ORIZZONTE 2021: A LATINA FRATELLI D’ITALIA È IN RISSA, MA A CONTARE SONO LE POLTRONE PRESENTI E FUTURE

Danilo D'Amico, Enrico Tiero e Pino Sardelli
Danilo D'Amico, Enrico Tiero e Pino Sardelli

Attriti, schiaffoni, risposte alla stricnina, pizzini a mezzo stampa, eppure tutto sommato tutti zitti. In attesa del 2021, il centro-destra latinense bolle come il Vesuvio e, tra invidie, antipatie e bande in guerra, si tiene il cecio in bocca al fine di tornare a Piazza del Popolo da vincitore e riprendersi quello che gli è stato tolto nel 2016: il Comune di Latina, la piazza più ambita.

Il sindaco di Fondi Salvatore De Meo e il senatore Claudio Fazzone, entrambi di Forza Italia
Il sindaco di Fondi Salvatore De Meo e il senatore Claudio Fazzone, entrambi di Forza Italia

Dopo le segretarie e gli amici infilati nelle liste con la denuncia al napalm di Fazzone presto diventata solo un fuoco d’artificio una volta ottenuta la poltrona di Salvatore De Meo*, nel pianeta denominato centro-destra sono botte da orbi solo e rigorosamente su stampa, così chi deve capire capisce, meno gli elettori. Ma per loro c’è sempre tempo, tanto i jolly delle promesse in limine con le elezioni sono sempre le stesse, e pare funzionino da anni: un po’ di autostrada Roma-Latina (senza mai citare il pedaggio, sennò qualcuno si incazza), un po’ di aeroporto, un po’ di nuovo ospedale, un po’ di porto. La ricetta che non muore mai, salvo poi non concretizzarsi nulla.

Questa volta, a mostrare le unghie della contesa interna, è un altro partito dell’universo centro-destrista, quello che, presumibilmente, cercherà di affiancare, da alleato necessario, la Lega nella corsa alle amministrative di Latina tra due anni.
Per chi ancora non l’avesse capito, siamo in Fratelli d’Italia dove la sfida all’Ok Corral o, sarebbe meglio dire, la rissa all’ultimo tiero è servita. Nel senso di Enrico Tiero, il vicesegretario regionale di FdI che di colpo, qualche mese fa, è passato dal suo partito personale (almeno in provincia di Latina)  Cuori Italiani ai ranghi alti della compagine che fu di Pasquale Maietta; promosso, Fratone (come è amichevolmente canzonato), direttamente da Giorgia Meloni in persona nel quadro dell’annessione a livello nazionale del soggetto politico fondato da Gaetano Quagliariello. Ma a più di qualcuno, in FdI, l’ingaggio di Tiero all’interno del partito, insieme al suo sodale politico di sempre Gianluca Di Cocco, non è mai andato giù, anche alla luce del fatto che Tiero e Calandrini d’amore e d’accordo non sono mai andati, sin da tempi immemori, ossia da quando militavano nella Forza Italia di Silvio Berlusconi. Non si sono mai amati ma per ragioni di carriera politica hanno sviluppato la pazienza di chi sopporta che manco Giobbe e Sant’Agostino messi insieme.

FRATONI D'ITALIA MADE IN LATINA
Enrico Tiero e Nicola Calandrini

Però non sono tutti come loro due. Non va giù, infatti, questo Enrico Tiero, e allora ecco gli attacchi da quel di Ponza e Minturno ad opera, rispettivamente, del consigliere comunale sull’isola Danilo D’Amico e dell’ex vice-sindaco di Minturno Pino Sardelli. Quest’ultimo, in effetti, mette da parte la lingua del politichese felpato e, senza peli e ipocrisie, la tocca forte accusando Tiero di essere un navigante politico sgusciante da un partito all’altro: “Con Enrico Tiero parlerò dopo che si fermerà per almeno sei mesi in un partito“. Parole nette e neanche troppo velate verso un politico che, in effetti, di partiti ne ha cambiati quanti Bobo Vieri prima che mettese su la panza. Parole, d’altronde, sollecitate dalle dichiarazioni di Tiero che aveva provato a mettere a cuccia quelli da lui definiti semplici “aderenti” o al massimo “quadri” di partito e che no, non è merito loro se Fratelli d’Italia è andata bene alle Europee ma, al massimo, è merito dei nuovi ingressi. Tradotto: è merito mio.
Ma Sardelli, dicono in molti da Fratelli d’Italia, non si sa neanche che faccia abbia, non conta, eppure è riuscito in un sol colpo a dire ciò che molti pensano nel partito e a far incazzare i maggiorenti, il senatore Calandrini e il consigliere regionale Andrea Augello.

