LATINA, ALBA PONTINA E IL MOVIMENTO 5 STELLE CHE NON C’È

in Attualità

È in corso a Latina il processo conseguente all’indagine “Alba pontina”, che vede imputati alcuni dei componenti del Clan Di Silvio.

Tra i testimoni spicca il nome del collaboratore di giustizia Renato Pugliese, figlio di Costantino Di Silvio detto Cha Cha, e proprio le sue dichiarazioni riguardano i legami del clan con la politica.

La vicenda ha destato anche l’interesse nazionale, tanto che il Senatore del M5S Nicola Morra, Presidente della Commissione Antimafia, ha parlato di “quadro inquietante” e di “caso Latina”.

Renato Pugliese
Renato Pugliese

Ne abbiamo già parlato nell’articolo pubblicato il 28 novembre scorso dal titolo “Morra: il clan Di Silvio a Latina ha dialogato con parti importanti della politica“.

È opportuno ritornare però sull’argomento, riportando le dichiarazioni del Senatore M5S:

Il clan Di Silvio a Latina, in questi anni, ha dialogato con parti importanti della politica e del calcio locale. Chiederò, nel prossimo ufficio di presidenza della commissione antimafia, di aprire un’indagine sul caso Latina ascoltando anche i candidati sindaci delle precedente elezioni amministrative. La commissione antimafia acquisirà anche il resoconto del processo Alba Pontina di martedì scorso (n.d.r. 26 novembre) nel quale è stato ascoltato il collaboratore di giustizia Renato Pugliese”.

C’ERANO UNA VOLTA GLI ATTIVISTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

È molto apprezzabile che il Presidente della Commissione Antimafia si occupi del caso Latina e ne faccia oggetto di una indagine parlamentare.

Tuttavia, vanno fatte presenti due cose:

  • negli anni in questione c’è stato a Latina chi ha denunciato pubblicamente, ancor prima dell’inchiesta “Alba Pontina”, i legami della criminalità organizzata locale con pezzi della politica e con il Latina Calcio;
  • coloro che lo hanno fatto sono stati attivisti del MoVimento 5 Stelle e ve ne è corposa testimonianza (leggi qui, qui e qui solo alcuni degli articoli più rilevanti).

Pertanto il Senatore M5S Nicola Morra, proveniente dalla Calabria e quindi con scarsa conoscenza delle vicende pontine, oltre a fare bene, come sta peraltro facendo, il Presidente della Commissione Antimafia, dovrebbe porsi delle domande da attivista di lunga data del M5S.

Nicola Morra, senatore M5S Presidente della Commissione parlamentare Antimafia

Come mai proprio a Latina dove gli attivisti iscritti al M5S si sono distinti per le loro coraggiose denunce sulla collusione criminalità organizzata locale/politica/Latina Calcio, il MoVimento 5 Stelle è completamente assente dalla scena politica?

Come mai, proprio ora che con il processo “Alba Pontina” vengono alla luce situazioni, fatti e circostanze già denunziate dagli attivisti pentastellati, a Latina non c’è alcun esponente locale M5S che dia il giusto risalto alle dichiarazioni rese da Nicola Morra?

LA POLITICA DEL CHI SE NE FREGA DEI TERRITORI

La risposta è estremamente semplice e sta nel titolo del presente paragrafo.

Il M5S non ha dimostrato in questi anni di avere molto attenzione per i territori, limitandosi soprattutto ad una politica su base nazionale. A dire il vero il risultato elettorale delle politiche del marzo 2018 ha dato ragione ai vertici del Movimento, ma è sbagliato darsi unicamente obiettivi immediati e di breve respiro senza costruire le fondamenta di un progetto politico. 

Non è concepibile che un partito/movimento che ha ricevuto un ampio consenso dagli italiani operi in assenza della benché minima struttura territoriale.

