Vincenzo Zaccheo
Vincenzo Zaccheo

LATINA, LE VERITÀ NASCOSTE

in Giudiziaria/Politica

In Italia ci sono città che per lungo tempo sono state segnate dal malaffare e dai rapporti di connivenza tra politica e criminalità organizzata.

Vito Cianicimino

Ne è un esempio, per tornare indietro negli anni, la Palermo del sindaco Ciancimino, di cui ora sappiamo moltissimo e in relazione alla quale si è arrivati  a processi e sentenze. Un esempio più recente è quello del cosiddetto “mondo di mezzo” a Roma e del clan Spada ad Ostia. Anche in questi casi la legge è intervenuta, la giustizia sta facendo il suo corso e l’opinione pubblica è informata su quanto è avvenuto.

Ci sono città, in cui si è a conoscenza dell’esistenza di uno scandalo, ma non trapelano molte informazioni.

È il caso ad esempio di Siena, interessata da uno dei più grandi scandali finanziari della storia d’Italia (Monte dei Paschi di Siena) aggravato dalla misteriosa vicenda del supposto suicidio di un funzionario del Monte dei Paschi. Le indagini sono comunque in corso e più di una trasmissione televisiva ha fatto servizi al riguardo.

Ci sono poi città come Latina, in cui per un certo periodo di tempo le verità sono state tenute nascoste e ancora lo sono.

Infatti le varie indagini che ci sono state negli ultimi anni (Don’t touch, Olimpia, Starter, Alba Pontina) hanno fatto luce finalmente su tante cose, ma tutto ciò che precedentemente era stato tenuto nascosto è rimasto tale e quindi sconosciuto all’opinione pubblica.

VERBA VOLANT, INTERCETTAZIONI MANENT

Fortunatamente il lavoro di intercettazione da parte delle forze dell’ordine e i relativi rapporti esistono e sopravvivono a chi li occulta. Sono documenti che sembrano godere di una vita propria e, come se avessero le gambe, camminano per alcune scrivanie della città chiedendo di essere portati alla luce, fino a giungere su quella giusta.

Come spesso avviene la vicenda oggetto del presente articolo viene intercettata per puro caso.

Siamo nel periodo dicembre 2008 – gennaio 2009

Il sindaco è Vincenzo Zaccheo, eletto per la prima volta a maggio del 2002 e successivamente riconfermato nel giugno 2007.

Nell’ambito del centrodestra uno tra i politici che ha rapporti molto stretti con Zaccheo è Maurizio Galardo. Quest’ultimo nel 2002 era stato eletto consigliere comunale con l’UDC, entrando nella Giunta Zaccheo come assessore alla sanità e all’università.  Nel 2007 Galardo viene eletto nuovamente consigliere comunale con l’UDC e nella nuova Giunta ricopre per tutta la durata della stessa la carica di vicesindaco e di assessore all’Università; inoltre diventa anche presidente della Fondazione Teatro. A marzo del 2008 lascia l’UDC per aderire al PDL (la nuova formazione politica nata a febbraio 2008 dalla fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale), ritrovandosi così nello stesso partito del Sindaco.

Maurizio Galardo nella città di Latina non è solo vicesindaco, assessore all’Università e Presidente della Fondazione Teatro, è anche un medico di base con proprio studio privato.

Il tutto inizia da un’indagine portata avanti dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Latina, relativa ad una gambizzazione accaduta in città, per la quale si sospettava esserne l’autore Nicola Martinelli. Dato che quest’ultimo si era reso irreperibile, gli investigatori pensarono di mettere sotto controllo il telefono della figlia per poter risalire a lui.

Nell’ambito di questa attività viene ad essere intercettata una telefonata della figlia di Martinelli a Galardo, in cui si chiedeva un certificato medico per il padre al fine di giustificarne l’assenza dal lavoro. A questo punto, il nucleo operativo dei Carabinieri, al fine di risalire a Martinelli, decide di mettere sotto controllo anche il telefono del Vicesindaco Galardo.

