Tragico incidente sul lavoro a Latina: a maggio 2022, un uomo di 36 anni morì a Borgo Sabotino in strada mentre era al lavoro su un impianto fotovoltaico
Si sono costituiti come parti civili i parenti dell’uomo che, a maggio 2022, rimase folgorato mentre lavorava nell’impianto fotovoltaico a Borgo Sabotino. È stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, ad accogliere la costituzione dei genitori, del nipote e delle due sorelle del 36enne Boris Kandjikov, assistiti dall’avvocato Femina De Bonis. L’udienza preliminare è stata rinviata al prossimo 1 ottobre.
Era successo nel primo pomeriggio dell’11 maggio 2022, alle ore 14, quando in Strada Astura, ancora nel comune di Latina, a Borgo Sabotino, l’uomo era rimasto folgorato ed era morto.
Di origine bulgare, Boris Kandjikov, regolarmente assunto in una ditta pugliese che si occupa di manutenzione e impiantistica, stava operando su un impianto fotovoltaico del luogo e la sua morte era stata provocata da una scossa elettrica. I soccorsi erano stati chiamati da alcuni colleghi che hanno rinvenuto il corpo esanime e semi-carbonizzato dopo che non avevano avuto più sue notizie dal giorno prima.
Sul posto l’ambulanza del 118, ma per l’uomo, che viveva a Sermoneta Scalo, non c’era stato niente da fare. Accorsi anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri che, sin da subito, hanno avviato le indagini per ricostruire quanto successo.
“Il nostro intervento – fecero sapere i Vigili del Fuoco – si è reso necessario per recuperare il corpo in sicurezza e metterlo a disposizione delle autorità competenti che dovranno accertare l’esatta dinamica dell’evento”.
Sul posto, anche l’Ispettorato Territoriale del Lavoro. La Procura di Latina, con il sostituto Giuseppe Bontempo, aveva aperto un fascicolo d’indagine che ha fatto chiarezza sulla natura dell’incidente. Nel registro degli indagati era stato iscritto il titolare della società dove lavorava il 36enne. Reato ipotizzato: omicidio colposo.
Ora, a distanza di sei anni, la Procura, dopo aver chiuso l’inchiesta, per un uomo e una donna entrambi di Bari, responsabili della società e del cantiere, rispettivamente di 46 e 39 anni: devono rispondere entrambi di omicidio colposo.
A chiudere il cerchio sulle indagini oltreché ai Carabinieri della Stazione di Borgo Sabotino, anche l’Ispettorato del Lavoro e lo Spresal dell’Asl di Latina. La consulente medico-legale della Procura, Maria Cristina Setacci, aveva spiegato nella sua perizia che l’uomo era morto a fronte della scossa elettrica subita. Disposta dalla Procura anche una perizia tecnica per verificare le modalità con cui l’operaio, insiemi ai suoi colleghi che avevano avvertito i soccorso in quel tragico giorno, stavano lavorando.
