato per via degli abusi di alcol e droghe. Messaggi contenenti offese pesanti, tra cui, oltreché al solito prontuario, anche una piuttosto pungente: “Tua madre non ti ha voluto da piccola”. Una frase che rimandava al fatto che la persona offesa era stata adottata dai genitori.
Peraltro, lo stesso imputato, nel corso della loro relazione, aveva aiutato e incoraggiato la giovane a ricercare i genitori biologici. Una volta lasciato, l’uomo aveva rivoltato quel bel gesto nell’insulto più vile per un figlio adottato.
In altra circostanza, l’imputato aveva costretto la giovane ad andare al ristorante insieme, dove aveva fatto abuso di alcol. Da quella serata, la ragazza aveva deciso che no, quella relazione tossica doveva finire.
A marzo 2024, il 32enne, già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex fidanzata, era stato arrestato in zona dei pub, a Latina, perché aveva trasgredito le prescrizioni imposte dal giudice presentandosi nello stesso locale dove si trovava la ragazza.
L’operazione era stata portata a termine dai Carabinieri della Compagnia di Latina intervenuti con una pattuglia della Sezione Radiomobile in seguito alla segnalazione ricevuta dalla centrale operativa del comando provinciale. Era stato il braccialetto anti-stalking a suonare e a far scattare l’intervento dei militari dell’Arma.
Oggi, a distanza di oltre due anni, la condanna appena un po’ alta rispetto alla pena richiesta dal pubblico ministero: 1 anno e 2 mesi.
