Procura della Repubblica di Latina
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LATINA ALL’ASTA (terza parte)

in Giudiziaria/Politica

Come anticipato, pubblichiamo il documento inedito proveniente da una fonte estremamente autorevole che ha piena conoscenza dei fatti in questione.

Il documento è datato 10 ottobre 2013. Evidenziamo quindi, essendo un elemento rilevante, che è trascorso un considerevole lasso temporale rispetto ai fatti in questione (l’asta fallimentare Icos è del 5 giugno 2003, mentre la vicenda Pegasol risale al periodo 2004-2005).

L’autore del documento è il Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Giuseppe Bontempo, un magistrato molto apprezzato e stimato, che nell’esercizio delle sue funzioni deve valutare gli atti di un procedimento penale iscritto in data 11 febbraio 2013 nei confronti di quattro persone.

Anche in questo caso segnaliamo il lunghissimo periodo passato tra l’epoca dei fatti e l’iscrizione del procedimento penale.

Tra gli indagati c’è l’ex Sindaco Vincenzo Zaccheo per i reati di cui agli articoli 317, 318 e 321 del codice penale, vale a dire concussione e corruzione.

Vincenzo Zaccheo
Vincenzo Zaccheo

Riteniamo opportuno evidenziare come tale vicenda penale sia rimasta sconosciuta (a differenza di quanto solitamente avviene per situazioni in cui vi sono persone indagate), quasi come se Vincenzo Zaccheo godesse di una sorta di “protezione”, che gli ha consentito di risparmiarsi il clamore mediatico al quale sarebbe stato sottoposto. A proposito di “protezione” vi rimandiamo a quanto già scritto nell’articolo “Le verità nascoste” pubblicato da Latina Tu.

Diciamo subito, a scanso di equivoci, che il P.M. si pronuncia per la richiesta di archiviazione, però, anche se può sembrare paradossale, è proprio dalla lettura del documento che i dubbi sulla condotta di Vincenzo Zaccheo in merito alle operazioni immobiliari Icos e Pegasol aumentano. Anzi, nel documento in questione vengono rilevati elementi di opacità anche in relazione ad un’altra operazione immobiliare: l’acquisto dell’appartamento a Roma in Piazza Mignanelli (zona Piazza di Spagna), evento che risale al 30 dicembre 2005.

Perché quindi l’archiviazione?

Ovviamente la risposta, ineccepibile dal punto di vista giuridico, ce la fornisce lo stesso P.M.

Dopo aver evidenziato le varie anomalie che hanno caratterizzato le operazioni immobiliari in questione e aver parlato di un quadro indiziario che conformerebbe l’esistenza di un illecito accordo complessivo, molto opportunamente il Sostituto Procuratore ravvisa che sarebbero necessari ulteriori elementi di indagine.

Al tempo stesso però non può fare a meno di rilevare che dalla vicenda Icos sono passati più di dieci anni e da quelle Pegasol e Piazza di Spagna otto anni.

Palazzo Pegasol
Palazzo Pegasol

Ritorniamo quindi al discorso dell’enorme lasso temporale tra i fatti oggetto di indagine (2003-2005) e l’iscrizione del procedimento penale (11 febbraio 2013).

Ritorniamo quindi anche al solito discorso della “protezione”.

In ogni caso riteniamo che, dal punto di vista politico e amministrativo, quanto evidenziato nelle precedenti parti dell’inchiesta – Latina all’asta (prima parte) e Latina all’asta (seconda parte) – sia più che sufficiente per dare un giudizio sul Sindaco e sul politico Vincenzo Zaccheo.

Il documento che pubblichiamo rappresenta un’ulteriore e autorevole conferma dei nostri dubbi e delle nostre perplessità. 

Vi invitiamo a leggerlo con molta attenzione, perché, oltre a descrivere fatti ulteriori rispetto a quanto da noi pubblicato, fornisce interessanti spunti di riflessione e, per certi versi, offre uno spaccato della nostra città. 

