EVASIONE DAI DOMICILIARI: PROSCIOLTO SACCO, IL PIRATA DELLA STRADA

È diventato ormai un habitué delle cronache giudiziarie, il 50enne di Acquino, trapiantato a Terracina, Gioacchino Sacco, detto Jonathan.

L’uomo è ancora in carcere poiché arrestato ad agosto 2025 per l’omicidio stradale e omissione di soccorso del 16enne di Latina, Federico Salvagni. Per tale fatto, si sta svolgendo il processo con rito ordinario dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina.

Leggi anche:
FEDERICO SALVAGNI, IL PROCESSO PER OMICIDIO STRADALE: ACCOLTE LE PARTI CIVILI. DIFESA CHIEDE PERIZIA E SOPRALLUOGO

Leggi anche:
“AVVEZZO A GUIDARE SENZA PATENTE, TOTALE INSENSIBILITÀ E PROBABILE EBBREZZA ALCOLICA”, SACCO RIMANE IN CARCERE

Ad ogni modo, per Sacco non sono finiti i guai giudiziari. A parte un processo minore per evasione dai domiciliari, l’uomo si trova alla sbarra a Latina per una truffa messa a punto con una Panda. D’altra parte, l’ambito delle autovetture è quello bazzicato da Gioacchino Sacco. L’uomo, infatti, ha sul groppone un precedente importante, sebbene non sia l’unico. Sei anni fa, nel 2019, l’allora 43enne fu coinvolto nella maxi indagine della Guardia di Finanza di Isernia denominata “Galaxy”. Sacco finì ai domiciliari per poi ottenere, in seguito all’interrogatorio di garanzia, gli obblighi di firma.

Recentemente, lo scorso 20 marzo, Sacco è stato rinviato a giudizio insieme ad altri nove soggetti per aver messo in piedi un giro di truffe con le auto.

Leggi anche:
TRUFFE CON LE AUTO: RINVIATI A GIUDIZIO SACCO E ALTRI 9 IMPUTATI

Oggi, 20 aprile, il 50enne ciociaro ha affronto il cosiddetto processo minore, accusato di evasione dai domiciliari dove era ristretto nel 2023 per l’operazione “Galaxy”. Si è svolta, infatti, l’udienza predibattimentale al termine della quale il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Ribotta, ha prosciolto l’uomo, difeso dall’avvocato Emanuele Farelli.

Secondo l’accusa, i Carabinieri, nel controllo per verificare se fosse presente in casa a Terracina, poiché ristretto ai domiciliari, avevano annotato che Sacco non aveva risposto al citofono. La difesa ha sostenuto che si trattasse di un’ora tarda e che l’imputato stesse dormendo. La tesi è stata accolta dal giudice che ha ritenuto di pronunciare una sentenza per non doversi procedere.

Articolo precedente

PALAZZETTO DELLO SPORT AD APRILIA, CENTROSINISTRA: “APRIRE LA STRUTTURA IN SICUREZZA”

Articolo successivo

ASSOLTO JOHNNY MICALUSI, IL “RE” TERRACINESE DELLE CENE ROMANE

Ultime da Giudiziaria