Il M5S ha un capo politico, i parlamentari e una sovrastruttura chiamata Staff, con la quale solo in pochissimi riescono a interloquire. Non c’è però alcun organismo di base in qualche modo riconosciuto, né tantomeno qualche forma di struttura intermedia. Si tenta di sfuggire alle critiche di mancanza di democrazia interna improvvisando ogni tanto qualche votazione sulla piattaforma Rousseau, alla quale partecipano sempre meno iscritti.

IL M5S E IL CASO LATINA

È ovvio che se pensi di fare politica in questo modo non puoi fare a meno di commettere gravi errori politici sui territori, come avvenuto a Latina.

Pietro Dettori e Davide Casaleggio, parte dello Staff che guida il M5S

ELEZIONI COMUNALI DEL GIUGNO 2016

Una delle liste presentate allo Staff per la richiesta di certificazione, quella con Bernardo Bassoli (ndr: ci scuserà, conoscendo Bernardo, che scrive su Latina Tu, se lo citiamo ma la cosa è necessaria) candidato Sindaco, era proprio espressione di quell’attivismo che si era molto impegnato nel corso degli anni in denunce sulle collusioni tra criminalità organizzata locale e pezzi importanti della politica.

Lo Staff, entità senza volto né voce, che comunica le proprie decisioni online senza ritenere di dare alcun tipo di giustificazione, all’epoca si limitò a scrivere sul Blog che a Latina non ci sarebbe stata alcuna lista M5S.

Viene spontanea una riflessione.

Se nel Consiglio Comunale di Latina fosse stato presente il M5S, la ricaduta politica in città dell’iniziativa del Senatore Nicola Morra sarebbe stata amplificata.

ELEZIONI POLITICHE DEL MARZO 2018

Il M5S organizzò le cosiddette “parlamentarie” sulla piattaforma Rousseau.

I più votati in provincia di Latina sono tutti candidati espressione della lista con Bernardo Bassoli candidato sindaco (non certificata nel 2016), e precisamente: Bernardo Bassoli stesso alla Camera dei Deputati, Gianluca Bono al Senato e Valeria Scognamiglio il candidato donna  più votata al Senato. (Bono non diventerà senatore solo per via della regola dell’alternanza uomo-donna che lo penalizzerà; Scognamiglio non diventerà senatrice solo perché inserita su un collegio romano invece che su quello di Latina, dove sarebbe stata eletta. Al suo posto entra Marinella Pacifico, che aveva preso meno voti, di cui Latina Tu ha parlato negli articoli: “Le Terme di Fogliano e il paradosso del Movimento 5 Stelle” del 16/1/2019; “Marinella Pacifico…diversamente parlamentare” del 3/2/2019)  

Appena due giorni prima della presentazione ufficiale delle liste ci si accorge che il nome di Bernardo Bassoli è stato misteriosamente cancellato dall’elenco, senza che l’interessato sia stato avvertito e gli sia stata data alcuna spiegazione. Di fronte alle proteste degli attivisti di Latina il M5S fa marcia indietro, ma a quel punto Bassoli, di fronte al secondo comportamento ostile nei suoi confronti in poco tempo, rifiuta di essere inserito e rinuncia, di fatto, ad un posto in Parlamento.

Anche in questo caso viene spontanea una riflessione.

Di fronte all’iniziativa del Senatore M5S Nicola Morra di portare in Commissione Antimafia il caso Latina, immaginate quale ricaduta politica avrebbe potuto avere per il M5S la presenza in Parlamento di un deputato M5S (Bernardo Bassoli appunto) che più di tutti si era battuto contro le commistioni tra criminalità organizzata locale e politica.

Marinella Pacifico
Marinella Pacifico

Da sottolineare che l’unica parlamentare M5S di Latina, la senatrice Marinella Pacifico (come abbiamo visto rocambolescamente eletta a marzo 2018), non ha proferito parola sull’argomento.

