DIRTY GLASS, LA STRETTA DELLA DDA SU IANNOTTA E LA LEGA DI LATINA

Orlando Angelo Tripodi consigliere regionle della Lega e Claudio Durigon, ex sottosegretario al Ministero del Lavoro (Lega)

Dirty Glass: l’inchiesta che ha fatto cadere l’imprenditore sonninese Luciano Iannotta presenterebbe risvolti sul massimo esponente della Lega in terra pontina, l’ex sottosegretario al Ministero del Lavoro e attuale deputato Claudio Durigon (che risulta non indagato)

Ancora rapporti opachi tra imprenditori, criminalità e la Lega di Latina. Questo sarebbe, come riportato da La Repubblica, uno dei principali filoni sui quali gli investigatori della Squadra Mobile di Latina indagano seguendo il tragitto dei soldi di Iannotta. L’ipotesi è quella del riciclaggio: capire dove è andato a finire il denaro, proveniente dalla criminalità organizzata (in particolare, la camorra, avendo, Iannotta, rapporti con un pezzo da novanta come Pasquale Pirolo), che l’ex Presidente del Terracina Calcio nonché ex capo di Confartigianato Imprese Latina avrebbe ripulito.

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E tra i passaggi tracciati ci sarebbero, secondo La Repubblica, i movimenti di un giovane leghista, impegnato a Latina sul versante sportivo e commerciale. Un nome che non è nuovo essendo stato citato anche da Agostino Riccardo, il pentito ed ex affiliato al Clan Di Silvio. Il leghista avrebbe lavorato anche in una società di Luciano Iannotta.

D’altra parte, come riportava Latina Tu, già l’anno scorso, Durigon mise alla guida di un settore dell’Ugl laziale un altro giovane gravitante nel mondo Lega: quel Simone Di Marcantonio, amico almeno all’epoca di Fanti, ritenuto dalla DDA romana prestanome di Sergio Gangemi il pregiudicato condannato recentemente per estorsione mafiosa, la cui famiglia è considerata contigua alle ‘ndrine calabre.

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Tornando al giovane leghista, molto vicino a Durigon, sarebbe stato lui ad avvicinare quest’ultimo a Iannotta. Gli inquirenti, infatti, starebbero verificando chi abbia pagato le feste elettorali, più il caso di un appartamento nel centro di Latina, nel palazzo “Pegasol”, che l’imprenditore arrestato avrebbe messo a disposizione dell’ex sottosegretario e dei dirigenti della Lega di Latina.
C’è da aggiungere che dalle dichiarazioni rese alla magistratura, dopo gli arresti, da Natan Altomare, ex braccio destro di Luciano Iannotta, c’è la conferma che il medesimo Altomare aveva messo a disposizione agli uomini della Lega, durante le elezioni politiche 2018, un locale su Via del Lido: lo Chalet Cafè.

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Ad ogni modo, secondo La Repubblica, il giovane leghista, che sarebbe stato il collante tra Durigon e Iannotta, avrebbe fatto visita in carcere per molto tempo ad Antonello Tozzi, pregiudicato di Latina che scontava una condanna a 26 anni di reclusione per l’omicidio, in concorso con Giuseppino Pes e Alessandro Artusa, di Francesco Saccone, esponente della criminalità campana (area di Benevento), ucciso a Latina in piazza Moro 22 anni fa per questioni afferenti al narcotraffico: era il 17 marzo 1998.

Tozzi, in carcere, avrebbe intessuto, tramite cellulare, rapporti con un boss di camorra e, particolare più inquietante, avrebbe trovato lavoro, non appena uscito dalla patrie galere, grazie a Iannotta che lo ha inserito anche in Confartigianato come Direttore generale della Italyglass corporate spa.

Dal sito di Confartigianato, Tozzi risulta tuttora nell’organizzazione degli artigiani nonostante la guida dell’organismo sia stata assunta, come ricorda Clemente Pistilli autore dell’articolo su La Repubblica, da Fabrizio Lisi Generale di corpo d’armata della Guardia di finanza in congedo

Una Lega di Latina ai raggi x se si considera che nelle maglie dell’indagine Alba Pontina e delle dichiarazioni dei due pentiti Pugliese e Riccardo sono già finiti la lista “Noi Con Salvini” per le elezioni amministrative latinensi del 2016 (in particolare, l’europarlamentare Matteo Adinolfi e l’imprenditore Raffalele Del Prete) e il capogruppo in Regione Lazio Angelo Orlando Tripodi per cui saranno giudicati in udienza preliminare coloro che avrebbero lavorato per portargli i voti. In più, la DDA romana si sarebbe concentrata sulla figura di un agente di polizia vicino a Tripodi e a disposizione di Iannotta, in quanto segnalato tra quelli che frequentavano la sua casa.

E considerando che c’erano anche Carabinieri di un certo livello e agenti dei servizi segreti, il quadro si fa ancora più intricato e a tinte fosche.

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