“IO C’HO BISOGNO DE QUALCHE LIRA”                                                

Ma da queste intercettazioni telefoniche gli investigatori, invece di acquisire informazioni utili su Martinelli, rilevano con stupore tutta una serie di presunte attività illecite da parte del vicesindaco Galardo, tanto che procedono poi anche ad intercettazioni ambientali presso il suo ufficio di assessore ed il suo studio medico.

La vicenda dei reati per i quali Galardo è stato imputato e sottoposto a processo (siamo ancora in primo grado e sicuramente finirà in prescrizione) è nota all’opinione pubblica:

  • è accusato di aver predisposto certificati medici falsi concorrendo a truffare le assicurazioni;
  • è ritenuto responsabile di aver agito al fine di far ottenere pensioni d’invalidità (tra i beneficiari Antonio Ciarelli);
  • è stato anche rinviato a giudizio per il reato di concussione, avendo chiesto soldi ad un imprenditore in occasione di alcuni lavori all’università, reato quest’ultimo commesso proprio nell’esercizio delle sue funzioni di amministratore pubblico.
Maurizio Galardo, ex vicesindaco di Latina durante l'amministrazione Zaccheo
Maurizio Galardo

Per tale motivo si ritiene opportuno pubblicare l’intercettazione ambientale del 16 dicembre 2008 relativa al colloquio tra Galardo e l’imprenditore, riportata nel relativo fascicolo alla pagina contraddistinta con il numero 575 annotato a penna.

Galardo: io c’ho due cose…(omissis)… andiamo a vede il lavoroio…c’ho bisogno de qualche lira…tu mi devi di quello che puoi fa… pe fa usci da quaranta diecimila euro per me…

Imprenditore: mh…

Galardo: tu me dici, faccio queste luci, mi faccio questo…(incomprensibile)…andiamo sul posto e me dici quello che poi fa…

Imprenditore: vabbè…vabbè…no, vabbè…

Galardo: poi te volevo chiede un’altra cosa…siccome, te dicevo, c’ho un po’ de problemi economici, ti posso fa un assegno de cinquemila euro a un mese?

Imprenditore: cinquemila a un mese?… per che fa?

Galardo: ti faccio io un assegno e me lo cambi…

Imprenditore: si, va bene!

Se, come detto, le vicende di GALARDO sono conosciute, ciò che non è noto all’opinione pubblica ed è ancora una VERITÀ NASCOSTA è il RUOLO che ebbe all’epoca il Sindaco in carica VINCENZO ZACCHEO.

 

Vincenzo Zaccheo

“STAI SERENO SU QUELL’ALTRA COSA, TANTO C’HAI UN SINDACO CHE SI INTERESSA DI TUTTO”

In seguito ad una soffiata ricevuta da un componente dei ROS l’allora Sindaco Zaccheo viene a conoscenza delle indagini riguardanti il suo vice-sindaco e delle intercettazioni ambientali in corso presso l’assessorato, ma non viene a conoscenza di quelle presso lo Studio medico di Galardo.

Zaccheo, nel pieno spregio di ogni forma di etica e di correttezza istituzionale e in palese violazione del codice penale, avverte sistematicamente il vice sindaco delle indagini e delle intercettazioni a suo carico; è inquietante constatare come inizialmente le informazioni fornite da Zaccheo siano generiche e successivamente sempre più dettagliate, arrivando addirittura a riportare al suo assessore in maniera specifica l’indagine relativa alla concussione, vale a dire proprio quella inerente al reato commesso nello svolgimento delle proprie funzioni di assessore all’Università.

Sul punto si riporta un estratto del rapporto del nucleo investigativo del reparto operativo dei Carabinieri depositato in Procura il 12 gennaio 2009 (Nr. 51/61-25-2008 di protocollo).

Il documento in questione viene contraddistinto nel relativo fascicolo con i numeri 517 e 518 annotati a penna.  

1. …(omissis)…sono stati ulteriormente intensificati gli sforzi investigativi finalizzati alla comprensione dei meccanismi che possano aver ingenerato nel principale indagato Maurizio GALARDO la convinzione di essere intercettato.

