AGGUATO NEL CENTRO DI ACCOGLIENZA: INIZIA IL PROCESSO PER I TRE GIOVANI

Tribunale di Latina
Tribunale di Latina

Tentata rapina aggravata ai danni degli ospiti di un centro di accoglienza. È iniziato il processo a carico di tre cittadini tunisini

Si è aperto il processo dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina per i tre, rispettivamente di 33, 32 e 26 anni, accusati dell’agguato, ai fini di rapina, avvenuto in un centro d’accoglienza presso Le Ferriere ad aprile 2025. I tre imputati, tuttora in carcere, sono difesi dagli avvocati Silvia Perciballe e Emanuele Farelli. Il processo è stato rinviato al prossimo 27 febbraio, giusto il tempo per ammettere i testimoni come richiesto dal pubblico ministero Simona Gentile.

Dopo l’arresto, i tre tunisini avevano risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari, Mara Mattioli, nel corso dell’interrogatorio di convalida che si era tenuto nel carcere di Latina. I giovani avevano spiegato che non erano loro gli aggressori degli indiani nel centro di accoglienza di Le Ferriere, al contrario si erano solo difesi dalla furia dei medesimi indiani.

Una versione che evidentemente non era stata presa per buona dal Gip Mattioli la quale, oltreché a convalidare l’arresto, aveva disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e tre.

Lo scorso 19 aprile, la Polizia di Stato di Latina aveva arrestato i tre tunisini, tutti con status di richiedente la protezione internazionale, ritenuti responsabili della tentata rapina aggravata ai danni di altri cittadini stranieri (di nazionalità indiana) ospiti del centro di accoglienza.

In particolare, i poliziotti della Squadra Volante, nella notte, erano intervenuti inizialmente su segnalazione di una presunta rissa in atto presso il centro, allertati da una responsabile che aveva chiamato il 112 NUE.

Giunti sul posto, gli agenti di Polizia avevano appurato che non si era trattato di una rissa ma bensì di una tentata rapina che alcuni ospiti, di nazionalità indiana, avrebbero subito da parte di quattro soggetti tutti di nazionalità tunisina, che si sarebbero introdotti nelle loro stanze e, armati di coltello, li avrebbero minacciati per farsi consegnare denaro e cellulari.

Al rifiuto delle vittime di consegnargli quanto chiesto, i quattro li avrebbero poi aggrediti ed intuito che erano state chiamate le forze dell’ordine, si sarebbero allontanati velocemente, due dandosi alla fuga ed altri due nascondendosi in una delle stanze.

All’arrivo della volante, le vittime avevano mostrato agli agenti alcune foto scattate nelle fasi della tentata rapina, che ritraevano i presunti responsabili con in mano il coltello utilizzato per minacciarli, indicando agli agenti il nascondiglio dove due dei presunti responsabili si erano rifugiati.

I poliziotti avevano quindi fatto ingresso e verificata l’identità degli aggressori tramite la visione delle foto scattate, li avevano tratti in arresto. Un terzo uomo era stato invece arrestato poco dopo. Quest’ultimo infatti in un primo momento si era dileguato ma poi era stato trovato dalle vittime che avevano nuovamente allertato le pattuglie,  con l’arrivo di un’altra volante del Commissariato di Cisterna che aveva proceduto all’arresto anche di questo terzo soggetto.

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