OPERAZIONE COAST TO COAST: APPELLO RIDUCE CONDANNE, CADONO ACCUSE DI ESTORSIONE E USURA

Corte d'Appello di Roma
Corte d'Appello di Roma

Operazione Coast to Coast: la sentenza di Appello tra assoluzioni e riduzioni pena. Cadono le accuse di usura ed estorsione

Bisognerà attendere 90 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza con la quale all’udienza di ieri, 8 giugno, la Corte di Appello di Roma ha stravolto la sentenza emessa dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cassino il 7 gennaio del 2021.

Nella sua requisitoria dinanzi il Gup di Cassino, il Pubblico Ministero Eugenio Rubolino ricostruì, così come la voluminosa ordinanza di custodia cautelare, notificata agli indagati nell’estate 2019, ipotizzando gravi reati: detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, usura ed estorsione. Per la Procura si trattava di una vera e propria organizzazione criminale.

Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera aveva, infatti, condannato un 30enne di Fondi a 2 anni di reclusione e 6.000 euro di multa, un 33enne di Cassino a 1 anno e 4 mesi di reclusione. Per un 32enne giovane imprenditore di Formia, che oltre ad imputazioni di droga era anche imputato per il reato di usura ed estorsione quale effetto della condotta usuraia, destino diverso: assolto dal reato di usura, ma ritenuto esistente il reato di estorsione, è stato condannato alla pena complessiva di 4 anni di reclusione.

Nel corso dell’udienza di ieri, 8 giugno, dinanzi al collegio della IV° Sezione penale della Corte di Appello di Roma, presieduta dal Giudice Annamaria Acerra, a latere i giudici Mariani e Ghedini Ferri, nonostante la richiesta del Procuratore Generale di integrale conferma della sentenza emessa in primo grado, in seguito ad una articolata discussione del collegio difensivo, composto dagli avvocati Gianrico Ranaldi, Vincenzo Macari, Giulio Mastrobattista, Antonio Simoncelli e Matteo Macari, vi è stato un esito processuale diverso.

Dopo oltre 3 ore di camera di consiglio, la Corte d’Appello ha sensibilmente ridotto le pene: per il 30enne di Fondi 1 anno e sei mesi di recluso; per il 33enne di Cassino 1 anno di reclusione; infine per il giovane imprenditore formiano, attivo nel campo della termoidraulica e, all’epoca dei fatti, dipendente di banca incensurato, dopo l’assoluzione dal reato di usura in primo grado, è arrivata l’assoluzione anche dal reato di estorsione. L’imputato aveva sempre negato con forza questa ipotesi dell’accusa.

Il 32enne formiano ha ottenuto la riduzione della pena a 2 anni e 6 mesi di reclusione, già interamente scontati. Dopo la pronuncia della sentenza l’uomo, in accoglimento dell’istanza dei difensori Macari e Simoncelli, è stato immediatamente rimesso in libertà dalla Corte.

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