UNA PISTOLA MITRAGLIATRICE NELL’INTERCAPEDINE: LIBERATA LA MOGLIE DI RANIERI

Pistola mitragliatrice trovata nella disponibilità della compagna del 25enne Mirko Ranieri, legato al clan Travali di Latina: interrogata la donna di 31 anni arrestata dai Carabinieri

La 31enne Daniela Arrus, assistita dagli avvocati Giancarlo Vitelli e Alessia Righi, è stata interrogata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giulia Paolini. La donna è stata arrestata lo scorso 9 aprile dal Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Latina e un’unità cinofila antiesplosivo della Stazione Carabinieri di Roma Ciampino.

Come noto, durante un’operazione effettuata nell’ambito di un servizio coordinato e disposto dalla Compagnia Carabinieri di Latina ed eseguito dai militari della Stazione di Borgo Sabotino, è stata rinvenuta nella disponibilità di Arrus una pistola mitragliatrice marca Smith Wesson 460 Magnum occultata nel retro dell’abitazione provento di furto consumato a Monte San Biagio nel 2021. La casa della donna, dove si è trasferita da qualche mese, si trova in Strada Nascosa, vicino all’incrocio con Via Sabotino.

La particolarità del ritrovamento, effettuato anche grazie a un cane addestrato che ha fiutato l’arma, è che la giovane è sposata con il 25enne pluripregiudicato Mirko Ranierigià condannato, insieme al fratello Manuel e a un altro complice, Ionut Ginca, per l’omicidio del rumeno Nicolas Giuroiu, e più recentemente condannato per avere a sua disposizione, in una casa presso il Villaggio Trieste, armi e droga. I Ranieri, come noto, sono legati al clan Travali.

La donna è stata accompagnata presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, così come disposto dal pubblico ministero Andrea D’Angeli, e per tale ragione oggi, 12 aprile, ha affrontato l’udienza di convalida davanti al Giudice per le indagini preliminari.

Il Gip Giulia Paolini ha ritenuto di convalidare l’arresto in flagranza di reato per la 31enne che deve rispondere dei reati di detenzione illegale di arma da fuoco e ricettazione in quanto è accusata di aver comprato l’arma da soggetto ignoto. La pistola mitragliatrice è stata trovata all’interno di un’intercapedine del solaio del villino in Via Nascosa. L’arma era contenuta in un cellophane, sigillata con del nastro isolante nero.

Ad ogni modo, il Gip Paolini non ha confermato gli arresti domiciliari per la 31enne Arrus, che risulta incensurata, e che ha spiegato, nel corso dell’interrogatorio, di vivere nella casa da poco tempo insieme a una figlia di pochi mesi. La casa, infatti, sarebbe stata fino a poco tempo fa nella disponibilità del padre deceduto a luglio del 2022 e con il quale non aveva più nessun rapporto. Non è provato per il magistrato che la donna fosse a conoscenza dell’occultamento dell’arma nella sua abitazione, né è sufficiente sapere che la 31enne è legata a un pluripregiudicato (e, per parte di madre, alla nota famiglia di origine rom: i Fé di Borgo Sabotino, alcuni dei quali coinvolti in più vicende giudiziarie).

Dirimente ai fini della della decisione anche il fatto che dalla perquisizione interna all’abitazione non è emerso niente altro di riconducibile alla detenzione di armi. La 31enne è a tutti gli effetti libera da ogni misura cautelare.

Al contempo, come spiegava una nota dell’Arma dei Carabinieri, i militari scavano cercando di verificare la funzionalità dell’arma e se la medesima è stata utilizzata in episodi delittuosi. Inoltre si stanno cercando di cogliere i collegamenti fra la criminalità del sud della provincia (l’arma era
stata rubata nel 2021 a casa di un imprenditore di Monte San Biagio) con quella del capoluogo.

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