CONCORSOPOLI ASL: LICENZIATI ESPOSITO E RAINONE

Sede ASL di Latina
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Concorsopoli all’Asl di Latina: concluso il processo in primo grado con le condanne, la Azienda sanitaria pontina ha preso provvedimenti

La Asl di Latina, con due delibere firmate dal direttore generale Sabrina Cenciarelli, ha licenziato senza preavviso i due dipendenti coinvolti nel processo sullo scandalo dei concorsi apparecchiati: Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito. Entrambi, nel 2021, dopo gli arresti, erano stati anche sospesi dalla Asl con decurtazione dello stipendio al 50%.

A dicembre scorso, si è concluso, dopo oltre 4 anni di udienze (la prima è datata 1 ottobre 2021) e tre presidenti di collegio cambiati (dapprincipio Aldo Morgigni, poi Laura Morselli, infine il definitivo Mario La Rosa), il processo con giudizio immediato a carico dell’ex senatore del Partito Democratico, Claudio Moscardelli, imputato insieme al dirigente dell’Asl di Latina Claudio Rainone e al funzionario dell’azienda sanitaria pontina, Mario Graziano Esposito. Nel corso delle indagini, a luglio 2021, Moscardelli finì agli arresti domiciliari; poche settimane prima ai domiciliari erano stato ristretti Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito. Le ordinanze erano state firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario.

Il 12 dicembre scorso, dopo tre ore di camera di consiglio, il terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Mario La Rosa (Presidente), Francesca Zani e Paolo Romano, ha emesso la sentenza: 3 anni e 6 mesi per Rainone (comminata anche l’interdizione dai pubblici uffici); 2 anni per Esposito1 anno per Moscardelli, unicamente per la rivelazione di segreto d’ufficio. Assolti Rainone e Moscardelli dal reato di corruzione. Concessa per tutti la sospensione condizionale della pena. Gli imputati sono stati condannati a risarcire in separata sede civile solo gli enti, tra cui l’Asl di Latina, mentre non è stato riconosciuto il risarcimento per le altri parti civili, tra cui due donne che avevano partecipato ai concorsi incriminati.

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Dall’accusa erano stati chiesti 4 anni e 2 mesi per l’ex segretario del Partito Democratico di Latina, Claudio Moscardelli, 4 anni e 6 mesi per il dirigente Asl Claudio Asl e 2 anni per Mario Graziano Esposito. Assoluzione per il primo capo d’imputazione in riferimento ad Esposito e Rainone, per cui erano state chieste le attenuanti generiche. A formulare le richieste l’allora pubblico ministero di Latina, Valerio De Luca, al termine di una requisitoria durata poco più di un’ora. Per Moscardelli il pm aveva chiesto di riqualificare solo la rivelazione di segreto d’ufficio in un altro comma, mentre rimaneva in piedi la corruzione.

Al centro delle contestazioni della Procura, la cosiddetta concorsopoli dell’Asl di Latina. Parti civili: Asl di Latina e Viterbo; Comune di LatinaAssociazione antimafia “Antonino Caponnetto”; e ancora Regione LazioAsl di FrosinoneConfconsumatori Lazio Aps e, infine, Chiara Gatta una delle partecipanti al concorso da 70 posti finito nell’indagine della Guardia di Finanza e un’altra partecipante al medesimo concorso: Sofia Lo Stocco, difesa dall’avvocato Giulio Mastrobattista. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Renato Archidiacono, Leone Zeppieri, Stefano Mancini e Luca Giudetti.

A marzo 2025, era stato esaminato l’allora funzionario dell’Asl di Latina, Mario Graziano Esposito, chiamato a rispondere di falsità ideologica in atti pubblici rivelazione di segreti di ufficio. L’altro imputato, Claudio Rainone, aveva rinunciato ad essere esaminato, mentre, a giugno, a distanza di quasi quattro anni dal suo arresto, era stato esaminato l’ex senatore del Partito Democratico, Claudio Moscardelli, accusato di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio in merito ai due concorsi dell’Asl che si svolsero nel 2020. L’esame dell’esponente politico, ancora influente nel PD di Latina (è lui il mentore dell’attuale segretario cittadino), era stato quasi una dichiarazione spontanea.

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Il processo sui concorsi della Asl è nato, come noto, da due indagini separate – una della Squadra Mobile di Latina e l’altra della Guardia di Finanza di Latina -, poi unite in un unico procedimento giudiziario, che hanno messo sotto la lente altrettanti procedure: quella da 23 posti come collaboratore amministrativo professionale cat. D indetto in forma aggregata tra Asl di Roma 3, Asl Latina (ente capofila), Asl Viterbo e Asl Frosinone e quella da 70 posti di assistente amministrativo-categoria C, indetto in forma aggregata tra Asl di Frosinone, Latina (ente capofila), Viterbo e Roma 3.

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All’ex senatore dei Dem Moscardelli, nonché ex membro della Commissione parlamentare Antimafia, venivano contestate le ingerenze per far sì che due candidati al concorso da 23 posti – l’ex Presidente del Consiglio Comunale di Minturno Giuseppe Tomao (oggi di nuovo assessore all’urbanistica nella Giunta Stefanelli a Minturno) e il figlio dell’esponente politica di Gaeta (Pina Rosato), Matteo Di Domenico (destinatari di un avviso conclusioni indagini per una costola del procedimento penale) – fossero agevolati nel superamento delle prove d’esame, con tanto di domande concordate con uno degli altri tre imputati: Claudio Rainone all’epoca Presidente della Commissione d’esame ed ex Direttore amministrativo facente funzione dell’Asl di Latina (oltreché a direttore Uoc Reclutamento, funzione da cui il manager della sanità è stato sospeso). Rainone e il funzionario dell’Asl Mario Graziano Esposito dovevano così rispondere di falsità ideologica in atti pubblici rivelazione di segreti di ufficio. Moscardelli, invece, era accusato di rivelazione di segreto d’ufficio e corruzione.

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Nelle motivazioni, i giudici scrivono che “si ritiene dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio la penale responsabilità di Rainone Claudio e Esposito Mario Graziano” in ordine alla falsità ideologica in atti pubblici. I due hanno avuto “piena consapevolezza dell’illiceità del loro agire e della rilevanza penale”. Insussistente invece, per il Tribunale di Latina, la rivelazione di segreto d’ufficio perché, al di là della folta presenza di parenti e figli di, “non vi è altra emergenza processuale che dimostri l’effettiva comunicazione delle batterie dei quiz”.

Per quanto riguarda le risposte o i cosiddetti “pensierini” fornite da Rainone ai partecipanti al concorso, favoriti di Moscardelli, il Tribunale è chiaro: “il tenore dei dialoghi è intellegibile non richiedendo alcuno sforzo interpretativo per la sua comprensione. Emerge con evidenza che Rainone indirizzi le prove orali che avrebbero dovuto tenersi il giorno seguente, chiedendo ai candidati di indicare quale macro-argomento avrebbero preferito per la domanda posta dal presidente della commissione, ossia il Rainone”.

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