SCARABEO, GLI ALTRI FILONI: COMUNE DI LATINA NON SARÀ PARTE CIVILE. RESPINTA LA RICHIESTA

/
Tribunale di Latina
Tribunale di Latina

Scarabeo 2 e 3: dalla costola dell’inchiesta principale, l’udienza preliminare per sette indagati dalla Procura di Latina

Un altro round in udienza preliminare per gli indagati in uno dei filoni, il terzo, derivante dall’inchiesta “Scarabeo” che nel 2020 portò ad arresti e alla contestazione di reati quali truffa e frodi nell’ambito finanziario. Ne scaturì un processo – ossia il filone principale – tuttora in corso, che vede come principale imputato, l’allora dipendente della Procura di Latina, Francesco Santangelo.

Oggi, invece, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, si è discusso principalmente il terzo filone, quello per truffa in cui è indagato sempre Francesco Santangelo e altre persone le quali, secondo l’accusa, si sarebbero affidati a lui per aggirare l’esclusione dalla possibilità di accesso al circuito del credito per incapacità reddituale o per segnalazioni pregiudizievoli esistenti presso il sistema di informazione creditizio.

Il Gup La Rosa ha respinto la richiesta di costituzione di parte civile da parte del Comune di Latina, della finanziaria Findomestic e della Deutsche Bank, invece costituiti nel processo principale.

Inoltre, sempre davanti al Gup La Rosa, si è discusso il rito abbreviato di un altro indagato, Giuseppe Cotugno, già a giudizio nel processo principale. Il Procuratore Aggiunto di Latina, Carlo Lasperanza, che rappresentava l’accusa, al termine della discussione, ne ha chiesto l’assoluzione.

A fine ottobre, invece, lo stesso Procuratore Aggiunto di Latina aveva chiesto sei rinvii a giudizio e un’archiviazione contestando ad altri indagati abuso d’ufficio, corruzione rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento.

Sempre lo scorso 26 ottobre, il Procuratore aggiunto aveva chiesto per uno degli indagati la pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione in ordine al reato di corruzione. Si tratta dell’ex parlamentare alla Camera dei Deputati (XI legislatura, dal 1992 al 1994, eletto con la Democrazia Cristiana), Clemente Carta, originario di Formia, difeso dagli avvocati Mastrobattista e Basile, e processato col rito abbreviato.

Il 75enne ex parlamentare è accusato di aver favorito una sorella, di professione infermiera, di una cancelliera della Procura di Latina così che potesse andare a lavorare in un ospedale romano. Una tesi respinta dalla difesa che ha evidenziato di come non vi sarebbero prove che ciò sia successo.

Ad essere indagate, infatti, due cancelliere della Procura di Latina. Una di loro, Paola Berghella, fu sospesa dal servizio. Secondo la pubblica accusa, Berghella “si prodigava” per aiutare Francesco Santangelo (ex dipendente della Procura di Latina, principale imputato nel processo in corso e indagato anche in questo procedimento) “ad eludere le attività investigative anche rivelando notizie coperte da segreto e appare inserita in una rete di relazioni confidenziali che esistenti tra le altre cancellerie e segreterie ed altro personale di servizio della Procura del cui apporto si è giovata. La cancelliera gode infatti di un rapporto di fiducia e considerazione da parte del personale per le competenze professionali mostrate nel corso degli anni”.

Santangelo è accusato di aver rilasciato certificati di carichi pendenti falsificati ad alcune persone così da ottenere prestiti da società finanziarie; mentre Berghella ha sul groppone l’accusa di aver fatto filtrare le notizie di uno sgombero in una palazzina di via Bruxelles: il cosiddetto Colosseo.

Tra coloro che sapevano degli sgomberi c’era anche Sara Capponi, indagato nel primo filone e compagna di Nicola Natalizi (già condannato col rito abbreviato), ai domiciliari anche lui, ex poliziotto e conoscente di Santangelo in quanto con un passato alla Polizia giudiziaria di Via Ezio, in Procura della Repubblica di Latina. Entrambi erano residenti nel palazzo di Via Bruxelles. Per gli investigatori, Santangelo, e a catena Capponi, avrebbe saputo della notizia degli sgomberi da parte di Paola Berghella, il cui giorno X fu l’8 novembre 2018 (seguirono altri sgomberi nei mesi successivi), quando Polizia, Polizia Locale, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco e Servizi Sociali del Comune si adoperarono nelle operazione disposta dalla Procura di Latina e dal sostituto procuratore Giuseppe Bontempo.

Leggi anche:
OPERAZIONE SCARABEO: TRUFFE ALLE FINANZIARIE E INFORMAZIONI RISERVATE

Articolo precedente

DATI BANKITALIA, UGL: “CRESCE IL LAZIO. BENE ROCCA E LA SUA GIUNTA”

Articolo successivo

LIBRI PROTAGONISTI ALL’ISTITUTO DONNA LELIA CAETANI DI SERMONETA-NORMA

Ultime da Giudiziaria