PREMESSA ALLA PUBBLICAZIONE DEL DOCUMENTO

Il documento inizia riportando uno stralcio dell’informativa n. 202138 del 7 maggio 2013 della Guardia di Finanza, che noi non pubblichiamo, preferendo dare risalto alla sola parte in cui il P.M. svolge le proprie considerazioni.

La pubblicazione di questa parte è integrale. Per rendere più agevole la lettura, abbiamo inserito il grassetto in alcuni punti e abbiamo suddiviso il testo in paragrafi, ai quali abbiamo dato dei titoli.

A seguire il documento del 10.10.2013 redatto dal sostituto procuratore della Repubblica di Latina Dott. Giuseppe Bontempo.

PACTUM SCELERIS

Rilevato che gli elementi rappresentati (in minima parte fondati su fonti non suscettibili di utilizzo) sono indiziari rispetto all’esistenza di un pactum sceleris che ha determinato il condizionamento di tre gare pubbliche svoltesi negli anni tra il 2003 ed il 2005, quella relativa al palazzo ex ICOS, immobile gestito dal curatore del fallimento ICOS s.r.l. dott. Paolo Fontenova e che è stato aggiudicato al Comune di Latina; quella relativa alla locazione da parte del Comune di Latina di un immobile da adibire a Centro per l’Impiego, individuato all’esito della gara nel palazzo PEGASOL di via Duca del Mare e quella relativa alla ristrutturazione (ndr: si trattava in realtà di semplice messa in sicurezza contrabbandata per ristrutturazione) del palazzo ex ICOS aggiudicata alla ATI Edil Lazio s.r.1. e CO.GE.SE. s.r.l.

In particolare le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno evidenziato segnali di anomalia che hanno interessato tutte le gare in questione.

PALAZZO EX ICOS

In particolare per quanto riguarda la prima gara, quella relativa all’immobile ex ICOS va segnalato l’esposto, pervenuto il 06.10.2010, a firma di un esponente politico di rilievo come CIRILLI Fabrizio, attuale assessore all’ambiente e vicesindaco del Comune di Latina (ndr: il sostituto procuratore si riferisce all’amministrazione Di Giorgi) e in passato consigliere regionale e consigliere comunale del Comune di Latina (ndr: in realtà è stato assessore comunale allo Sport e Servizi Sociali nell’amministrazione Finestra), che ha evidenziato come il Comune, in persona del sindaco pro tempore on. Vincenzo ZACCHEO, si sia aggiudicata l’asta dopo numerose offerte in aumento rispetto al prezzo base per una somma pari a 2.525.000,00 euro (ndr: oltre IVA per un importo complessivo di 3 milioni e 30mila Euro) esattamente coincidente con il tetto massimo di spesa fissato dall’amministrazione comunale e segretato. Il tutto è avvenuto, come risulta dall’informativa della Guardia di Finanza dopo 27 rialzi da euro 25.000,00 ciascuno, alternati tra il Comune e la società De.Pi.Fo s.r.l., legalmente rappresentata da DE PAOLIS FOGLIETTA Emilio.

Sempre l’esposto di CIRILLI Fabrizio segnalava un ulteriore dato di anomalia, attinente alla circostanza che il Comune si era determinato all’acquisizione dell’immobile per un prezzo rilevante nonostante si trattasse di una struttura sostanzialmente in rovina e necessitante ingenti opere di ristrutturazione sulla base di protocolli di intesa che, tra la fine del 2002 e l’inizio del 2003, erano stati sottoscritti tra il Comune, l’Università La Sapienza ed il Provveditorato alla Opere Pubbliche della Regione Lazio, rappresentato da BALDUCCI Angelo ed inerenti il progetto di creare un polo universitario nel centro storico di Latina e di utilizzare allo scopo Palazzo M (sede all’epoca ed ancora oggi della Guardia di Finanza), con spostamento della Guardia di Finanza nell’immobile ex ICOS per il quale il Provveditorato alle Opere Pubbliche si impegnava a sostenere le spese di ristrutturazione. L’aggiudicazione dell’asta da parte del Comune pertanto avveniva in una situazione in cui il Provveditorato non aveva né individuato né tanto meno stanziato le somme necessarie per tenere fede all’impegno assunto relativamente alla ristrutturazione dell’immobile aggiudicato.

