CARRI DI CARNEVALE, LA CURIA VESCOVILE SMENTISCE DI COCCO: “MAI CONCESSO ALCUN BENESTARE”

Carri di Carnevale del 22 febbraio, la Curia Vescovile smentisce l’assessore del Comune di Latina, Gianluca di Cocco

È il portavoce del Vescovo, Remigio Russo, a smentire categoricamente l’assessore del Comune di Latina, Gianluca di Cocco, il quale, per respingere le critiche di aver organizzato i carri di Carnevale in periodo di Quaresima, ha tirato in ballo la Curia Vescovile.

Di Cocco, infatti, nel gruppo Facebook “Amici in festa”, aveva spiegato: “Intervengo nuovamente in merito alla sfilata di Carnevale prevista per oggi, che rappresenta il recupero dell’evento annullato lo scorso 7 febbraio a causa del maltempo.

Comprendiamo le osservazioni di chi evidenzia che siamo entrati nel periodo di Quaresima. Proprio per rispetto verso tale sensibilità, il Comune di Latina ha ritenuto opportuno richiedere preventivamente l’autorizzazione e il coinvolgimento della Curia Vescovile.

La Curia, comprendendo il carattere straordinario del recupero e il fatto che l’annullamento non fosse dipeso da una scelta organizzativa ma da cause di forza maggiore, ha concesso il proprio benestare allo svolgimento della manifestazione, rivolta esclusivamente a bambini e famiglie.

Va inoltre evidenziato che anche altre realtà del territorio stanno procedendo al recupero delle rispettive manifestazioni carnevalesche: ieri Sabaudia, oggi Sermoneta e San Felice Circeo. Si tratta dunque di un momento semplice e comunitario, autorizzato e condiviso, pensato per restituire ai più piccoli una giornata di festa che non si era potuta svolgere. La presente comunicazione viene resa per doverosa chiarezza, nel rispetto di tutte le sensibilità”.

Una ricostruzione fantasiosa che il portavoce del Vescovo Mariano Crociata ha smentito: “Nell’edizione di oggi della stampa locale, i resoconti sulla sfilata dei carri tenuta ieri a Latina è riportata la dichiarazione di un rappresentante istituzionale del Comune di Latina circa un “benestare della Curia” a detta manifestazione in Quaresima. A tale proposito posso affermare che non è mai stato “concesso” alcun parere favorevole o permesso all’evento di ieri. Di conseguenza la dichiarazione di “benestare” riportata dalla stampa deve intendersi non vera.

L’occasione è utile per ricordare che la cordiale e comprensiva collaborazione per il bene comune che esiste tra istituzioni diverse deve sempre avvenire nel rispetto reciproco delle proprie autonomie, rispetto che la Diocesi di Latina ha sempre mantenuto verso gli enti istituzionali e locali. Cordialità e comprensione che, specie nelle normali interlocuzioni correnti, non può e non deve essere fraintesa e tantomeno curvata fino a dare interpretazioni fuorvianti alla cittadinanza”.

Dopo la presa di posizione della Curia Vescovile, Di Cocco è dovuto tornare pubblica sui suoi passi: “Desidero intervenire per chiarire pubblicamente quanto già rappresentato nel colloquio telefonico intercorso nel pomeriggio con il portavoce della Curia, in merito alla vicenda richiamata nella nota diffusa in data odierna.

Alla luce di quanto precisato dalla Curia, riconosco di aver interpretato in modo non corretto il contenuto delle interlocuzioni avvenute nelle settimane precedenti con riferimento alla sfilata dei carri allegorici. Me ne assumo pienamente la responsabilità. Non vi è mai stata, né è stata mia intenzione rappresentare, l’esistenza di un benestare formale da parte della Curia, che come chiarito non è stato concesso.

L’errore è stato esclusivamente di valutazione nell’aver ritenuto che il clima di dialogo potesse configurare un’autorizzazione, circostanza che non sussisteva. Non vi è stato alcun intento di forzare o strumentalizzare posizioni altrui.

Era mia intenzione contribuire a offrire alla città un momento di gioia e condivisione, nella convinzione che iniziative come la sfilata potessero rappresentare un’occasione positiva per la comunità. Resta fermo che ogni iniziativa deve svolgersi nel pieno rispetto delle prerogative e delle competenze delle istituzioni coinvolte.

Ribadisco il rispetto per l’autonomia della Diocesi e per il ruolo che essa svolge nella comunità cittadina, confermando la volontà, per quanto di mia competenza, di mantenere un rapporto improntato a correttezza istituzionale, leale collaborazione e piena trasparenza, nell’interesse della città di Latina”.

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