Positivi il mantenimento dell’organico provinciale per il 2026-2027 e l’impegno del Ministero
a rivedere il decreto applicativo della filiera 4+2
Nessun taglio agli organici dei docenti per il prossimo anno scolastico nonostante il forte calo demografico che continua a interessare il territorio pontino e l’intero Paese. Lo rende noto la Gilda degli Insegnanti di Latina, che esprime soddisfazione per la decisione del Ministero dell’Istruzione e del Merito e dell’USR Lazio di mantenere invariato il contingente dei docenti per l’anno scolastico 2026-2027.
In provincia si contano 1.872 studenti in meno rispetto all’anno precedente, una diminuzione dovuta sia al calo delle nascite sia al minor afflusso di alunni stranieri. Un dato che avrebbe potuto tradursi in una riduzione degli organici, ipotesi che il sindacato aveva contestato fin dall’inizio. «Abbiamo sempre sostenuto la necessità di mantenere invariato l’organico dei docenti nonostante la contrazione della popolazione scolastica, anche per risolvere, sia pur indirettamente, il problema delle classi numerose o con troppi disabili» afferma la coordinatrice provinciale della Gilda, Patrizia Giovannini. «Le rimostranze avanzate, alle quali si sono successivamente associate anche le altre sigle sindacali, hanno portato il Ministero a riconsiderare l’impostazione iniziale. La conferma dell’organico ha già consentito una maggiore elasticità nella formazione delle classi e permesso di recuperare tutti i docenti soprannumerari attraverso le procedure di mobilità, garantendone la ricollocazione».
Un segnale positivo arriva anche sul fronte della contestata riforma degli istituti tecnici, contro la quale la Gilda ha promosso negli ultimi due anni assemblee nelle scuole e iniziative di sensibilizzazione culminate nella proclamazione dello stato di agitazione. La Gilda aveva chiesto al Ministero l’apertura di un confronto sulle criticità emerse con l’avvio della filiera 4+2 o meglio della riforma dei tecnici, in particolare sulla riduzione del quinto anno del percorso scolastico, ritenuta potenzialmente dannosa sia per la qualità dell’offerta formativa sia per le ricadute occupazionali sul personale docente e Ata.
La richiesta ha portato all’attivazione di un tavolo tecnico che si è riunito l’8 aprile scorso e nel quale il Ministero ha accolto diverse proposte avanzate dall’organizzazione sindacale. Tra queste, la possibilità di costituire cattedre interne anche con un orario inferiore alle 18 ore, così da limitare la formazione di soprannumerari e salvaguardare sia la titolarità dei docenti sia la continuità didattica degli studenti.
L’esito più rilevante dell’incontro riguarda però l’impegno assunto dal Ministero a procedere a una revisione sostanziale del decreto ministeriale n. 29 del febbraio scorso, attuativo della riforma prevista dal decreto legge 144 del 2022. L’obiettivo dichiarato è superare le criticità emerse nella prima applicazione dei nuovi percorsi attraverso modifiche ai quadri orari sia del biennio sia del triennio, riducendo di fatto la discrezionalità dei dirigenti nelle decisioni relative all’orario e ai tagli da apportare alle varie discipline.
“Si tratta di un’apertura significativa – sottolinea Giovannini – perché riconosce le difficoltà che avevamo segnalato fin dall’inizio con il conseguente impoverimento della didattica e della formazione futura degli studenti, che sempre più hanno bisogno di una solida e maggiore preparazione di base che consenta loro di affrontare le sfide sociali e lavorative. Grazie a questi correttivi sarà possibile poi recuperare le titolarità riportando ordine nei quadri orari e nelle discipline di insegnamento. Attualmente sono sei gli istituti del territorio che hanno attivato la filiera 4+2 e per i quali abbiamo chiesto all’Ambito territoriale di Latina di verificare attentamente la corretta applicazione dei quadri orari”.
Alla luce dei risultati ottenuti al tavolo tecnico e dell’impegno assunto dal Ministero, la Gilda e le altre organizzazioni sindacali hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione. Per il sindacato guidato dalla Giovannini, tuttavia, il confronto con il Ministero è tutt’altro che concluso. «La nostra azione proseguirà nei prossimi mesi» annuncia la coordinatrice. “Continueremo a partecipare ai tavoli di approfondimento e a chiedere modifiche sostanziali alla normativa affinché vengano ripristinati quadri orari più adeguati alle esigenze formative degli studenti. Il prossimo anno scolastico sarà decisivo. Per questo chiediamo ai docenti di restare partecipi e consapevoli: la tutela della scuola passa anche attraverso la capacità della categoria di far sentire la propria voce, a partire dalla rinuncia alle attività aggiuntive che non rientrano negli obblighi di servizio”.