Ulteriori dati indiziari scaturiscono dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza all’epoca dei fatti nell’ambito del p.p. n.7364/04 RGNR Mod.44. La gara d’asta si era svolta il 5 giugno 2003 e la Guardia di Finanza nell’informativa n.1526/Sched. del 02.03.2005 rappresentava come i rilanci (per circa 700 mila euro, ndr: oltre IVA per un importo complessivo di 840mila Euro) che portavano il Comune fino all’estremo limite dello stanziamento previsto erano provenienti dalla citata De.Pi.Fo.s.r.l., società di Frosinone che si era costituita solo il 24.04.2003 e quindi poco più di un mese prima dell’asta.

Era stato sentito il legale rappresentante della De.Pi.Fo, DE PAOLIS FOGLIETTA Emilio il quale aveva dichiarato tra l’altro di avere avuto la notizia dell’asta dai giornali; di essersi messo in contatto con il curatore FONTENOVA Paolo attraverso tale PEPE Salvatore in circostanze già di per sé difficilmente credibili (“mi rivolsi al dott. Pepe Salvatore persona che conoscevo da circa due anni per motivi di lavoro, affinché mi mettesse in contatto, qualora a lui noto, con il dott. Paolo Fontenova”); di avere appreso dell’interesse del Comune il giorno prima dell’asta, all’atto del deposito della cauzione e di avere contattato mentre tornava a Frosinone l’avv. Pierluigi ANGELONI, che conosceva da circa dieci anni per motivi di lavoro, sapendo che svolgeva attività di consulenza per il Comune di Latina (e che, per una coincidenza sorprendente, era proprio il professionista incaricato dal Comune per la consulenza relativa all’immobile ex ICOS) (ndr: il consulente di Zaccheo per il Comune di Latina in relazione all’asta ex Icos era il fratello di Pierluigi, Giuseppe Angeloni); che si era accordato telefonicamente con l’avv. ANGELONI per un appuntamento nel tardo pomeriggio di quello stesso giorno; che pertanto era ripartito alla volta di Latina insieme al suo socio PIROLI ma durante il viaggio era stato sconsigliato da un non meglio identificato legale dall’incontrarsi con il legale di fiducia del Comune perché avrebbe potuto incorrere in una turbativa d’asta.

Le dichiarazioni di DE PAOLIS FOGLIETTA Emilio, nell’affannoso tentativo di dimostrare che non vi erano stati accordi sotto banco con il Comune, si scontrano con le dichiarazioni rese dall’avv. Giuseppe ANGELONI (non venne sentito all’epoca ANGELONI Pierluigi) che ha fornito tutt’altra versione dell’accaduto: questi infatti dopo avere confermato di avere assistito il Comune nella vicenda dell’acquisizione dell’immobile ex ICOS, ha negato ogni contatto con DE PAOLIS FOGLIETTA, prima dell’asta, ha riferito di avere visto insieme al fratello Pierluigi il DE PAOLIS FOGLIETTA in Tribunale il giorno dell’asta e che suo fratello gli disse che aveva avuto con lo stesso un contatto (non il giorno prima e per la vicenda che qui interessa) ma molto tempo prima ed in relazione ad una pratica di finanziamento; sempre l’avv. Giuseppe ANGELONI dichiarava anche, circostanza non priva di interesse in questa indagine, di essere legato da vincoli di stretta amicizia e collaborazione professionale con FONTENOVA Paolo, curatore del fallimento ICOS s.r.l., avendo condiviso con lui per molti anni lo studio professionale in Latina, via Pio VI.