Sin da subito si è compreso come la notizia di una indagine nei confronti del GALARDO sia provenuta direttamente dal sindaco Vincenzo ZACCHEO, il quale, come noto, nei giorni immediatamente precedenti il Natale scorso, ha convocato il suo principale collaboratore nel suo ufficio nel palazzo comunale per renderlo edotto di operazioni di intercettazioni telefoniche in atto nei suoi confronti.

 …(omissis)…

  1. Nella giornata del 09/01/2009, sono state registrate ulteriori importantissime risultanze investigative, anch’esse inerenti la presunta divulgazione di informazioni sul presente procedimento. Dette risultanze contribuiscono –sebbene parzialmente- a chiarire alcuni aspetti della vicenda e, allo stato delle informazioni sin qui raccolte, si possono interpretare e riassumere come segue:

a) Maurizio GALARDO ha saputo dal sindaco Vincenzo ZACCHEO sia dell’esistenza di un’indagine per concussione che lo riguarda, sia delle intercettazioni telefoniche ed ambientali in atto ad opera della P.G., queste ultime, però, che riguarderebbero solamente gli uffici presso l’assessorato al Teatro D’Annunzio e non lo studio /ambulatorio di Corso della Repubblica, ove in effetti il GALARDO pare continui ad intrattenersi con i suoi interlocutori per discutere di argomenti particolarmente scottanti;

b) il sindaco ZACCHEO sarebbe stato informato, a sua volta, da un non meglio identificato personaggio appartenente al R.O.S. (ndr: Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri) di Roma. Questi si sarebbe recato personalmente dal sindaco per riferirgli a voce le informazioni sopra descritte, poi girate a GALARDO. …(omissis)…;

d) nella vicenda, è apparentemente coinvolto anche il noto medico, nonché ex segretario dei DS di Latina ed attuale collaboratore del sindaco nel campo della sanità, Nino LAZZARO, il quale…(omissis)… si sarebbe impegnato personalmente per raccogliere ulteriori e –per quanto possibile- dettagliate informazioni sull’indagine in corso…(omissis)…

3. Quanto ipotizzato e descritto al punto 2) si evince abbastanza chiaramente dal contenuto della lunga conversazione tra presenti, registrata nel tardo pomeriggio del 10 gennaio u.s., intercorsa tra Maurizio GALARDO e il capo di Gabinetto del sindaco Agostino MARCHESELLI…(omissis).

A proposito di quest’ultimo è da evidenziare l’intercettazione del colloquio intercorso con Maurizio Galardo presso lo studio medico di quest’ultimo il 10 gennaio 2009 (pagina contraddistinta dal numero 523 annotato a penna).

Marcheselli…perché voglio di una cosa…noi facciamo tutti parte del gruppo…il cui capo…il cui riferimento è Vincenzo Zaccheo…quindi come buon padre dovrebbe esse Vincenzo Zaccheo, visto che ha fatto l’onorevole, c’ha i suoi rapporti romani, i suoi rapporti a Latina…a farsi una sorta de corazza, de fascia de sanitaria che non…

Galardo: …è ma io credo che se l’era fatta lui

Marchesellino ma lui se l’è fatta secondo me…il problema è questo…quanto è attendibile a Latina sta fascia…(omissis)… io so invece che ha un buon rapporto con Mancini (ndr si tratta di Giuseppe Mancini, all’epoca a capo della Procura della Repubblica di Latina)

Il colloquio sopra riportato è particolarmente inquietante; dallo stesso sembra evincersi, con riferimento al periodo politico-amministrativo in esame, quanto segue:

a) esiste un gruppo di potere portatore di interessi propri che opera all’interno dell’amministrazione comunale;

b) i componenti del gruppo tendono a proteggersi l’uno con l’altro;

c) la circostanza che uno di loro abbia chiesto una mazzetta non desta alcuna critica, quasi come se sia considerato un modus operandi accettato o accettabile;

d) il capo del suddetto gruppo è il sindaco Vincenzo Zaccheo;

e) quest’ultimo gode di “protezioni” personali;

f) si sta valutando se le suddette “protezioni” siano utilizzabili anche per Galardo

