Latina, i Carabinieri notificano un decreto di applicazione della misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza al ventunenne pontino, Mattia Spinelli
Nella mattinata di oggi, 9 aprile, i Carabinieri del Reparto Operativo-Nucleo Investigativo di Latina, guidati dal tenente colonnello Antonio De Lise, hanno notificato un decreto di applicazione della misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno emesso dalla Sezione III Penale, Sezione specializzata – Misure di Prevenzione del Tribunale Civile e Penale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, al 21enne pontino, Mattia Spinelli, ritenuto pericoloso in quanto persona che vive abitualmente con i proventi di attività delittuosa e dedita alla commissione di reati che pongono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica.
L’attività di indagine, eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo sotto la direzione della Procura pontina, ha consentito di dimostrare come il giovane, sin da quando era ancora minorenne, quasi senza soluzione di continuità, sia stata persona dedita ad attività delittuose quali reati contro la persona, in materia di armi e del traffico di stupefacenti.
Il provvedimento obbligherà Spinelli, per i prossimi 3 anni, a fissare e a comunicare la propria dimora all’Autorità di Polizia, a non allontanarsi dal comune di residenza o abituale dimora, a non uscire dalla propria abitazione nell’arco orario compreso dalle 21.00 alle 07.00, a darsi immediatamente alla ricerca di un lavoro ed a non associarsi a persone che hanno subìto condanne e sono sottoposte a misure di prevenzione.
Il nome di Mattia Spinelli è ormai noto alle cronache locali come colui che, da ras della piazza di spaccio delle case popolari “Arlecchino” di Latina, insieme al gemello Yuri Spinelli, si è contraddistinto come l’artefice della cosiddetta stagione delle bombe. Arrestato già nell’autunno scorso con l’accusa di tentate estorsioni aggravate e lesioni personali pluriaggravate, nonché atti persecutori, nei confronti di un giovane mediatore per le auto a noleggio (mezzi utilizzato dal gruppo Spinelli per spacciare) e della sua famiglia.
Una escalation criminale e giudiziaria vertiginosa per Mattia Spinelli, nel frattempo, a dicembre scorso, incappato in una condanna per spaccio di droga insieme al gemello Yuri e ai fratelli Bevilacqua.
Ad ogni modo, l’arresto più eclatante è stato quello arrivato in capo a Spinelli, ormai detenuto dall’autunno scorso, per essere il mandante di alcuni degli attentati a colpi di bomba che hanno destabilizzato la città di Latina da settembre scorso.
Dodici i capi d’imputazione contestati, a vario titolo, ai vari soggetti coinvolti nell’ordinanza eseguita lo scorso 8 gennaio: coinvolti Mattia Spinelli, il gemello Yuri, il fidato braccio destro Nico Mauriello detto “Spadino” e il custode delle armi Davide Greco.
A farla da padrone è il leader del sodalizio della piazza di spaccio delle case “Arlecchino” di Via Guido Rossa: il 21enne Mattia Spinelli. Il giovane, insieme ad altri soggetti, sarebbe l’esecutore materiale dell’attentato dinamitardo in Via Darsena, avvenuto lo scorso 8 settembre, presso la casa del pregiudicato, esponente della vecchia “mala” di Latina, Maurizio Santucci, così da causare gravi danni al muro di cinta, ai profilati metallici e al profilato del canale della gronda posto sull’immobile. Spinelli che deve rispondere di detenzioni di armi, danneggiamento e di pubblica intimidazione con uso di armi, reato derivante dal decreto “Caivano”, avrebbe esploso l’ordigno artigianale con lo scopo di incutere “pubblico timore”, e nel caso di specie intimidire Maurizio Santucci.
Il 21enne deve rispondere, insieme a Davide Greco, considerato insieme a Nico Mauriello come suo gregario, di detenzione di due pistole Beretta calibro 7,65 e una pistola Beretta calibro 9. Tutte armi con matricola abrasa acquistate da loro e sequestrate il 7 settembre 2025 dopo il primo attentato alle Arlecchino che causò la risposta criminale del gruppo in Via Darsena. I due giovani detenevano inoltre anche 50 colpi calibro 7,65 e 22 colpi calibro 9.
Non è finita perché Spinelli è accusato anche di aver portato fuori dalla propria abitazione, situata nel complesso delle Arlecchino, in Via Galvaligi, anche una pistola Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa nel corso della perquisizione dei Norm dei Carabinieri, con la quale avrebbe esploso 3 colpi d’arma da fuoco.
Sempre lui, Mattia Spinelli, insieme a Nico Maurelli, sarebbe stato il mandante e il procacciatore dell’esplosivo che dilaniò, lo scorso 18 settembre, l’androne del civico 298 di Via Pier Luigi Nervi a Latina. Un ordigno artigianale contenente esplosivo che fu fatto deflagrare insieme a Maurello e a un altro soggetto non identificato alla scala “O” del condominio, causando danni ingenti al vano delle scale, al soffitto del porticato, alle vetrate e al muro. I due sono accusati anche di aver dato fuoco, sempre in quella notte intorno alle ore 1,30, alle due auto di due condomini parcheggiate nelle vicinanze della scala “O”. L’inchiesta è chiusa e, a breve, ci sarà il processo.
Da ultimo, ma non ultimo, Spinelli, incastrato dalle intercettazioni nel carcere, deve rispondere insieme al medesimo Mauriello, all’amico Mattia Baldascini e ad altri imputati della cosiddetta rivolta in carcere a Latina. Un’altra azione molto violenta che ha portato al rinvio a giudizio, in attesa di altre contestazioni che probabilmente arriveranno a breve. Su tutte, l’organizzazione dedita allo spaccio di droga.