Roberta Angelilli
Roberta Angelilli

Il partito, però, è andato bene e avrebbe dovuto festeggiare un risultato ottimo alle appena trascorse Europee 2019, quando il sindaco di Terracina, Nicola Procaccini, è stato eletto con una marea di consensi che sono andati ben oltre il Tempio di Giove Anxur. E invece, di colpo, ecco esplodere il non detto, ma conosciuto, conosciutissimo, dopo che la campagna alle Europee ha visto Fratelli d’Italia spaccata tra chi, come il corpo centrale del partito retto da Calandrini, ha appoggiato Procaccini, e quei due, Tiero/Di Cocco, che hanno sostenuto, controcorrente, la loro compagna di sogni quagliarielliani (nel senso di Quagliariello, fondatore di Idea-Cuori Italiani) Roberta Angelilli europarlamentare per quattro mandati consecutivi, dal 1994 al 2014, e persino fu vicepresidente dell’Europarlamento.
Lo avrebbero fatto, dicono sia fonti interne che giornali e siti, per contrasti all’interno del partito, dove percepiscono un po’ di diffidenza e, allora, una prova muscolare di voti serve a zittire qualcuno che mormora, per adesso sottovoce, che sì, prima o poi, il Gatto e la Volpe (Tiero e Di Cocco) della politica latinense volteranno la gabbana e passeranno ai nemici/amici per necessità della Lega di Salvini la quale, per parte di bocca, è molto buona.
Ecco perché non è andato a genio il selfie che lo scudiero di Tiero, nonché portavoce comunale di FdI, Gianluca Di Cocco, si è sparato proprio il giorno prima delle elezioni europee, il 25 maggio, di fianco a Fulvio Conti, collaboratore di Angelo Tripodi in Regione Lazio, e convinto di poter giocare un ruolo importante nel processo leghista alle Comunali latinensi del 2021. Perché l’alleanza della Lega per le Comunali si deve fare, ma a deciderlo è la Meloni, Augello, o al massimo Calandrini, non Di Cocco o Tiero. Epperò quei due, il Gatto e la Volpe, i voti, circa tremila, ce li hanno fissi a Latina, e fanno gola, quindi se decidono qualcosa li si ascolta. Che piaccia o no.

Fulvio Conti
Fulvio Conti (a destra) e Gianluca Di Cocco (a sinistra) nello scatto del 25 maggio, il giorno prima delle elezioni europee. Prove tecniche di alleanza Lega-Fratelli d’Italia?

Ma perché, ci si chiederà, in un partito come Fratelli d’Italia, dopo un successo del genere, si litiga così astiosamente in quel della provincia di Latina? I motivi sono sempre gli stessi: tutti cercano di posizionarsi all’inizio della corsa per Latina 2021, e per le altre tornate elettorali amministrative, in prima, seconda, massimo terza fila. Ciò che invero deve apparire sono solo i comunicati a mezzo stampa dei capi come Andrea Augello che parla addirittura di “quinte file del partito in provincia di Latina” che hanno osato rilasciare “dichiarazioni velenose e ridicole contro Enrico Tiero“, dopo che anche il senatore Nicola Calandrini aveva sculacciato i dissidenti, in teoria dalla sua parte, ammonendoli e mettendoli in guardia: nessuna polemica, altrimenti di poltrone, o anche semplici comò, non li vedete neanche con il binocolo. O quasi. E Calandrini, navigato ed esperto, parla a nuora (Minturno e Ponza) perché suocera (Latina) intenda.
Tiero, pare dire Calandrini, è un fastidio necessario e chiunque non abbia lo stomaco per mandarlo giù è fuori. Almeno dai posti che contano.

Eppure Danilo D’Amico, il consigliere di Ponza che oggi è definito da Augello come una ballerina di quinta fila, solo pochi mesi fa era proprio al centro del palcoscenico. Altro che quinta fila! Giorgia Meloni in carne, ossa e social (vedi a seguire) lo citò dal suo profilo personale solidarizzando con lui e annunciando una denuncia dopo che D’Amico era stato picchiato da “un gruppo di vigliacchi” (cit. Meloni).

Acqua e gloria passata, si sarà detto il buon D’Amico costretto a beccarsi dal senatore Calandrini il niet. Se ti picchiano sei quasi come Impastato, ma se dici qualcosa contro Tiero vai a casa, te e quell’altro che sta a Minturno.
E in un sol colpo, le dichiarazioni ai giornalisti si evaporano, i propositi di chi aveva preso coraggio a Latina contro Tiero leader si offuscano, e non resta allora che farsi un bel tuffo nel mare di Ponza o una passeggiata sul lungomare di Scauri, tanto a decidere, come se ci fosse stato bisogno ancora di provarlo, sarà Giorgia che sta a Roma e dai social vede tutto meglio.

* AGGIORNAMENTO: è notizia di ieri che la Corte di Cassazione, dopo avere effettuato il conteggio di verifica sui verbali delle elezioni del 26 maggio scorso, ha stabilito che sarà Salvatore De Meo a dover aspettare gli esiti della Brexit e non più Matteo Adinolfi che diventa, così, parlamentare europeo da subito

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