Del resto cosa ci si può aspettare da un personaggio politicamente squinternato come lei? In pochi anni ha scritto un cospicuo numero di incredibili stupidaggini su Facebook: a) nonostante le smentite del diretto interessato, ha farneticato che sarebbe stata lei a riportare vivo in Italia il nostro concittadino Roberto Berardi, imprenditore arrestato nella Guinea Equatoriale; b) da insegnante di materie tecniche presso un Istituto Tecnico di Cisterna ha sentenziato che i vaccini non servono e si deve mangiare solo ed esclusivamente frutta;  c) senza specificare alcuna fonte, documento o comunque argomentare ha bollato Roberto Saviano come massone e Laura Boldrini come sionista; d) ha dato credito alla tesi dello sconosciuto “Italian Hoax Watch”, secondo cui gli attentati di Parigi (Bataclan, ristorante Le Petit Cambodge, Stadio Saint Denis ecc.) sarebbero una colossale frode, ovvero un’operazione d’ingegneria sociale finalizzata al controllo strategico e psicologico delle masse costruita dai servizi segreti israeliani e francesi e volgarmente truccata dai media.

ATTIVISMO MORTIFICATO

È evidente quindi che a Latina (come in altre parti d’Italia) l’impegno degli attivisti è stato mortificato.

Per rimanere in ambito provinciale, pure ad Aprilia gli attivisti sono stati mortificati. 

In una città dove è forte la presenza della criminalità organizzata e vi sono collegamenti con la politica (richiamiamo sul punto l’articolo pubblicato il 22 novembre scorso “Ndrangheta, sequestro Cangemi. Come “prestanome” anche il dirigente UGL“), in una città dove il M5S ha ottenuto il 35% alle politiche 2013 e il 45% alle politiche 2018, è stata negata la certificazione sia alle elezioni comunali del 2013 sia a quelle del 2018.

RIFLESSIONI PER ELETTORI, SIMPATIZZANTI E GIÀ ATTIVISTI M5S

In sostanza fino ad oggi, ma non si vedono segnali di inversione di tendenza, il M5S ha volutamente abdicato a quello che sarebbe dovuto essere il proprio ruolo sul territorio pontino.

Tale circostanza deve indurre elettori, simpatizzanti e gli attivisti di una volta (a Latina attualmente l’unica titolata a  parlare a nome del M5S è la senatrice Marinella Pacifico) a porsi delle domande in vista delle prossime elezioni comunali del 2021.

Zaccheo-Meloni-Maietta
L’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e l’ex parlamentare, assessore al Bilancio e Presidente del Latina Calcio, Pasquale Maietta

Come abbiamo evidenziato in numerosi articoli (tra i tanti ricordiamo Lega made in Latina del 22/10/2018, Fratoni d’Italia made in Latina del 13/12/2018, Lega made in Latina rispolvera Vincenzo Zaccheo dell’11/3/2019, Il grande bluff della metro…e i responsabili vogliono tornare a comandare a Latina del 5/10/2019, Dopo il deposito della sentenza sul clan Di Silvio rimane la questione politica del 2/11/2019, Ndrangheta, sequestro Cangemi. Come prestanome anche il dirigente UGL), la Lega e Fratelli d’Italia, che si candidano a governare Latina

  • hanno al loro interno importanti esponenti che hanno già malamente amministrato la città nel periodo Zaccheo/DiGiorgi ricoprendo ruoli rilevanti in entrambe le amministrazioni
  • non sono né sono stati avulsi da “legami” con personaggi vicini alla criminalità organizzata locale.

Di fronte a tale incombente pericolo (visti anche i deludenti risultati di LBC, nonché l’inconcludenza, l’inaffidabilità e la perenne litigiosità del PD di Latina)

  • È accettabile rimanere inerti ad aspettare che la sovrastruttura chiamata Staff decida se certificare o meno una lista, magari arrivando a farlo, come avviene solitamente, gli ultimi giorni prima della presentazione delle liste?
  • Oppure è più logico incominciare subito in maniera autonoma ad organizzarsi con vero ed autentico spirito civico per offrire alla città di Latina una valida alternativa?

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