PALAZZO PEGASOL

La vicenda descritta, come segnalato dalla Guardia di Finanza, si interseca piuttosto chiaramente con quella relativa all’immobile PEGASOL che ruota intorno agli stessi protagonisti dal momento che l’immobile, per come rappresentato nell’esposto di CIRILLI Fabrizio e confermato dalle indagini svolte, nel febbraio 2004 veniva ceduto nell’ambito della cessione del pacchetto di partecipazione al capitale della società proprietaria PEGASOL s.r.l. dalla Congregazione Cardinalizia Propaganda Fide, di cui BALDUCCI Angelo è stato consultore dal 1995 al 2010, ad una società immobiliare riconducibile a DE PAOLIS FOGLIETTA Emilio, ossia alla D.P.F.&C s.a.s. di CECCARELLI Luigina&C s.a.s. (soci CECCARELLI Luigina, DE PAOLIS FOGLIETTA Emilio, DE PAOLIS FOGLIETTA Luca, DE PAOLIS FOGLIETTA Giovanni).

CIRILLI Raffaele (ndr: Fabrizio) mette in evidenza la relativa esiguità del corrispettivo di 2.800.000,00 euro a fronte della cessione di uno stabile di otto piani in pieno centro storico utilizzabile per attività commerciali, per uffici e per edilizia residenziale.

A dire di CIRILLI, la proprietà dell’immobile, prima di Propagande Fidae era dell’avv. ANGELONI.

Depositario delle scritture contabili della PEGASOL s.r.l. e suo amministratore unico per circa vent’anni era FONTENOVA Paolo, il curatore del fallimento ICOS s.r.l.

A marzo 2005 il Comune di Latina procedeva ad indagine di mercato per individuare locali da destinare al Centro per l’Impiego. La Pegasol S.R.L., di proprietà della D.P.F.&C s.a.s. manifestava interesse proponendo un’offerta di € 10,00 al mq superata dalla Fogliano Immobiliare s.r.l. che all’apertura delle buste offriva una soluzione con richiesta di € 9,90 al mq. Tre mesi dopo l’apertura delle buste la PEGASOL s.r.l. riformulava l’offerta portandola ad € 9,50 e il Comune a dicembre 2005 deliberava di accettare l’offerta della PEGASOL s.r.l. e un’ulteriore delibera, volta ad estendere l’oggetto della locazione, interveniva in data 17.05.2007. Va ricordato ancora che in questa vicenda si colloca anche un’offerta per l’acquisto dell’immobile PEGASOL, superiore a quella della D.P.F.&C s.a.s. e poi ritirata, da parte di una cordata di imprenditori rappresentata da PINNA Italo e della quale facevano parte i fratelli ANGELONI. La circostanza risulta dalle dichiarazioni rese da GARSIA Salvatore, titolare dell’agenzia immobiliare incaricata della vendita dell’immobile nel p.p.7464/04 RGNR Mod.44 (“mi recai presso lo studio del dr. FONTENOVA che su mia richiesta mi confermò la notizia della vendita dell’immobile e mi fissò un appuntamento a Roma con la proprietà, la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli…nel giugno 2003 ricevetti una prima proposta di acquisto al prezzo di € 2.584.000,00 da una società campana…ricevetti una seconda proposta di acquisto al prezzo di € 3.100.000 da una cordata di imprenditori locali rappresentata da Italo PINNA che confidenzialmente mi riferì alcuni nomi di questa cordata di cui facevano parte anche i fratelli ANGELONI. Proposta questa che, sebbene accettata dalla Congregazione, rimase senza esito in quanto i potenziali acquirenti si ritirarono dalla trattativa”).

