METRO BLUFF, IL COMITATO METROBUGIA METTE IN RIGA ZACCHEO

metro

Dopo la prescrizione di Zaccheo e degli altri coinvolti nella vicenda metro, arriva la nota del Comitato Metrobugia grazie al quale la questione metro leggera è stata dispiegata in tutte le sue contraddizioni, nei suoi sprechi e nel cortocircuito logico di un’opera sin dal principio farsesca. Nel giorno della conferenza stampa di Zaccheo, il Comitato Metrobugia mette in riga le fasi della vicenda e smentisce l’ex sindaco su tutta la linea

LA NOTA – Alcune considerazioni a seguito della prescrizione del procedimento penale a carico dei 10 imputati nella vicenda metro e della conferenza dell’ex Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo.

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Va premesso che il comitato Metrobugia si è costituito nel 2007 con l’obiettivo di informare la cittadinanza, gli organi e Autorità competenti per evidenziare le enormi problematiche tecniche ed economico finanziarie relativamente alla “metro”. Su questo ci siamo battuti per anni, ci piace pensare contribuendo in maniera determinante a fare emergere tali problematiche a tutti i livelli fino al Ministero dei Trasporti e così, come logica conseguenza, a fermare l’opera.

Lo scopo del comitato si può dire concluso positivamente già nel 2012 quando il Ministero, da noi sollecitato e accortosi delle enormi incongruenze, ha sospeso i pagamenti pubblici, purtroppo dopo aver già corrisposto il primo SAL pari a circa 5 milioni di euro.

vincenzo zaccheo e il caso metro latina

Alla fine è andata anche piuttosto bene, in quanto in virtù di un piano economico finanziario non verificato e inattuabile, unitamente ad una convenzione che prevedeva le insufficienze economiche di gestione dell’opera a carico del Comune di Latina, si sarebbe creato un buco economico nelle casse comunali di gran lunga superiore e non sopportabile.

L’inchiesta penale della Procura di Latina prima e di Roma poi, caduta in prescrizione, riprendeva sostanzialmente i fatti più volte enunciati dal comitato. Pur non avendo nulla di personale con i soggetti coinvolti, spiace constatare che, come spesso accade, siano alla fine i cittadini a pagare le “disattenzioni” di altri

Passando ora nel merito della conferenza, bisogna rammentare che sebbene Zaccheo sostenga che il reato a lui contestato sia del 2011, periodo in cui non ricopriva più la carica di Sindaco, i capi di imputazione consistenti in “artifici e raggiri” elencati dalla Procura “che inducevano in errore il CIPE, Cassa Deposito e Prestiti, Ministero dei Trasporti e Comune di Latina”, poi prescritti, in realtà partono dal 2004 in poi, durante il suo mandato.

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Non vogliamo qui ripercorrere nuovamente l’incredibile iter della “metro” tra piano economico finanziario artificioso con contributo chilometrico regionale spropositato e soprattutto mai verificato e autorizzato, convenzione con rischi pesantissimi a carico del Comune di Latina a fronte di entrate utopiche, realizzazione di vagoni senza l’apertura dei cantieri, pagamento del 1° SAL e richiesta di pagamento del 2° SAL a fronte di verbale di inizio lavori irrintracciabile, cronoprogramma stravolto e mancata progettazione esecutiva dell’opera.

Prendendo a riferimento le stesse parole di Zaccheo, ci permettiamo però di puntualizzare un nodo cruciale della vicenda “metro”, che poi è anche il motivo fondamentale per cui si è giunti inevitabilmente allo stop, con conseguente sperpero di denaro pubblico.

L’ing. Massimo De Simone, presidente del Comitato Metrobugia

Sostiene Zaccheo, rispondendo a domanda di un giornalista, che se diventasse nuovamente Sindaco, si adopererebbe per “trattare” con il Presidente della Regione Lazio e con i responsabili del Ministero per fare in modo che i contributi economici ai trasporti possano sostenere i costi di gestione dell’opera.

La procedura corretta per il finanziamento e la sostenibilità delle opere pubbliche però non è certo questa e ciò ci dà anche modo di precisare ancora una volta un concetto che noi riteniamo di fondamentale importanza.

La fattibilità tecnica ed economica di un’opera pubblica va infatti verificata in precedenza ed è precisamente nel piano economico finanziario che si devono definire entrate e uscite certe e non presunte o peggio ancora immaginarie. Pertanto, la sostenibilità di un progetto pubblico va analizzata prima di affidare l’opera, di stendere un piano economico finanziario non verificato, stipulare il contratto tra Committente e Appaltatore, e addirittura nel caso specifico realizzare i vagoni e pagare SAL.

Noi riteniamo che un buon amministratore, alla stregua di un buon padre di famiglia, questo dovrebbe sapere e mai scordare, poiché, al là degli aspetti penali e dell’avvenuta prescrizione, il rischio poi consiste nel prodursi di un danno economico ed erariale a carico del cittadino.  

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