ABC LATINA, CODICI: “ANCORA SCELTE NON CONDIVISIBILI”

Antonio Bottoni
Antonio Bottoni

Conferimento dei rifiuti nel capoluogo pontino, l’associazione dei consumatori “Codici”: “Ancora scelte non condivisibili”

Dagli organi di informazione Codici, Associazione di tutela dei diritti dei cittadini, ha appreso che, dopo gli aumenti dei costi decisi per cercare di migliorare la pulizia delle strade a seguito dello svuotamento dei cassonetti stradali, dopo la richiesta di aumento dei costi per la necessità di rivedere il piano industriale di ABC (perché, dopo 5 anni e dopo tanti soldi pubblici spesi per lo studio di fattibilità, qualcuno si è accorto di quello che i cittadini avevano sin da subito accorti e denunciato, cioè che esso non era in linea con le esigenze quantomeno di buona parte del territorio latinense), dopo che sono stati già nominati alcuni ispettori ambientali da parte della stessa ABC, ora vi sarebbe la necessità di nominarne altri 36 con lo scopo, sembrerebbe, di chiedere i documenti e contravvenzionare chi, risiedendo in zone coperte da quella che viene pretenziosamente definita raccolta “porta a porta”, pur senza averne le caratteristiche ed, invece, va a conferire i rifiuti all’interno di cassonetti posti in zone che non sono e che, forse, non saranno servite dal “porta a porta”.

È opportuno sottolineare che non si parla di “abbandono” dei rifiuti in mezzo alla strada, ma del loro conferimento all’interno dei cassonetti, però da parte di chi dovrebbe utilizzare i cosiddetti “mastelli”.

Codici non trova altri aggettivi per definire questa scelta che dire che essa ha il sapore dell’incredibile.

A Latina, invece che porsi qualche domanda sui motivi per i quali cittadini, che pure pagano il tributo per la raccolta dei rifiuti (quindi non si parli di abusivi o di evasori), magari mugugnando o imprecando contro chi ha voluto questo criticabile sistema, si sobbarchino l’onere, cioè il fastidio, di caricare nelle loro automobili i rifiuti, per andare a conferirli in cassonetti posti al di fuori delle loro zone di residenza, si preferisce nominare altri 36 ispettori ambientali che sanzionino cittadini che, è evidente, non sono soddisfatti dell’attuale sistema di conferimento e raccolta dei loro rifiuti.

A Latina, ancora una volta, qualcuno si è posto su un piedistallo dal quale ha deciso chi sono i buoni e chi sono i cattivi, senza effettuare un minimo di verifica sul sistema posto in piedi, senza porsi il problema, con un pur minimo di sensibilità e di senso autocritico, di come cambiare l’attuale sistema per renderlo a misura di quei cittadini che pure lo pagano e lo pagano non poco.

A Latina, ancora si continua a non coinvolgere le associazioni di tutela dei consumatori nel procedimenti di affidamento a soggetti diversi dalle amministrazioni che quei servizi dovrebbero gestire in proprio, violando le disposizioni della legge 244/2007, forse perché si ritiene che potrebbero fornire un contributo non in linea con i “desiderata” dei politici di turno, mentre, al contrario, esse hanno lo scopo di fornire collaborazione utile ad evitare errori e costi a carico dei contribuenti.

Ben vengano le 36 assunzioni insieme a quelle già effettuate, ma dovrebbero essere assunzioni volte al miglioramento del servizio complessivo e non a scopo sanzionatorio, perché è sin troppo facile puntare il dito contro i cittadini pur di autoassolversi da eventuali responsabilità.

Questo tipo di scelta equivale a voler continuare a lasciare la testa sotto la sabbia e lo sporco sotto il tappeto, anzi per strada o dentro le case dei latinensi.

Codici, come sempre, è vicina ai cittadini ed è a disposizione di coloro che dovessero essere contravvenzionati per aver conferito i rifiuti nella maniera sopra descritta.

Codici auspica che il Commissario Straordinario sappia cogliere l’occasione per far eseguire uno studio della situazione, auspicabilmente con il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori, partendo dalla distribuzione di un questionario per mezzo del quale comprendere le ragioni dei cittadini, invece che continuare a vessarli con scelte incomprensibili, non condivisibili e, visti i risultati, troppo costose per le loro tasche, già oltremodo vessate”.

Così il responsabile provinciale dell’associazione consumatori “Codici”, Antonio Bottoni.

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