Ulteriore profilo di anomalia discende dalla circostanza che mentre DE PAOLIS FOGLIETTA Emilio ha riferito alla Guardia di Finanza (sempre nel p.p. 7464/04 RGNR Mod.44) di essersi interessato all’immobile PEGASOL avendo ricevuto una proposta da GARSIA Salvatore, quest’ultimo ha affermato che il contatto era avvenuto a parti invertite essendo stato PEPE Salvatore (già intermediario nell’affare ex ICOS) ad interessarsi all’acquisto per conto di una società di Frosinone, poi risultata essere la D.P.F.&C s.a.s.

APPARTAMENTO A ROMA – PIAZZA MIGNANELLI

Sempre nello stesso periodo (dicembre 2004) veniva aggiudicato l’appalto per la ristrutturazione del palazzo ex ICOS ad un’ATI composta dalle società Edil Lazio s.r.l. e CO.GE.SE s.r.l. Amministratore unico della Edil Lazio s.r.1. è risultata essere PINNA Georgia, figlia dell’imprenditore a capo della cordata che aveva ritirato l’offerta relativa all’immobile PEGASOL in favore del gruppo DE PAOLIS FOGLIETTA, e soggetto certamente vicino al sindaco ZACCHEO come si vedrà di qui a poco.

Il cerchio va in qualche modo a chiudersi, nell’ipotesi investigativa, con la compravendita con cui ZACCHEO Martina, figlia del sindaco pro tempore di Latina, ha acquistato il 30.12.2005 un appartamento nel pieno centro di Roma, in Piazza Mignanelli, a pochi metri da Trinità dei Monti e dalla sede di Propaganda Fide, per il prezzo apparentemente conveniente di 515.000,00 euro.

L’appartamento, nell’ambito della dismissione del patrimonio immobiliare dell’Inail, veniva ceduto dalla SCIP – Società per la cartolarizzazione degli immobili pubblici – ad un’associazione sportiva, la ASI di cui amministratore era ZACCHEO Carlo Alberto, che a distanza di otto giorni dall’ acquisto lo vendeva a ZACCHEO Martina. L’operazione però, sebbene interessasse zio e nipote, avveniva con un passaggio intermedio perché l’ASI conferiva una procura speciale di particolare ampiezza (“affinché in nome e per conto dell’associazione mandante venda a chi crederà, al prezzo ed alle condizioni che riterrà più convenienti, l’immobile attualmente di proprietà dell’INAIL sito nel comune di Roma Piazza Mignanelli n.3”) a Pinna Georgia, già citata come amministratore della Edil Lazio s.r.l. aggiudicataria dei lavori di ristrutturazione del palazzo ex ICOS.

CONCLUSIONI

Orbene, le versioni degli interessati non consentono, proprio in ragione delle contraddizioni rilevate, una ricostruzione compiuta delle tre operazioni. È vero anche che, da un punto di vista logico, tali contraddizioni non sembrerebbero avere ragion d’essere se tutto fosse avvenuto in modo lineare, il che confermerebbe il quadro indiziario in merito all’esistenza di un accordo complessivo per indirizzare le gare allo scopo di raggiungere obiettivi prestabiliti (consentendo a ciascuno dei protagonisti di ottenere il suo tornaconto attingendo alle risorse pubbliche provenienti dal Comune e, almeno potenzialmente, dal Provveditorato alle Opere Pubbliche).

E tuttavia, anche premesse tali considerazioni, non può che concludersi, nella prospettiva dell’attuale fase storica, che tutto il quadro rappresentato, fondato su elementi indiziari (già valutati da codesto Giudice per le Indagini Preliminari come “elementi di sospetto più che veri e propri indizi di reato”), dà adito a sospetti che tuttavia non assurgono a valore di prova; la risalenza dei fatti inoltre non consente di ravvisare la concreta possibilità di esperire utili attività di indagine, come evidenziato nel provvedimento di codesto Giudice per le Indagini Preliminari in data 17.05.2013.

                                                                                                      visto

l’art. 408 c.p.p.

                                                                                                  CHIEDE

disporsi l’archiviazione del presente procedimento.

Manda alla Segreteria per gli adempimenti di competenza.

Latina, 10 ottobre 2013

 

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