In questo quadro dell’orrore risultano particolarmente significative le parole che Vincenzo Zaccheo, apparentemente compiaciuto e soddisfatto, rivolge a Maurizio Galardo nel  corso di una conversazione telefonica: “Stai sereno…(omissis)…tanto c’hai un sindaco che si interessa di tutto”. Forse sarebbe il caso di aggiungere: “di tutto, tranne che dei legittimi interessi dei cittadini”. Si tratta dell’intercettazione telefonica riportata nel relativo fascicolo alla pagina contraddistinta con il numero 550 annotato a penna.

LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI (…O QUASI)

Non bisogna essere dei fini giuristi per comprendere che il comportamento di Zaccheo molto probabilmente integra gli estremi dei reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio.

Tanto per intenderci stiamo in una situazione simile a quella per cui Salvatore Cuffaro, Presidente della Regione Sicilia, è stato condannato in via definitiva a sette anni (nel suo caso, aggravato per aver favorito la mafia), o a quella relativa all’inchiesta Consip per cui è stato indagato un pezzo da novanta come il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.

In realtà anche Zaccheo è stato all’epoca indagato.

Come abbiamo ormai imparato seguendo le vicende politiche che in molti casi diventano anche giudiziarie, una volta iscritti nel registro degli indagati la conclusione è una delle seguenti: archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio.

A Latina, invece, vigeva all’epoca una terza possibilità, ad uso esclusivo del sindaco: l’insabbiamento. Invero, non ci fu alcun provvedimento di archiviazione o di rinvio a giudizio, con l’evidente volontà di destinare all’oblìo una vicenda gravissima.

Da quanto esposto può desumersi con un buon grado di fondatezza che per un periodo abbiamo vissuto in una città in cui:

  • il vice-sindaco chiedeva mazzette;
  • il sindaco lo copriva e proteggeva;
  • uno degli esponenti più importanti dell’opposizione solidarizzava con il mazzettaro;
  • la Procura della Repubblica di Latina era informata di tutto dai rapporti dei Carabinieri;
  • qualcuno in Procura copriva e proteggeva l’allora Sindaco Zaccheo.

ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIÙ?

Ultimamente l’ex sindaco Vincenzo Zaccheo, noncurante dei disastri legati alla sua amministrazione (tra tutti: la vicenda metro, per la quale è indagato per truffa con tanto di sequestro della sua abitazione), è prodigo di interventi sui mezzi di informazioni.

Visti i precedenti, possiamo ritenerlo una persona idonea per lanciare proposte?

Non solo, possiamo ritenerlo una persona con una rettitudine morale adeguata per proporsi ancora in politica?

Chi può ancora ostinarsi a pensare che alla città serva un personaggio come Zaccheo?

TRE SEMPLICI DOMANDE

  1. Cosa si può pensare di un sindaco che, venuto a conoscenza che sono in corso delle indagini nei confronti del suo vice per concussione, agisca in maniera da favorirlo?
  2. Cosa si può pensare di un sindaco che, venuto a conoscenza che sono in corso delle indagini nei confronti del suo vice per concussione, non gli revochi la delega o, quantomeno, non si preoccupi di invitarlo (in camera caritatis) a dimettersi?
  3. Cosa si può pensare di un sindaco che, venuto a conoscenza che il suo vice ha chiesto una mazzetta ad un imprenditore, non si indigni per l’accaduto e continui a mantenere gli stessi rapporti politici-amministrativi ed umani di prima con il mazzettaro?

UNA CITTÀ LIBERA E COSCIENTE

Una città, per poter essere libera e cosciente, deve conoscere anche, e forse soprattutto, le verità che per lungo tempo sono state nascoste.

Una città, per poter vivere effettivamente nella legalità, deve essere in condizioni di poter presentare il conto a chi ha operato nella illegalità.

Una città, se vuole avere una propria dignità, deve guardare in faccia e far abbassare gli occhi per la vergogna ai politici che hanno avuto condotte immorali.

 

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