ARTIGIANATO, CNA LATINA: “RILANCIAMO IL SETTORE CON ISTITUZIONI E SINDACATI”

L’artigianato è il termometro dell’economia. La CNA intende rilanciare un’azione istituzionale e sindacale a tutti i livelli per favorirne la crescita e la tutela.

“Quello che ci attende – spiegano in una nota il Presidente e il Segretario del CNA Latina, Giuseppe Cannavale e Antonello Testa –  è un vero e proprio cambio di passo sia a livello normativo che di sostegni finanziari. Dalla legge quadro nazionale a quella regionale appare evidente che è giunta l’ora di modifiche sostanziali tese soprattutto a garantire un aumento delle risorse finanziarie nei bandi dedicati alle politiche di sviluppo per il settore. 

Quando parliamo di artigianato parliamo di un mondo in cui le persone vengono prima del prodotto e non è retorica la nostra ma l’oggettiva osservazione di un settore economico in cui il 77,5% sono ditte individuali, il 14,2 società di persone e l’8% società di capitale. Per questo anche sul fronte dell’accesso al credito serve dare una svolta e superare le attuali difficoltà nel reperire liquidità dagli istituti bancari con l’attribuzione al sistema dei Confidi di un nuovo fondo rischi per il rilascio delle necessarie garanzie. I numeri ci dicono che nel Lazio ci sono 91.703 imprese artigiane rappresentando il 7.2% di quelle nazionale. Di queste il 17.2% sono imprese femminili, il 9.6% condotte da under 35 ed il 20,1% quelle condotte da stranieri. 

Da puntualizzare che il radicamento dell’artigianato attraversa tutti i settori produttivi dell’economia Italiana e regionale a partire dall’industria in cui pesa per il 60%, ai servizi in cui vale il 46,7% (Istat 2023). 

Ma soprattutto l’artigianato rappresenta un presidio insostituibile per i territori e le comunità, un settore in cui la creatività e la qualità dei processi lavorativi non potrà mai essere sostituita dalla tecnicalità delle macchine, e per questo come associazione di settore intendiamo avviare proprio con gli enti locali, in primis la Regione, un’azione di confronto prodromica a verificare l’opportunità rilanciare politiche per la creazione dei distretti artigianali urbani. Non è certo un caso che questo settore goda di uno specifico ed esplicito riconoscimento nella carta costituzionale nell’articolo 45 poiché la costruzione e la tenuta delle nostre comunità è storicamente interdipendente dalla tenuta e prospettiva degli artigiani. 

Sempre a livello regionale intendiamo porre con forza la necessità che nella nuova programmazione europea sia riservato un’attenzione particolare a questo settore poiché se i capisaldi dei contributi pubblici provenienti dalla Comunità europea nei fondi di sviluppo e coesione sono la competitività e la sostenibilità è finanziando gli artigiani che si realizzano entrambi gli obiettivi. 

Un confronto quello di cui ci facciamo portavoce che dovrà produrre misure specifiche anche a fronte delle opportunità legate ai finanziamenti delle aree interne di cui parte della nostra provincia è beneficiaria”. 

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