I FONDI EUROPEI ALLA MANIERA DI IANNOTTA E ALTOMARE. E NEL SISTEMA DEI PRESTANOME SPUNTA IL FRATELLO DELL’EX DIRIGENTE UGL

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Luciano Iannotta e Natan Altomare, l'uomo considerato dagli inquirenti il suo braccio destro
Luciano Iannotta e Natan Altomare, l'uomo considerato dagli inquirenti il suo braccio destro

Dirty Glass: anche i fondi europei erano di interesse di Iannotta e del suo braccio destro Natan Altomare. Provarono a ottenere un finanziamento da quasi un milione di euro con un progetto falso

È Pasquale Pirolo – l’uomo condannato al 416 bis e vicino a uomini della camorra di rilevante spessore criminale, e colui il quale gli presenta i fratelli Festa che avrebbero riciclato soldi nella Italy Glass – a dirlo, in una conversazione captata dagli investigatori, che Luciano Iannotta si è ingrandito troppo e in troppi campi.

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Infatti, se una cosa è certa dell’inchiesta della DDA romana e della Squadra Mobile di Latina è che Luciano Iannotta è un imprenditore poliedrico e non possono mancare gli appetitosi fondi europei. Ad aiutarlo nell’intrapresa l’ex fisioterapista, coinvolto e prosciolto nel noto processo Don’t Touch, Natan Altomare originario di Cori. Il quale, secondo gli inquirenti che lo hanno incarcerato, è protagonista di una turbativa d’asta per alcuni terreni a Sonnino e, soprattutto, di una truffa che avrebbe fatto ottenere a lui, Iannotta e un altro indagato, il 34enne beneventano Adriano Franzese, diversi quattrini a detrimento di Invitalia.

Secondo l’ipotesi di reato contestata ai tre, Iannotta, Altomare e Franzese, in veste di autore materiale, presentarono una domanda diretta alla società di Stato Invitalia S.p.A., Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, tesa al conseguimento di agevolazioni. Ossia: fondi.

Il problema che i tre, secondo gli inquirenti, rappresentarono falsamente l’esistenza di un progetto per la realizzazione nel Comune di Latina di opere riguardanti demolizioni e frantumazione di inerti per le quali erano necessarie spese di investimento per quasi un milione di euro.

Inoltre, l’istanza non solo si muoveva su un progetto non veriterio ma era corredata da un curriculum riguardante Franzese, individuato come referente, che si rivela pieno di informazioni false.

Franzese, a quanto riporta la ricostruzione degli investigatori, era stato preparato ad hoc per sostenere un colloquio funzionale al conseguimento dei fondi, inducendo in errore il soggetto gestore sulla bontà dell’operazione, oltreché a compiere atti idonei e diretti ad ottenere un finanziamento agevolato in danno del Fondo rotativo. Gli intenti dei tre non saranno stati soddisfatti solo per cause indipendenti dalla propria volontà.

Ad ogni modo, la delibera del 5 giugno 2018 di Invitalia aveva ammesso Franzese all’ottenimento della somma di quasi un milione di euro, esattamente 972,783, per il progetto farlocco riguardante il Comune del capoluogo di provincia.

Nelle pieghe di questo episodio, però, si scopre che oltre all’istanza di Franzese, in realtà coordinata da Altomare e Iannotta, emergono richieste di uguale tipo formalmente attribuite ad altre persone i quali, secondo gli investigatori, sono prestanome dell’imprenditore di Sonnino o comunque vicini a Iannotta e Altomare. Tra questi, oltre al figlio, Thomas Iannotta, troviamo anche un nome che non può passare inosservato: Matteo Di Marcantonio (non indagato), fratello di quel Simone Di Marcantonio, ex dirigente dell’Ugl nominato dal deputato Claudio Durigon, giudicato dalla stessa DDA romana prestanome di un pezzo da novanta dell’imprenditoria in rapporti con la criminalità organizzata come Sergio Gangemi e già menzionato nell’inchiesta Alba Pontina in un episodio afferente la compravendita dei voti elettorali (circostanza negata da uno dei testimoni in udienza a differenza di quanto dichiarato a verbale).

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Per Matteo Di Marcantonio, è lo stesso Natan Altomare a muoversi e non proprio per un piacere di sapore francescano. Lo si evince dalla telefonata che quest’ultimo fa a Giovanni Cirone di Eurofinance, ubicata in provincia di Salerno, e che consentiva di individuare 8 prestanome, ovvero quelli che, schermando Iannotta, avrebbero presentato istanze di accesso ai finanziamenti europei. Ecco, allora, che spunta il nome di Di Marcantonio in riferimento a una non meglio precisata pratica della Casa dello Studente e a molte telefonate per consulenze di carattere bancario-finanziario.

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